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Comitati e giornalisti:
idillio difficile


Prima parte:
Identikit dei comitati

Seconda parte:
Pubblicati e insoddisfatti


Terza parte:
Le ragioni della redazione


Cittadini Attivi

EVENTO SI’, EVENTO NO

C'è chi come il comitato Al Crusél fa sfilare 252 sagome di bare per il centro, pari al numero di morti che secondo le stime dell'OMS sarebbero provocati ogni anno a Bologna dalle polveri sottili, e chi come l'Associazione per il Parco della Montagnolablocca i cancelli del parco per protestare contro l'impossibilità di usare la rampa d'accesso all'asilo. Perché darsi a queste azioni eclatanti? Forse per smania di protagonismo?

Le dichiarazioni che abbiamo raccolto non lasciano dubbi: lo scopo è principalmente uno, conquistarsi qualche riga o qualche minuto sui media locali non certo per mettersi in mostra, ma per risollevare l'attenzione sul problema che sta a cuore al comitato e che magari si trascina già da mesi o anni senza soluzione.
Tutto parte dalla chiara consapevolezza ben riassunta da Rodolfo Lewanski del Comitato Lunetta Gamberini "per i media un problema vecchio non è più sexy" e ciò vuol dire come ci spiega Arnaldo Vannelli del Comitato Ambiente San Lazzaro Sud, "che per passare sui giornali ci vuole spesso qualcosa di eclatante, nella routine difficilmente si passa. All'inizio un fatto per la stampa può essere interessante, poi a poco a poco la sua importanza scema.La nostra è una società che brucia tutto. Per noi però diventa difficile mantenere alta l'attenzione dei media e della popolazione su un tema di protesta se questo dura già da tempo. Lo sappiamo: serve fantasia per inventarsi sempre nuove iniziative che possano far gola alla stampa." Ma come vivono i comitati questa continua necessità di realizzare eventi per tener memoria di una situazione di disagio che comunque c'è ed è sotto agli occhi di tutti ogni giorno?

C'è chi la rifiuta in toto come il Comitato per la Difesa dei Giardini Margherita. Afferma Raffaella Santi Casali: "Sarebbe facile essere pubblicati se organizzassimo azioni clamorose, come far sfilare i nostri bambini vestiti da scheletri. Ma noi non lo facciamo perché non è nel nostro stile." La pensa allo stesso modo anche Anne Drerup del Comitato Canossa "mettiamo in piedi manifestazioni clamorose proprio quando siamo alle strette, ma non è ciò che intendiamo fare noi come gruppo. La stampa può aiutare, ma poi non fa nulla senza avere in cambio qualcosa."

Barbara Rinaldi del Comitato al Crusel è invece tra quelli che si adegua alla "logica evento" (vedi la sfilata di bare). Però, pur utilizzando un atteggiamento strategico nei confronti dei media, vive con rammarico la situazione "Purtroppo siamo costretti a inventarci eventi per mantenere desta l'attenzione su un argomento, quello dello smog, che invece è sempre vivo e attuale. E' vero il tema non è più una novità, ma fatto sta che l'inquinamento continua ad esserci e la cittadinanza ha il diritto ad esserne informata. La Repubblica in particolare non pubblica più nessun dato e pensare che da giugno a settembre 2003 l'ozono ha superato i livelli di allarme ben 450 volte. Sull'inquinamento dovrebbe invece esserci un piccolo spazio stabile sul giornale, magari anche solo mensile (la periodicità con la quale noi dei comitati aggiorniamo i dati sulla qualità dell'aria)."
Daniela Alzani che con la sua Associazione Parco della Montagnola tenta di inventarsi continuamente nuovi modi di riproporre lo stesso problema ("la Montagnola è un parco monumentale e merita di essere tutelato come tale") lamenta una copertura eccessivamente folcloristica delle manifestazioni organizzate: "i giornali spesso riportano solo l'evento sensazionalistico, (come per es. 'bloccati i cancelli dalle mamme della Montagnola'), mentre nei nostri intenti non c'è solo la protesta pura e semplice, ma anche la progettualità e l'elaborazione di alternative."

C'è però anche chi organizza eventi col solo scopo di informare la popolazione, senza curarsi che i media riprendano o meno la notizia. A spiegarci la filosofia di L'altra informazione è Delise Merli: "Noi facciamo azioni per informare direttamente i cittadini: riteniamo che l'amministrazione Guazzaloca dia molto spesso notizie inesatte e tendenziose. Organizziamo perciò eventi che attirino l'attenzione della popolazione e ci permettano di darle conto delle storture della Giunta: certo mandiamo comunicati ai media, ma a noi non serve necessariamente la ripresa su stampa o radio. Vogliamo informare i cittadini, soprattutto quelli che partecipano alla nostre iniziative: senz'altro chi ha seguito le nostre visite guidate in Sala Borsa adesso conosce tutti i particolari della vicenda. Per far arrivare i nostri messaggi puntiamo sulla satira. A furia di parlare di Piazza Barattoli (i barattoli sono le cosiddette gocce in Piazza Re Enzo ndr.) Sgarbi l'ha citata nel suo libro sulle brutture d'Italia. E noi in piazza a fare contro-informazione sull'Infobox di Guazzaloca ci siamo stati per un mese tutte le sere con delle vignette satiriche: in molti si fermavano, ridevano e poi si informavano sulla nostra iniziativa. Ci serviamo delle nuove tecnologie (sito web, al più presto newsletter), ma spesso per far conoscere i nostri progetti passiamo interi pomeriggi a far volantinaggio."

Alessandra Mariotti