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Comitati e giornalisti:
idillio difficile


Prima parte:
Identikit dei comitati

Seconda parte:
Pubblicati e insoddisfatti


Terza parte:
Le ragioni della redazione


Cittadini Attivi

Partecipare è un lusso?

Con l’aiuto dei nostri esperti andiamo a indagare le caratteristiche dei cittadini attivi.


Chi sono coloro che animano i comitati a Bologna? Per la prof.ssa Chiara Sebastiani i protagonisti sono i ceti medi riflessivi appartenenti alla classe medio-alta: buon livello di vita quindi e istruzione superiore alla media. Lo conferma il prof. Gianfranco Pasquino: “Si tratta di cittadini tendenzialmente ricchi e istruiti. Ce lo dimostra il fatto che sappiano trarre vantaggio dall'utilizzo dei nuovi media per ampliare la possibilità di contatto e di scambio informativo.”
L'età media è alta: “Dai trentacinque anni in su” per la Sebastiani.
Tutti concordi i nostri intervistati nel confermare la massiccia presenza di donne fra gli aderenti ai comitati: “Più che madri premurose ed interessate alla sicurezza del quartiere, si tratta di donne interessate alla politica ed alla vita della città in tutte le sue dimensioni”, nota Pasquino.
Ancora Pasquino aggiunge che i cittadini attivi sono residenti che vivono nel territorio metropolitano più che in periferia o in provincia. Precisa la Sebastiani: “Il grosso del comitatismo è circoscritto entro le mura cittadine”.
E per quanto riguarda l'appartenenza politica? C'è grande trasversalità: nei comitati figurano persone di destra come di sinistra. Precisato questo, la Sebastiani invita a fare grande attenzione alla “pluriappartenenza” come caratteristica tutta bolognese: “In genere questa cittadinanza attiva è impegnata non in uno, ma in più gruppi e associazioni. C'è molto intreccio”. Pasquino fa un passo indietro e aggiunge: “Senza dubbio la maggior parte degli aderenti ai comitati sono persone che hanno conosciuto in passato qualche forma di partecipazione politica come l'adesione a un partito o una militanza sindacale”.
In conclusione: benestanti, istruiti, interessati alla politica. Ma c’è di più. Secondo Fausto Anderlini dell'Unità speciale Studi per la programmazione i comitati sono in gran parte costituiti da piccoli proprietari iper-reattivi a qualsiasi provvedimento che disturbi il loro possesso, svalorizzi i loro immobili. Questa sua visione, peraltro non condivisa dagli altri studiosi, lo porta ad affermare: “La radicalità dei comitati è tale perché sotto c'è una spinta di tipo materialista. Mi dispiace ma è così.”
Ne dobbiamo concludere che il comitatismo è ed è destinato a restare una forma di partecipazione “lussuosa”, come l'ha definita lo stesso Anderlini?

Giulia Poggiolini