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Comitati e giornalisti:
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Prima parte:
Identikit dei comitati

Seconda parte:
Pubblicati e insoddisfatti


Terza parte:
Le ragioni della redazione


Cittadini Attivi

COMITATI IN NAZIONALE

Sbaglieremmo se pensassimo che i comitati bolognesi non bucano mai lo schermo se non per qualche rara e fugace apparizione in un tg locale. Alcuni programmi nazionali di informazione si sono dedicati a loro: Report, le Iene, Racconti di Vita. Ma anche RadioUno con Oliviero Beha.

A prima vista potrebbe sembrare un controsenso: mentre faticano a passare nelle tv locali (vedi COMITATI IN ONDA) vengono chiamati in causa in trasmissioni nazionali. Ma il nodo è in realtà facile da sciogliere: si tratta di programmi d'inchiesta il cui obiettivo è andare a scavare nella realtà quotidiana per scoprire situazioni problematiche o approfondire e verificare i soliti discorsi scontati su amministratori e cittadini. Quali le battaglie che hanno trovato eco in "Report", in "Racconti di vita" e in "Le Iene"? Di quali comitati si è invece occupato Oliviero Beha con "Radioacolori"? Cinque comitati ci hanno raccontato la loro esperienza.

Sarà forse perché Milena Gabanelli è di Bologna, fatto sta che "Report" ha dedicato alcuni servizi alla realtà dei nostri comitati senza che questi inviassero né comunicati stampa né lettere. E' per esempio il caso del Comitato Ambiente San Lazzaro il cui responsabile Arnaldo Vannelli si dice soddisfatto perché "grazie a "Report" la nostra mobilitazione ha avuto una eco nazionale. Sembra addirittura che la questione interessi più fuori che dentro". Tuttavia lamenta di aver ricevuto troppo poco spazio nella trasmissione finale: "mentre l'intervista è durata un'ora, nel servizio (che è andato stato trasmesso il 14 ottobre 2003) hanno mandato in onda solo 30-35 secondi", decontestualizzando, a suo parere, il significato della protesta.
A "Report" ha partecipato per ben due volte anche Barbara Rinaldi del Comitato Al Crusèl che ci racconta: "il primo servizio è stato fatto allorché noi ci siamo rivolti alla magistratura per vedere riconosciuto il nostro diritto alla salute. Suscitava interesse il fatto che alcuni cittadini di Bologna avessero dovuto rivolgersi addirittura a un tribunale perché l'amministrazione comunale non teneva conto del problema inquinamento." La stessa tematica è stata ripresa da "Report" un anno dopo, "quando già era uscita la sentenza che dava ragione a noi cittadini e torto all'amministrazione comunale. Per quel servizio hanno rifatto interviste ad assessori e hanno messo in evidenza la risposta del sindaco: 'piuttosto che ottemperare alla decisione del giudice vado in galera'."

Al Comitato Al Crusèlha riservato spazio anche un programma satirico come "Le Iene", e pure in questo caso per ben due volte. Entrambi i servizi si basavano su un evento dimostrativo realizzato appositamente per il mezzo televisivo. "La prima volta", ricorda la Rinaldi, "fecero un servizio quando l'assessore alla sanità disse che per ridurre l'inquinamento si sarebbe dovuto fare come in Brasile dove i bambini non si portano a scuola in auto, ma li si fanno camminare in fila indiana accompagnati dai maestri. Le Iene vennero a Bologna e in Piazza Maggiore organizzarono con alcuni bimbi il così detto "walking bus". E prosegue: "La seconda volta la iena Pellizzari consegnò al sindaco, che si arrabbiò moltissimo, un cartello stradale da mettere all'ingresso di Bologna. C'era scritto: entrare in centro a Bologna nuoce gravemente alla salute".
Barbara Rinaldi si dice soddisfatta che i media nazionali parlino dei comitati anti-smog: "Grazie a questi servizi i comitati di altre città ci hanno contattato e così facciamo rete con loro."

Oltre a "Le Iene" e a "Report" non va dimenticata la trasmissione "Racconti di vita" di Giovanni Anversa che nel febbraio 2002 si è occupata del Gruppo San Bernardo venendone a conoscenza grazie a internet. Come racconta Paolo Panzarini il programma si è interessato al Gruppo "quando tre cittadini di Bologna hanno ottenuto risarcimenti dopo furti grazie al nostro progetto pilota di assicurazione antifurto collettiva gratuita per gli ultrasessantenni residenti nel quartiere Reno."
Ma non è finita qui: anche Radio Uno si è occupata dei comitati bolognesi con "Radioacolori". Ospiti "telefonici" della trasmissione di Oliviero Beha sono stati Loriano Genovesi (Comitato via Toscana e dintorni) e Isabella Fabbri (Comitato Gli Orti di via Orfeo) che si dichiara molto soddisfatta per i due servizi andati in onda nel 2002 e nel 2003. "La prima volta", racconta, "siamo stati noi a inviare materiale al regista, in un lavoro serrato durato una settimana. La trasmissione è durata venti minuti e ha esordito con l'Inno degli orti, da noi composto e inciso, per poi dare voce ai vari interlocutori da me segnalati in precedenza e da loro contattati. Era una sorta di botta e risposta con me che, incalzata da Beha, ribattevo." Paradossalmente per Isabella Fabbri alla fine i media ne sapevano più a Roma che a Bologna dove "nessun giornalista si è mai degnato di fare un'inchiesta, siamo sempre stati noi a dover fornire le informazioni e a creare la notizia. Pensate che invece dalla redazione di 'Radioacolori' ci hanno chiamato a distanza di un anno per sapere come stavano le cose."

Irene Romano