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Comitati e giornalisti:
idillio difficile


Prima parte:
Identikit dei comitati

Seconda parte:
Pubblicati e insoddisfatti


Terza parte:
Le ragioni della redazione


Cittadini Attivi

Ascoltiamo le radio

Soddisfatti: così si sono dichiarati i comitati dello spazio loro riservato dalle emittenti radiofoniche (vedi comitati in onda). Ma le radio dal canto loro come vivono i rapporti con associazioni civiche e comitati bolognesi? L'abbiamo chiesto al direttore di Radio Città del Capo, Giovanni Dognini e al suo caporedattore Simone Sabatini, a Fra Alessandro Caspoli direttore di Radio Tau, al caporedattore Pierluigi Senatore di Radio Bruno e a Daniela D'Angeli per Radio Nettuno.

Come ci aspettavamo la frequenza e le modalità con cui le radio dedicano spazio ai comitati all'interno della loro programmazione cambia da emittente a emittente. C'è chi non ha previsto appositi appuntamenti per raccogliere le segnalazioni dei comitati come Radio Tau ("abbiamo la trasmissione Detto fra noi che in cui si discutono problemi di attualità, ma soprattutto a carattere nazionale. Chiunque può intervenire in trasmissione: solitamente chiamano singoli cittadini, più difficilmente i rappresentanti delle associazioni") o Radio Nettuno ("quando l'argomento è di un certo interesse mandiamo in onda interviste nei notiziari") e chi invece vi dedica spazi quasi giornalieri. E' il caso di Radio Bruno e Radio Città del Capo che ci offrono un articolato quadro.

Afferma Senatore di Radio Bruno: "All'interno della nostra programmazione quotidiana organizziamo spesso dei 'contradditori', riportando le diverse dichiarazioni: quelle dei comitati da una parte e quelle degli enti o delle organizzazioni chiamate in causa dall'altra. Solitamente mandiamo in onda interviste che contribuiscano a mettere in luce il tema del contenzioso. Per esempio a una presa di posizione di Barbara Rinaldi e dei suoi facciamo seguire la risposta dei responsabili dell'ARPA per avere un quadro completo della situazione. Tra le segnalazioni che i comitati ci inviano selezioniamo generalmente le notizie che riteniamo più interessanti, come quelle degli antismog. Per quanto riguarda le associazioni, come Vittime della uno Bianca oppure Vittime del Due Agosto seguiamo le iniziative che spesso organizzano."

Quanto a Radio Città del Capo, Simone Sabatini ci informa che l'emittente dedica un´ora e un quarto ogni giorno ai problemi della città. "Capita spesso che si parli di cittadini auto-organizzatisi, la media è di almeno un comitato una volta alla settimana.", afferma. Come precisa il direttore della radio Giovanni Dognini i comitati cui la radio dà più voce (in particolare antismog, area staveco, giardini margherita, via toscana o quelli contro l'elettrosmog) sono quelli più interessanti per la città. Dichiara: "Siccome il comitato per sua natura si occupa di un interesse pubblico, ma particolare (le buche in una strada riguardano una collettività particolare, quella delle persone che abitano o passano in quella via) va valutato quanto è rilevante la sua battaglia per l'intera cittadinanza. Capite bene che un comitato costituitosi affinché in una strada non vengano appesi indumenti fuori dalle finestre è meno interessante di un comitato che si occupa del traffico o della salute dei cittadini." L'interesse che una notizia su un comitato può avere per l'ascoltatore medio dell'emittente è conditio sine qua non si parli di quel comitato?

Per Radio Tau sembra proprio essere così. Dichiara Fra Alessandro Caspoli: "La nostra è un'emittente a diffusione regionale. Per noi non è quindi semplice dar spazio ai comitati perché sollevano questioni troppo specifiche, che riguardano magari un solo quartiere. Risulta difficile renderle attraenti per un pubblico ampio, al di là della cerchia della città." Anche Radio Bruno e Radio Nettuno sono a diffusione regionale, ma ciò non sembra affatto rappresentare un problema, anzi.Ne approfittano per raccogliere più voci, coinvolgendo i comitati di tutta la regione come ci conferma Senatore di Radio Bruno: "Ci segnalano problemi e disguidi da tutta l'Emilia Romagna."

Gli fa eco Daniela D'Angeli di Radio Nettuno: "come emittente regionale che dedica ampio spazio all'informazione e agli argomenti che più interessano i cittadini diamo ovviamente spazio ai comitati senza pregiudiziali di alcun tipo, la pluralità è uno dei cardini del nostro modo di fare informazione." Tuttavia non nasconde come sia difficile dar voce a tutti i comitati: "Alcuni sono decisamente difficili da raggiungere".


A Radio Città del Capo dichiarano invece di avere un rapporto costante con la maggior parte dei comitati.
"Ci contattano loro via e-mail, ma li cerchiamo anche noi quando veniamo a conoscenza di una decisione del Comune attinente la loro battaglia. Naturalmente li seguiamo se organizzano un evento, un'iniziativa visibile: ciò diventa per noi una notizia.", ma continua Dognini, "per noi già la costituzione di un comitato è una notizia."

Sarebbe a dire?
Per noi la nascita di un comitato è segnale di grande vivacità. Abbiamo cercato di dar conto di questo fenomeno evitando la strumentalizzazione politica. La carta stampa cittadina li ha invece sfruttati per una querelle partitica perché a volte l'istanza di un comitato può essere più o meno opportuna all'interno di una linea editoriale. La nostra presa di posizione è stata differente: i comitati a nostro parere sono un segnale di sangue che scorre all'interno della società civile. Dimostrano però al contempo anche una sua frammentazione.

Come si concilia la vivacità con la frammentazione? Ci può spiegare meglio questa natura ambivalente dei comitati?

La realtà dei comitati ci dimostra come la società locale sia reattiva: sui problemi i cittadini si aggregano ancora. Però è anche sintomo di frammentazione: su qualsiasi cosa si forma un comitato. Ciò è una chiara dimostrazione dell'incapacità di convogliare le istanze particolari, per quanto pubbliche, in un disegno politico. I comitati nascono come opposizione a decisioni o non decisioni prese dal comune di Bologna. Sono formati da cittadini che non si sentono più tutelati dalla mediazione della minoranza politica e quindi pensano di portare avanti direttamente la loro istanza saltando il livello politico. Questo è stato chiaro nei primissimi anni della giunta Guazzaloca, poi hanno perso la loro spinta propulsiva.

Ma c'è chi come il sindaco Guazzaloca li considera mossi da spinte politiche.
La mia analisi è diametralmente opposta: i comitati nascono per mancanza di rappresentatività. L'opposizione può esporsi da sola, non vedo quale beneficio possa trarre nel far fare il suo lavoro ad altri. I comitati a mio parere ci danno la misura di una crisi della rappresentatitività della politica e possono configurarsi come esempio di pluralismo
Quale futuro per i comitati?
Possono esaurirsi nella loro battaglia in caso di successo, o per esaurimento della spinta propulsiva e aggregativi. Potrebbero trasformarsi in movimento o vedere cooptate dai partiti i loro leader.

Elena Bertocco