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LA
SCHEDA DI PROFESSIONE CITTADINO: ricettazione e incauto acquisto
Riassumendo, il mercato nero delle biciclette si trova in via
Zamboni, fra piazza Verdi e Piazza Puntoni, ma può capitare
di trovare qualche venditore anche nelle vie limitrofe. È “aperto”
praticamente sempre: è chiaro che basandosi sulla vendita a studenti,
quando questi non ci sono, non c’è nemmeno il mercato. I
prezzi sono variabili, dipendono dal tipo di bicicletta, dall’abilità
nel trattare e dalla fretta del venditore di sbarazzarsi della merce.
Ad ogni modo, oscillano solitamente dalle 10 alle 40 euro.
Il contatto con i venditori è pressoché inevitabile perché
si viene abbordati con la domanda “bici?” per almeno due o
tre volte in trecento metri di portico.
Dal punto di vista legale la compravendita di biciclette può essere
effettuata dovunque e senza licenze perché si tratta di un bene
mobile non registrato per il quale vale il principio che se ce
l’ho è mio fino a prova contraria. Però la compravendita
di biciclette rubate costituisce un reato: ricettazione o incauto acquisto.
Si tratta di ricettazione quando è oggettivamente
riconosciuto che l’acquirente dovrebbe sapere che la merce acquistata
è stata rubata. Gli indicatori di questa oggettività sono
il prezzo, insolitamente più basso, rispetto agli
standard del mercato;
il luogo, malfamato e riconosciuto, anche se non ufficialmente,
come solito ad ospitare questo tipo di mercato;
i venditori che non possono dimostrare la reale proprietà
dei mezzi;
le modalità di vendita, eseguita in fretta ed
in maniera circospetta.
Il codice penale prevede per il reato di ricettazione in astratto pene
pesanti: da 2 a 8 anni di carcere e multa da 500 a 10000 euro.
Va comunque segnalato che a proposito di ricettazione la giurisprudenza
è divisa; infatti, in alcune pronunce, ha ritenuto che per aversi
ricettazione sia necessaria la piena consapevolezza della provenienza
delittuosa; in altre, ha aderito all’orientamento secondo cui è
sufficiente un ragionevole sospetto della provenienza del bene.
Se l’acquisto di biciclette rubate avviene secondo modalità
diverse come ad esempio da un meccanico/rivenditore, da amici o da sconosciuti
in altre zone della città non conosciute come abituale sede di
traffici illeciti, si va incontro a un incauto acquisto.
Si ha perciò una colpa lieve che può essere data da negligenza,
imperizia o imprudenza. Secondo il codice penale l’incauto acquisto
prevede l’arresto fino a sei mesi o ammenda non inferiore a dieci
euro. Senza considerare il sequestro del bene di provenienza furtiva e
gli aspetti processuali del fatto. Da tener presente che l’incauto
acquisto è oblabile: è cioè sufficiente pagare una
somma in sede di prima udienza di giudizio per trasformare l’illecito
penale in amministrativo.
L’elemento discriminante per i due tipi di colpa è il
dolo, cioè la certezza che la bicicletta sia stata rubata:
è chiaro che se la comprate da un amico, e lui vi dice che quella
bicicletta è sua, voi non potete sapere che in realtà è
stata rubata. Viceversa se la comprate da uno sconosciuto in via Zamboni
dovreste ragionevolmente presumere che sotto all’affare si nasconda
qualcosa di illegale.
A cura di Emilio Urbinati, partecipante al laboratorio formativo "Professione
Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione
pubblica, sociale e politica- anno accademico 2003-2004
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