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Nuovi Cittadini-Studenti senza polis

PROGETTO AIDS DELLA AUSL BOLOGNA

Ce ne parla la dott.ssa Caldari dirigente AUSL, incaricata del progetto AIDS, membro della commissione regionale tecnico-scientifica AIDS.

L’AIDS è sparito dal mondo dell’informazione. Se ne parla sempre meno nonostante il contagio sia in espansione tra gli eterosessuali. Il contagio di malattie sessualmente trasmettibili tocca purtroppo anche gli studenti ma finora ben poco è stato fatto per sensibilizzarli e renderli consapevoli di questo rischio.
Eppure la delibera del Consiglio Regionale (n° 940 del 8 luglio 1998) obbliga ogni azienda U.S.L. a predisporre campagne informativo-educative sul tema dell’AIDS. Per attuare questa delibera la Giunta della Regione Emilia-Romagna ha riservato la somma di 1'000'000 € per incentivare le iniziative di informazione e formazione per la prevenzione dell’ HIV.
I soldi ci sono. Ma le idee per usarli bene? Per scoprirlo Professione Cittadino ha contattato la dr.ssa Elda Caldari, dirigente AUSL, incaricata del progetto AIDS, membro della commissione regionale tecnico-scientifica AIDS.
La AUSL Bologna ha appena allestito la campagna “Perché ti rispetto 2004” rivolta espressamente a giovani e studenti. Due i temi principali: il preservativo, visto non più come ostacolo e segno di sfiducia all’interno della coppia; il test come mezzo per vivere più serenamente la propria sessualità. Gli ironici messaggi della campagna, per evitare che le informazioni restino introvabili e quindi inutili, verranno collocati proprio nei luoghi quotidianamente frequentati dagli studenti: biblioteche, librerie, Sala Borsa, segreterie delle facoltà.

Professione Cittadino ha chiaramente dimostrato che gli studenti, finora, non conoscono i servizi a loro disposizione per la lotta all’AIDS. Ci auguriamo che, grazie alla campagna, finalmente i servizi anti-aids, le modalità per prenotare il test e il counselling telefonico godranno di visibilità, così da risolvere il problema della mancanza di conoscenza.

Le leggende metropolitane narrano di studenti universitari con costumi sessuali particolarmente disinibiti. Se è vero che l’Università intende tutelare il diritto alla salute degli studenti, perché l’Alma Mater non dovrebbe essere coinvolta nella lotta all’AIDS? Secondo la dr.ssa Caldari “basterebbe raccogliere le richieste di informazioni, a cui l’università o l’AUSL dovranno tassativamente rispondere, negli URP o nelle segreterie”. In tal modo si otterrebbero i dati necessari per capire la sensibilità degli emancipati studenti al problema. Dati utili per decidere come intervenire. Operativamente, la dr.ssa Caldari sottolinea che “sarebbe sufficiente costruire una scheda da compilare, sia on line (per esempio si potrebbe inserire questa scheda nel portale dell’università) sia cartacea”.

Il sito unibo.it è un altro punto debole evidenziato da Professione Cittadino: le informazioni sull’AIDS compaiono solo dopo aver affrontato un percorso tortuoso e poco logico. La dottoressa è molto decisa: “se il Rettore ritiene che la sanità sia un tema fondamentale per il sito unibo.it allora gli va riservato un accesso diretto e facile dalla home page. In caso contrario, il problema non si pone nemmeno…ma non credo!”.
Sembrerebbe che la tutela del diritto alla salute stia diventando una priorità per l’Alma Mater. Ci sono indizi di cambiamento. Professione Cittadino vigilerà se dalle parole si passerà ai fatti.

di Riccardo Pirazzoli partecipanti al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" per la laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica per l'anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna