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DOPPIO MEDICO TRA AUSL E UNIVERSITA’
Abbiamo incontrato la dott.ssa
Maurizzi e la dott.ssa De Toma al lavoro su un progetto comune
Uno
studente fuorisede non può avere un medico curante sia a Bologna
sia nel suo comune di residenza. Arrivato a Bologna, pagate le
tasse universitarie, l’affitto, i testi, i trasporti e gli svaghi,
se non vuole pagare le prestazioni mediche il nostro spaesato fuorisede
dovrà rinunciare al suo medico di casa.
Eppure l’articolo 32 della Costituzione recita: “la Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse
della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Finora sembra che né l’Università né l’AUSL
abbiano trovato il modo per tutelare questo “diritto fondamentale
dell’individuo”: o lo studente fuorisede non è considerato
come individuo meritevole di godere di un tale privilegio (ma nessuno
di noi lo pensa) oppure questa situazione di discriminazione va risolta.
Professione Cittadino ha scoperto che è in corso una trattativa
tra AUSL e Università per risolvere proprio la questione del doppio
medico. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa De Toma, responsabile
settore diritti dello studio dell'Alma Mater,
e con la dr.ssa Paola Maurizzi, coordinatore
dell’area di accoglienza del Dipartimento Cure Primarie di Bologna.
Le informazioni che ci hanno fornito sono ancora ufficiose (la trattativa
non è ancora conclusa) ma entrambe hanno mostrato una forte intenzione
di fornire il servizio medico agli studenti. Secondo loro i passi che
si stanno facendo sono nella direzione giusta. Resta da vedere se queste
premesse saranno messe a frutto in tempi accettabili: secondo la dott.ssa
Maurizzi i lavori dovrebbero terminare entro ottobre o novembre prossimo.
Questa scadenza ci è stata confermata in linea di massima anche
dalla dott.ssa De Toma.
Come si tutelerà allora il diritto alla salute dei fuorisede?
“La ASL”, ci dice la dott.ssa De Toma, “s’incaricherà
di raccogliere le disponibilità dei medici bolognesi ad accogliere
studenti fuorisede tra i propri pazienti; l’università si
farà carico delle spese della visita, la AUSL della ricetta e dell’attivazione
del servizio”.
Come si accedere al servizio? La dott.ssa De Toma è
molto chiara: “lo studente tramite web dovrà fare richiesta
di un medico curante a Bologna. Dovrà qualificarsi, inserendo i
propri dati o tramite una autocertificazione, come studente fuorisede
avente diritto al servizio. Potrà ritirare presso uno sportello
o nelle colonnine blu il certificato, della durata di un anno accademico.
Fatto ciò, lo studente potrà scegliersi il medico più
vicino al suo domicilio bolognese. Questo medico sarà in aggiunta
a quello di casa. Se l’anno successivo lo studente cambierà
residenza potrà cambiare medico (attraverso la stessa procedura),
scegliendone uno vicino alla sua nuova residenza”.
Ma non ci nasconde che ci sono ancora alcune problematiche da
risolvere. “Il progetto è già stato approvato”,
ribadisce, “tuttavia ci sono problemi sindacali con i medici che
dovrebbero gestire un'aggiunta di pazienti, difficoltà nella gestione
dei dati e nella distribuzione dei certificati/tesserini di accesso al
servizio. Ma non sono ostacoli insormontabili”.
La tutela di un diritto costituzionale sarà finalmente
garantita? Professione Cittadino vigilerà e verificherà
se queste ottime intenzioni si concretizzeranno.
di Riccardo Pirazzoli ed Emilio Urbinati, partecipanti al laboratorio
formativo permanente "Professione Cittadino" per la laurea specialistica
in Comunicazione pubblica, sociale e politica per l'anno accademico 2003-2004
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