Home Page | L'idea | il Progetto | la Redazione | Scrivici | Rassegna Stampa | Newsletter




Cittadini Attivi
Comitato è bello
Comitati e giornalisti:
idillio difficile

A scuola di
cittadinanza

Nuovi Cittadini
Apprendista Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click Servizi
Blog
Le nostre Iniziative
Archivio
Credits


STUDENTI SENZA POLIS
Studiare e dintorni

Alma gincana
Mens sana in corpore sano
La giungla degli affitti
Biciclette ad alto rischio


Nuovi Cittadini- Studenti senza polis

BOLOGNA, AMICA-NEMICA
Flow, il nostro inviato speciale, ha incontrato alcuni studenti fuorisede: ritrovarsi a vivere in una città sconosciuta non è davvero una passeggiata. Ma c’è chi ha trovato nel Collegium Musicum Almae Matris o nel Cusb gli alleati ideali per vivere in modo sereno e proficuo gli anni da fuorisede.

Gianna, 21 anni, Teramo
"Il primo anno è stato duro: avevo trovato un appartamento dove c’era un posto in una doppia. Ma le ragazze che ci vivevano erano più grandi di me, avevano già i loro giri, quasi tutte lavoravano e l’unica che studiava faceva la settimana corta. Non dimenticherò mai tutti i weekend passati in casa, senza nessuno con cui uscire neanche il sabato sera o la domenica. Ti senti triste, sola, hai nostalgia di casa, dei tuoi amici… E’stata dura, non conoscevo la città, non conoscevo nessuno.”


Claudia, 22 anni, Vicenza
"Quando arrivi sei completamente sola: ti mancano le radici, non hai nessuna base, devi ricominciare a creare legami, relazioni, dal niente. Perciò inizi a fare amicizia con i tuoi compagni di corso: per un fuorisede è vitale, se non ti fai amici le persone che conosci in facoltà ti spari! All’inizio l’università è l’unico luogo dove puoi incontrare ragazzi della tua età.”

Marcella, 20 anni, Milano
"Si tende a creare anche qui una propria rete di relazioni: per prima cosa cerchi dei punti di riferimento, delle persone a cui rivolgerti. Io ho trovato un prete a cui chiedo consigli quando mi trovo in difficoltà, e poi vado sempre dallo stesso edicolante, e magari chiedo a lui le indicazioni sulle strade o altre piccole cose della vita di tutti i giorni. Inizi così a frequentare gli stessi posti, le stesse persone: è più rassicurante, è come crearti all’interno della città un tuo mondo, più familiare, meno ostile.”

Andrea, 23 anni, Macerata
"Quella dei fuorisede è come una realtà parallela, una città nella città: a volte i contatti con i bolognesi sono quasi nulli, perché si fa gruppo tra noi, si esce insieme ad altri fuorisede. Sembra ci si possa capire meglio tra fuorisede, perché si hanno le stesse esigenze, gli stessi problemi: un fuorisede come me sa cosa vuol dire doversi fermare a fare la spesa dopo le lezioni. Un bolognese ha già il suo gruppo con cui uscire, ha già i suoi amici, quelli di infanzia, del quartiere, del liceo... Un fuorisede no, quando arriva a Bologna è solo, non ha nessuno.”

Ebbene ragazzi, ecco di nuovo il vostro Flow: se pensavate che la mia missione fosse solo scovare le trappole del sistema, vi sbagliavate. Quando voglio, tiro fuori il mio lato sensibile per scrutare cosa c’è in fondo all’animo dei miei cari fuorisede. Sono o non sono il vostro paladino? E come ogni paladino che si rispetti, per prima cosa ho prestato ascolto ai problemi che vi trovate ad affrontare nella Bologna dai mille volti, scoprendo che per i fuorisede sono ancora più importanti rispetto a un bolognese le relazioni umane, i legami, sia tra di loro che con i bolognesi, proprio come pensavo: diventa difficile per un ragazzo che non si sia ambientato in questa città, che non abbia trovato anche qui degli amici con cui fare gruppo, studiare in modo proficuo, rendere nello studio quanto veramente vale. Dopo tutto Aristotele ci insegna che l’uomo è un “animale sociale”, quindi questo non ci deve affatto stupire.
Ma c’è chi ce l’ha fatta, è riuscito a trovare spazi dove incontrare altri ragazzi con cui condividere una stessa passione, con cui trascorrere il tempo libero, con cui svolgere attività che gli diano soddisfazione e gratificazione..
Ce n’è per tutti i gusti, l’offerta dalla stessa università è piuttosto ricca, ma forse ahimè non troppo in vista; per questo vi racconto due episodi di fuorisede che hanno trovato la loro via per il successo: l’attività sportiva di Marco attraverso il CUSB (Centro Universitario Sportivo Bolognese) e la vocazione canora di Chiara, corista del Collegium Musicum Almae Matris (coro e orchestra ufficiali dell’ateneo). Chissà che questo non possa essere utile anche a voi!

di Elena Stagni,
partecipante al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica, anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna