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Nuovi Cittadini-Studenti senza polis

GLI STUDENTI ALLO SPECCHIO

Gli universitari del Laboratorio Formativo di fronte alla condizione dei fuorisede.

Essere studente universitario. Esserlo lontano da casa, esserlo qui, a Bologna.
Migliaia di ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte d'Italia scelgono di intraprendere la loro carriera universitaria in questa città. Abbandonano le loro residenze per iniziare un'esperienza completamente nuova, ricca di promesse e di insidie. Studiano, affittano case, comprano e "perdono" biciclette, inseguono autobus, si conoscono, s'innamorano, si ammalano: vivono. Ed ambientarsi in una città nuova richiede impegno perché anche la soddisfazione dei più comuni bisogni per questi ragazzi talvolta comporta dei disagi. Accade quando i servizi non sono gestiti in maniera funzionale dagli organi competenti o quando non sono adeguatamente comunicati. Perciò quella degli studenti fuorisede è una condizione difficile: le spese sono molte e le tutele poche.

Proseguendo il viaggio attraverso i nuovi cittadini, il nostro sito apre un'inchiesta sulla condizione degli studenti fuorisede a Bologna. L'obiettivo primario è fare luce sul loro status di cittadini interrogandoci sulle eventuali differenze coi loro coetanei bolognesi in termini di diritti.
Sappiamo che giuridicamente la posizione dei fuorisede in questa città è differente rispetto a quella degli altri cittadini, perché non votano a Bologna, né pagano le tasse al Comune. Tuttavia la cittadinanza andrebbe considerata, per usare le parole del sociologo bolognese Pier Paolo Donati come una "relazione sociale complessa" che comprenda il livello politico, giuridico, culturale, economico, sociale e psicologico. Se definiamo in questi termini la cittadinanza ci rendiamo conto che quella degli studenti fuorisede risulta inattiva: esiste ma è come se non ci fosse. E allora, come far sì che essa abbia finalmente un riscontro in termini di politica economica, sociale ed istituzionale?

Innanzitutto noi studenti del laboratorio di Professione Cittadino rileveremo eventuali situazioni di disagio
, in cui cioè i fuorisede sono trattati come cittadini di serie B. Successivamente ci porremo da tramite tra la società civile e le istituzioni competenti, cercando di assumere un atteggiamento collaborativo con gli attori sociali di volta in volta coinvolti. Verificheremo se gli enti chiamati in causa stiano effettivamente impegnandosi nella risoluzioni dei problemi da noi segnalati. Dove soluzioni già previste o in attuazione non dovessero sussistere il nostro sito si farà promotore di progetti destinati a realizzarle, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica per richiederle.

di Emilio Urbinati partecipante al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" per la laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica per l'anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna