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LO STILE DI PROFESSIONE CITTADINO

Se la nostra inchiesta finisse qui, non avremmo certo raggiunto quello che è il nostro obiettivo: essere strumento di mediazione tra cittadini e istituzioni, far sì che la cittadinanza si attivi per spingere le istituzioni a risolvere i problemi.
Professione Cittadino non vuole limitarsi a denunciare i disagi e le problematiche che uno studente fuorisede deve affrontare ogni giorno, né vuole puntare il dito sulle istituzioni ritenute "colpevoli" delle inadempienze di volta in volta riscontrate
. Certo dalle nostre interviste è emerso come il diritto all'informazione, un diritto che dovrebbe essere ormai acquisito e riconosciuto a tutti, sia fino a questo momento rimasto inespresso.

Gli studenti intervistati non sanno spesso a chi rivolgersi per ottenere l'assistenza sanitaria. Non sanno perché a noi sembra che finora Alma Mater e AUSL non siano riuscite a divulgare in modo chiaro ed efficace le informazioni necessarie ad un fuorisede per orientarsi nella sanità bolognese.

Ma il nostro intento, lo ribadiamo non è polemico: noi non cerchiamo la denuncia fine a sé stessa, ma la collaborazione: diamo voce ai cittadini, ci facciamo carico dei problemi e, per dirla alla Habermas, "mettiamo sotto assedio le istituzioni". Ascoltare i problemi degli studenti e parlare con intento propositivo alle istituzioni che potrebbero risolvere questi ostacoli: ecco il ruolo di Professione Cittadino. Per innescare così un processo che porti finalmente alla piena concretizzazione del diritto di cittadinanza per i fuorisede.

Proprio per questo il passo successivo della nostra indagine è stato quello di individuare noi stessi i possibili interventi da mettere in atto per migliorare la situazione. La nostra vuole essere, come ci insegna il sociologo francese Boltanski in La sofferenza a distanza, una "parola agente", una parola cioè che sensibilizza i cittadini e li spinge a interagire con le amministrazioni: è questa l'anima del giornalismo civico, l'anima di Professione Cittadino.

Proposte alla mano abbiamo poi contattato l'AUSL e l'Università,
dopo aver trovato un referente per ogni specifica problematica: dialogando con ciascuno di loro abbiamo innanzitutto cercato di capire se siano a conoscenza delle difficoltà da noi portate alla ribalta e come si stiano muovendo per risolverle qualora le conoscano. Di questi colloqui vi daremo conto nella prossima parte della nostra inchiesta.

di Elena Stagni e Riccardo Pirazzoli
partecipanti al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica, anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna