|
Cittadini
Attivi
Comitato
è bello
Comitati
e giornalisti:
idillio
difficile
A scuola di
cittadinanza
Nuovi Cittadini
Apprendista Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click
Servizi
Blog
Le
nostre Iniziative
Archivio
Credits
STUDENTI
SENZA POLIS
Alma gincana
Mens sana in corpore sano
Studiare e dintorni
La giungla degli affitti
Biciclette ad alto rischio
|
|
|
Nuovi Cittadini-Studenti senza polis
|
CICLABILI DISASTROSE
Spezzoni, buche, incidenti e
traffico: pedalare a Bologna
Cosa è stato fatto per la
ciclabilità a Bologna negli ultimi 5 anni dalla giunta Guazzaloca?
I risultati del monitoraggio delle (poche) piste esistenti (del tutto
inadeguate). E in zona universitaria? Ne discutiamo con Rudy Lewanski
(WWF, Legambiente), Angelo Michelucci (WWF), Vincenzo
Canè (coordinatore della Consulta per la bicicletta),
Roberto Bianchi (Legambiente) i relatori della conferenza
sul libro bianco.
“È un disastro” accusa Lewanski: questo
lo scoraggiante esito di una ricerca della consulta della bicicletta,
che vede uniti Legambiente, WWF, FIAB e Montesole Bike Group. I
risultati della ricerca sono stati pubblicati in un libro bianco presentato
alla stampa lo scorso 7 giugno.
Traffico, inquinamento, strade sconnesse fanno ormai parte dell’arredo
urbano bolognese, caratteristici quanto i portici e le torri. “Trovare
una ciclabile è ormai una caccia al tesoro: non sai mai dove sono.
È una situazione a macchia di leopardo”, si lamenta Michelucci:
“ci sono solo delle finte piste fatte con una riga bianca sul marciapiede”.
I relatori, insomma, fanno notare che Bologna pedala sopra uno
scheletro di piste ciclabili: spezzettato, privo di una minima manutenzione,
senza alcuna segnalazione, ostacolato da macchine che ci parcheggiano
sopra, intralciato da pedoni che ci passeggiano distrattamente.
La bici è uno dei mezzi più usati dagli studenti, ma come
noi di Professione Cittadino abbiamo documentato in zona universitaria
lo scheletro non è neanche arrivato: è rimasto in fase di
progettazione. Progettazione che non ha considerato che le strette viuzze
medievali di quest’area sono più adatte a chi pedala che
a chi guida. Risultato? Ormai anche questa zona è soffocata dallo
smog e intasata dal traffico.
Gli studenti amano pedalare, ma per arrivare in centro quale strada possono
fare per girare tranquilli? “Purtroppo mancano piste anche
lungo le principali direttrici che portano alla zona universitaria: eppure
basterebbe sfruttare le aiuole centrali dei viali di circonvallazione”
sottolinea Canè. “Un po’
di ghiaino sarebbe sufficiente a costruire una ciclabile, senza bisogno
di cementificare tutto”. Perché non è stato ancora
fatto? Ha forse a che fare con il noto tabù di ogni giunta comunale,
la tanto temuta “chiusura al traffico del centro”?
Ma qui emerge un’assurdità: come rilevato nel corso della
nostra inchiesta, costruire in zona universitaria una ciclabile non implicherebbe
affatto una chiusura totale del traffico. Sarebbe sufficiente sfruttare
gli spazi già esistenti, come via del Guasto, da riservare alle
biciclette. Ma Canè fa notare come lo spettro
tanto ha spaventato le precedenti giunte che via del Guasto termina con
una catena: in bici non si passa. Anche Lewanski ci dà
ragione “via del Pratello sarebbe un’altra direttrice da utilizzare
come pista ma non si riesce neanche a farla diventare zona a traffico
limitato: e questo nonostante anni di inascoltate proteste dei residenti”.
Il tabù ha colpito ancora.
Dalla conferenza emerge un altro dato preoccupante. Il numero
di incidenti lungo le strade di Bologna è passato da 30 a 44 all’anno:
un aumento di circa il 30% che contrasta col dato nazionale che ci racconta
di un calo del 18%. Nonostante questa situazione di pericolosità
non è stata costruita nessuna nuova pista ciclabile per favorire
un soggetto (il ciclista) che sulla strada è vaso di coccio che
viaggia tra vasi di ferro.
Molti sarebbero gli interventi da fare. “Bisogna collegarle tra
loro e costruirle in modo che abbiano una sede propria”, afferma
Michelucci, evidenziando che “via Irnerio è
una vergogna: larga com’è non sono riusciti a ricavarci una
ciclabile. Manca la volontà di favorire chi scegli la bici”.
Un’esagerazione? In piazza Maggiore la giunta Guazzaloca aveva vietato
di parcheggiare le biciclette, ma tollerava il parcheggio (e quindi il
transito) di auto. Nel cuore di quella che sarebbe la zona a traffico
limitato.
di Riccardo Pirazzoli partecipanti al laboratorio formativo permanente
"Professione Cittadino" per la laurea specialistica in Comunicazione
pubblica, sociale e politica per l'anno accademico 2003-2004
|