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Nuovi Cittadini- Studenti senza polis

REINVENTARE I SERVIZI
DALLA DENUNCIA ALLE PROPOSTE


Qualche minuto di ritardo è forse ineliminabile. Ma gli sprechi evidenziati da questa inchiesta si possono limitare, se non addirittura cancellare.
Il transito di bus doppi in orari in cui ci sono pochi passeggeri non è uno spreco per l’azienda? E un motivo di rallentamento per il traffico? Ci chiediamo perché non vengano usati i bus piccoli che circolano per esempio in zona universitaria.
I pannelli informativi se non danno informazioni corrette sono inutili e irritanti: perché ostinarsi a proporli quando tutti gli utenti verificano con disappunto le inesattezze?
I monitor muti sui bus non sono altro che una promozione inutile e sterile: perché continuare a investire su questa forma di pubblicità?
Belle pensiline sono davvero ciò che gli utenti esigono da un servizio di trasporti? Probabilmente preferirebbero che si investisse in bus più puntuali e confortevoli.

Molti servizi già esistenti rappresentano delle opportunità da sfruttare meglio. Pensiline e autobus sono tappezzate di locandine che promuovono il car-sharing. Cos’è? ATC mette a disposizione un’auto di cui non si devono pagare né assicurazione né bollo né carburante, pagando solo l’uso effettivo. Con queste auto si può transitare nelle zone chiuse al traffico, non si pagano i parcheggi e si può circolare anche in regime di targhe alterne. Un servizio del genere agevolerebbe gli studenti: non ci sarebbero problemi di furti, ogni parte della città diventerebbe raggiungibile. Finora non si è pensato a nessuna agevolazione per loro: perché non cominciare a farlo ora?

ATC attualmente fornisce un servizio di bus su prenotazione telefonica nei comuni di pianura. Ma perché non applicare questo servizio anche in città? Alcune zone sono poco servite: “Abito a San Mamolo e dalle 10 di sera non passa più nessun bus. E di giorno passano ogni 15 minuti”. Questo problema si accentua di notte: gli studenti privi di altri mezzi di trasporto, dopo una serata in qualche discoteca o pub devono chiamare un taxi perché le corse del “notturno” sono rare quanto gli esami dati da un fuoricorso. E se non passa vicino casa? “Si va a piedi”. Il bus su prenotazione coprirebbe tutte le fasce poco servite senza bisogno di allestire una linea fissa dedicata ad esse.


di Riccardo Pirazzoli,
partecipante al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica, anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna