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PEDALANDO ATTORNO A VIA ZAMBONI
Una linea scolorita non fa una pista. Le ciclabili degli studenti: invisibili


Marco, 24 anni: “Credo che sia molto comodo girare in bici. Ma anche pericoloso. E poi c’è una puzza di smog…”

Giovanni, 23 anni: “Mi hanno detto che in via Zamboni ci sarebbe una ciclabile: ma dove? Il cartello c’è, ma solo quello! Ho consultato il sito dell’università per reperire informazioni, ma dopo una strenua ricerca tutto quello che ho trovato sulle ciclabili è stato un link alla pagina generale dell’Urp del Comune. Un po’ poco direi…”

Antonella, 26 anni: “All’università in bici? Per forza, se no come ci vado. Ma c’è un gran traffico.”



DAL NOSTRO INVIATO FLOW

Oggi Flow si fa un giro in bicicletta nella zona universitaria. Da viale Ercolani si svolta a sinistra, entrando per porta San Vitale. Fantastico: poco prima della fermata dell’autobus c’è un passaggio riservato alle bici, con tanto di segnale. Allora le ciclabili ci sono! Peccato che questo tratto è lungo, a voler esagerare, due metri e che ci passano uno, due, tre scooter.
Pedalare in mezzo al traffico è pericoloso: addio via San Vitale, meglio girare in via Belmeloro. È stretta e, si spera, meno congestionata: fantastica per chi gira in bici. Si incontrano tanti studenti-ciclisti lungo la strada, ma molti di più sono gli automobilisti: anche qui non si può stare tranquilli.
Ma eccoci in via Zamboni: almeno lì non ci dovrebbero essere problemi! Ci hanno detto che è chiusa al traffico e che c’è una bella pista ciclabile che collega le Due Torri a Porta San Donato. Ma quale pista? Ma quale tranquillità? E soprattutto, quale chiusura al traffico?
dov'è la pista?Le uniche tracce visibili di una ciclabile sono scolorite righe sul pavé, risalenti forse al tempo dei Romani quando ancora Bologna si chiamava Bononia. Sulla pista ci sono più motorini che colonne del portico, dal quale escono dei pedoni senza guardare se sta arrivando qualcuno.

inizio zamboni La chiusura del traffico è solo “part-time”: sotto le Due Torri c’è la colonnina automatica che dovrebbe chiudere via Zamboni, ma è sollevata solo in certe ore del giorno. Il risultato è il solito traffico, in una via dove tra l’altro non c’è nessun negozio. Verrebbe proprio da chiedersi a cosa serve far passare di qua le automobili.
Meglio andarsene da qui, imboccando le vie laterali. Solo che via del Guasto è chiusa con una catena e le altre strade sono trafficate quanto via Zamboni. Via delle Moline è strettissima, priva di marciapiedi e piena di studenti che corrono in facoltà. E anche qui due, tre, quattro auto che passano radenti ai muri e agli studenti a piedi.

dove passare?Oltre via Indipendenza la pista prosegue attraversando via Galliera e poi lungo via Riva di Reno. Se prima era cancellata dalle gomme (dei pneumatici) o non esisteva proprio (per la gioia degli automobilisti) adesso svolge una nuova funzione: parcheggio per gli scooter. D’altronde i poveri centauri, dopo aver fatto tutta via Zamboni evitando fricchettoni, “slalomeggiato” in via delle Moline tra studenti sempre in ritardo in mezzo alla strada, attraversato via Indipendenza in mezzo a orde di persone che fanno shopping, dovranno pur parcheggiare il loro bolide da qualche parte... E pazienza se chi passa in bicicletta deve districarsi tra portico, pedoni e scooter.
Dove sono le ciclabili della zona universitaria? Girando in bici Flow non le ha trovate. Ma forse si è dimenticato di cercarle nel posto dove è più probabile scovarle: sotto le ruote di auto e scooter.

E adesso Flow va a pedalare in periferia insieme ai tanti studenti che abitano fuori porta: riuscirà a raggiungere il centro?


A cura di Riccardo Pirazzoli, partecipante al laboratorio formativo permanente "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Comunicazione pubblica, sociale e politica- anno accademico 2003-2004

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna