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Comitati e giornalisti:
idillio difficile


Prima parte:
Identikit dei comitati

Seconda parte:
Pubblicati e insoddisfatti


Terza parte:
Le ragioni della redazione


Cittadini Attivi

Guardiamo le tv

Il verdetto dei comitati interpellati è stato unanime: le tv locali raccolgono molto raramente la loro voce (vedi COMITATI IN ONDA). Ne sono consapevoli Lucio Baottini del Tg3 Emilia Romagna e il direttore di E'-Tv , Rossi che dichiarano apertamente le difficoltà delle loro reti a dar spazio alle segnalazioni dei comitati. Quali le motivazioni addotte?

"Mi piacerebbe occuparmi di più della realtà dei comitati", afferma Boattini , "Purtroppo non posso farlo quanto vorrei perché la Rai dà maggior rilievo alle istituzioni come Comuni, Province e meno ai cittadini. A causa della scarsità dei mezzi siamo costretti a far delle scelte di tipo gerarchico che dipendono da ciò che i capiredattori ritengono interessante."

Anche il direttore di E'-tv ammette: "Purtroppo non riusciamo a seguire tutte le segnalazioni che ci arrivano dai comitati. Solo a Bologna ce ne sono moltissimi. Ci vediamo costretti a dar spazio alle notizie che hanno maggior rilevanza come quelle dei comitati anti-smog."
"Secondo me", sostiene Boattini , "ci vorrebbe un rapporto più stretto coi cittadini. Bisognerebbe aumentare lo spazio dedicato ai comitati non solo quelli bolognesi, anche quelli delle altre province. Noi al momento abbiamo uno spazio settimanale il sabato alle 12,30, che si intitola appunto 'Il Settimanale', ma non basta. A Bologna c'è un numero incredibile di comitati."

A proposito di questa massiccia presenza di comitati nella città interpelliamo il giornalista Rai: a che cosa attribuisce l'esplosione di questo fenomeno?
Negli anni '90 c'è stata una crisi per la crescita spaventosa della città. Il cosiddetto "modello emiliano" è andato in frantumi a causa di vari fattori, come l'aumento del terziario, dell'immigrazione e del traffico. Il Comune ha provato a provvedere con le sole proprie forze, ma i problemi erano troppo complessi. E in questo contesto sono emersi i comitati che rappresentano una nuova forma di partecipazione alla vita pubblica, non più come delega, ma come partecipazione diretta. Purtroppo non riescono ancora a contare, credo anche per motivi politici. Il problema di questa città inoltre è che ha una spaccatura profonda in due schieramenti decisamente contrapposti.

Tornando al nocciolo del problema (i rapporti tv-comitati) ci rivolgiamo ora al direttore di E'-tv: come trattate le segnalazioni dei comitati?
Non abbiamo programmi dedicati a dibattiti, ne parliamo nel corso del telegiornale con servizi che riportano le dichiarazioni degli enti interessati (Comune o la Regione) in risposta ai problemi sollevati dai comitati. Ribadisco: non riusciamo a dar voce a tutti, ma c'è sempre una nostra telecamera durante le conferenze organizzate dal Comitato delle Memoria, dall'Associazione vittime della uno bianca. Abbiamo parlato molto anche dei comitati anti-smog.

In che modo apprendete le notizie che riguardano i comitati?
Rossi: "Molte segnalazioni arrivano direttamente in redazione. Vari comitati ci inviano comunicati stampa, ma non riusciamo a tenere conto di tutto. Alcune associazioni, poi, hanno degli addetti stampa che organizzano conferenze e ci aggiornano sugli sviluppi delle loro vicende."
Boattini: "La comunicazione tra la redazione del Tg3 e i comitati è episodica e casuale. Ciò è dovuto al fatto che non c'è molto coordinamento fra di loro. Comunque dubito che, se anche i comitati fossero più organizzati, si darebbe loro maggiore spazio. Inoltre abbiamo anche un problema nostro di organizzazione interna. Non siamo suddivisi in aree tematiche, quindi tutti si devono occupare un po' di tutto. Forse se a ciascun giornalista fosse assegnato un settore di specializzazione riusciremmo a coprire meglio anche la realtà dei comitati, magari con inchieste."

Miriana Tizzani