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Comitati
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Prima parte:
Identikit dei comitati
Seconda
parte:
Pubblicati e insoddisfatti
Terza
parte:
Le ragioni della redazione
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La
parola a: l’Unità
Intervista ad Andrea Carugati, giornalista
de l'Unità
Quale rapporto intercorre tra la vostra testata e i comitati?
Noi abbiamo dato molto risalto ai cittadini organizzatisi in comitati
tanto che persone, come molti abitanti del centro, che non leggevano l'Unità,
ora ci chiamano per segnalare nuovi movimenti. Ci sono poi i "comitati
storici": con loro abbiamo gli stessi interlocutori da sempre che tornano
alla ribalta quando ritorna il tema, se ci sono nuove notizie. Certo,
dato l'alto numero, seguire ogni singola segnalazione diventa impossibile.
Inoltre i comitati se ricevono molta attenzione spesso si abituano a una
cultura mediatica alta, ma poi fisiologicamente l'attenzione cala, non
può rimanere costante. Tuttavia molti comitati, essendo composti da cittadini
che non sono abituati al contatto con i media, pensano che una volta catturata
l'attenzione ne riceveranno sempre.Non è così. Ma ci sono anche comitati
che svolgono il proprio ruolo con grande professionalità, dotandosi anche
di esperti.
Per esempio?
E' il caso del comitato di Strada Maggiore che ha avuto un forte riscontro
in città. Gli aderenti conoscono bene i problemi di cui si occupano, hanno
una certa maturità nel modo di muoversi. Un altro esempio è il comitato
San Mattia: comprende professionisti, avvocati e altre persone capaci
di leggere i documenti del Comune, gli atti tecnici. Posseggono cioè una
grande preparazione tecnica e professionale, sono un trust di gente
competente. C'è poi il comitato contro la cabina Enel dei Giardini Margherita,
ben difficilmente snobbabile.
Professionalità e capacità di attirare l'attenzione, questi in sintesi
i requisiti che un comitato dovrebbe avere?
Nella società dell'informazione bisogna bucare il video per ricevere visibilità,
si devono mettere in campo strategie ed essere attrezzati per avere "notiziabilità"
Va detto però che la nostra linea editoriale incontra naturalmente
le forme di protesta dei cittadini. E continueremmo a trattare tali temi
sempre, anche se cambiasse la giunta.
Ha toccato un punto saliente: la relazione tra politica e comitati.
Come la giudica?
Guazzaloca ha sempre visto i comitati come fumo negli occhi, li ha etichettati
come "spintanei" (spinti cioè da interessi di parte ndr.) non ascoltandoli,
non ricevendoli, accusandoli di sollevare problemi inesistenti. Sono insomma
osteggiati da chi è al governo se manifestano critiche, mentre l'opposizione
fa propri alcuni temi che emergono dai comitati.
E voi da parte vostra come li considerate?
Evitiamo strumentalizzazioni. A Bologna c'è da sempre stata una forte
presenza di associazioni che si battevano su temi come l'inquinamento.
Storicamente i comitati esistevano già con il centro-sinistra, ma è un
fenomeno esploso con la giunta di Guazzaloca. Consideriamo per esempio
il tema del degrado e della criminalità: mentre la giunta Vitali dava
voce a queste istanze, per Guazzaloca sembrano non esistere. I comitati
hanno svolto un ruolo di opposizione, hanno mosso molto le acque suggerendo
così al centro-sinistra temi su cui lavorare.
Irene Romano
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