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Associazione
Vittime della Uno Bianca.
La parola a Rosanna Rossi Zecchi
Signora
Zecchi quale rapporto intercorre tra i giornali e l'associazione di cui
lei è presidente? Ho un buon rapporto coi giornalisti. So esattamente
a chi rivolgermi per il Carlino, il Domani e la Repubblica.
Io telefono e rilascio l'intervista e loro puntualmente me la pubblicano.
Certo qualche volta esagerano, ma sono in buona fede. Li ho conosciuti
durante il processo in Tribunale. All'inizio mi ha molto aiutato il dottor
Santini, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti: è lui il nostro addetto
stampa. Sa bene come muoversi, ma adesso anch'io ho imparato.
Pensa che i giornali diano giusto spazio alle notizie che riguardano
l'associazione? I giornali hanno sempre avuto un occhio di riguardo
per noi e ciò è dovuto al fatto che la nostra associazione è nata da un
fatto di sangue che ha sconvolto non solo Bologna, ma tutta l'Italia.
Siete sempre voi a contattare i giornalisti? In generale sì, ma
tengo a precisare che contattiamo la stampa solo quando è strettamente
necessario. I giornalisti sanno che se io chiamo per un articolo è perché
la notizia è veramente importante. Hanno imparato a conoscermi e io a
conoscere loro. Comunque c'è un rapporto di scambio: io chiamo quando
ho bisogno di loro, e loro mi contattano quando hanno bisogno di una mia
dichiarazione in merito a qualche avvenimento connesso alla vicenda della
Uno Bianca
Oltre ai giornali ha rapporti con altri media? Sì, con molte radio
e con le agenzie di stampa Ansa e Dire
E' stata importante per voi la ripresa sui quotidiani? I media
ci hanno aiutato tantissimo per esempio nella nostra battaglia per i risarcimenti
delle famiglie delle vittime. Su la Repubblica per quasi un mese
c'era in prima pagina l'appello per il risarcimento, accompagnata all'accusa
al ministero che non riceveva la nostra associazione.
Miriana Tizzani
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