|
Cittadini
Attivi
Comitato
è bello
Comitati
e giornalisti:
idillio
difficile
A scuola di
cittadinanza
Nuovi
Cittadini
Apprendista
Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click
Servizi
Blog
Le
nostre Iniziative
Archivio
Credits
|
|
|
A scuola di cittadinanza- Cittadini attivi
|
IL
PICCOLO GRANDE GIOIELLO DI ZOLA PREDOSA
Quando si dice che ci sono idee chiare e voglia di fare…Simonetta
Menichetti, coordinatrice, ci spiega perché quello di
Zola Predosa è considerato il Consiglio Comunale Ragazzi per antonomasia
della provincia bolognese.
Quando e con quali propositi nasce il CCR di Zola Predosa?
Il Consiglio nasce nel 1998 (anche se il primo Consiglio operativo è
stato istituito nel maggio 1999) su iniziativa del Comune, ma da subito
con il coinvolgimento di tutte le scuole, elementari e medie, del territorio,
precisamente 5 istituti scolastici tra cui anche una scuola paritaria.
Il Consiglio è stato istituito sulla scorta della legge Turco che
dava disposizioni per la promozione dei diritti e delle opportunità
per l’infanzia e l’adolescenza. Basilare è stata la
costituzione di un gruppo lavoro formato da amministratori, operatori
comunali, docenti e dirigenti scolastici che per diversi mesi hanno cercando
di costruire un progetto che fosse adeguato rispetto al contesto di Zola.
I presupposti cardine sono stati i seguenti: innanzitutto quello di non
creare una fotocopia del Consiglio Comunale degli adulti, la cui esperienza
è estremamente lontana da quella di un bambino. Abbiamo cercato
quindi di non “scimmiottare” i consigli degli adulti e promuovere
un’esperienza in cui ci fosse un coinvolgimento, oltre che di quello
dei ragazzi eletti nel consiglio, soprattutto di tutte le classi coinvolte,
affinché potesse essere un’esperienza allargata, significativa
per tutti i bambini. Questo chiaramente presuppone un’attività
molto più impegnativa visto che si tratta di 600 bambini e non
soltanto quei 20-30 eletti nel consiglio.
L’altro presupposto è puntare non tanto sulle varie liste
elettorali con programmi contrapposti come si fa in molti comuni, ma puntare
sull’idea che tutti i ragazzi potessero veder rappresentate le proprie
istanze in consiglio, portare una loro esperienza e le loro proposte in
un contesto di comunità dove si fanno delle scelte che riguardano
tutti e incidono sulla comunità stessa. Abbiamo pensato di eleggere
in ogni classe, dalla quarta elementare alla terza media, un bambino e
una bambina affinché ci fosse una pari rappresentanza di genere:
il risultato è un consiglio numerosissimo, dato che hanno aderito
30 classi.
Quali i risultati e la risposta dei ragazzi?
La risposta a questo progetto, che è inserito nel piano dell’offerta
formativa e al quale hanno aderito formalmente tutte le scuole oltre a
tutti gli insegnanti, è stata molto positiva. Il Consiglio ha funzionato
decisamente bene, pur considerando tutte le difficoltà del caso
e, se ci sono stati progetti riusciti meglio di altri è perché
le idee e i contenuti provengono dai ragazzi e anche un’iniziativa
non proprio soddisfacente deve essere considerata come un’esperienza
educativa. Il contributo degli adulti in questo è fondamentale,
non tanto interpretando un ruolo educativo classico quanto uno di sostegno
alla loro progettualità, per quanto possibile.
L’aspetto ambientale è stato uno di quelli più caldeggiati
dai ragazzi, i quali hanno dato vita ad un’iniziativa molto interessante,
denominata “Giornata Verde”, iniziata un po’ in sordina,
ma poi negli anni affermatasi con successo, tanto da coinvolgere un migliaio
di persone ogni anno, che si occupa di sensibilizzare la comunità
ai temi del rispetto dell’ambiente. L’idea è quella
di essere presenti sul territorio, coinvolgendo gli adulti e tutti i cittadini
sul tema dell’ambiente con varie iniziative, dalla pulizia delle
aree verdi ad azioni di impatto più forte: l’anno scorso
ci siamo appropriati di una piazzetta rimasta inutilizzata dopo la demolizione
di un edificio adiacente e 130 bambini hanno dipinto questa piazza sulla
base di un progetto grafico molto bello, rendendola un accogliente luogo
di incontro. Tra le varie iniziative non vanno poi dimenticati gli itinerari
naturalistici, ma anche la raccolta di fondi per iniziative di solidarietà.
I ragazzi svolgono attività sia a scuola che in ambito extra-scolastico,
al Centro Giovani, avvalendosi anche di laboratori di urbanistica partecipata
che vedono i bambini artefici di progettazione di parti significative
del territorio.
L’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole
non ha mai avuto una collocazione specifica e stabile. A questo proposito
come considera la nascita del CCR?
In effetti l’educazione civica è lasciata un po’ al
buon senso e alla voglia degli insegnanti, tant’è che nelle
nostre scuole ci sono classi in cui si lavora moltissimo con la “scusa”
del consiglio comunale ragazzi per fare un’educazione civica basata
sull’esperienza diretta. Si tratta infatti di un’esperienza
del fare, attraverso la possibilità concreta e vissuta in prima
persona di interpretare l’esperienza di comunità. Alcuni
insegnanti, quelli più motivati, riescono a farlo in modo egregio
e utilizzano questo strumento in maniera più efficace, altri lo
fanno in modo più formale non ottenendo gli stessi risultati: chiaramente
questo dipende dalla formazione e dalle convinzioni dell’insegnante.
I ragazzi hanno la possibilità di vivere le istituzioni, generalmente
percepite come entità astratte e lontane, in modo più diretto,
più concreto. Il nostro obiettivo è garantire ai ragazzi
un contatto diretto, non solo con i servizi comunali e quindi coi funzionari
di riferimento a seconda delle varie attività, ma anche con il
sindaco, i consiglieri comunali e gli assessori che si occupano dei vari
progetti. Vogliamo far sentire al cittadino, seppur giovane e non ancora
col diritto di voto, la vicinanza delle istituzioni. Queste esperienze
reggono se c’è un forte sostegno istituzionale, viceversa
si rischia un effetto boomerang, foriero di illusioni e disillusioni,
da scongiurare con decisione.
Avete realizzato, se non erro, una pubblicazione sul CCR…
Sì. L’obiettivo di questa pubblicazione è quello di
far conoscere attraverso un linguaggio semplice, ma efficace la storia
e la struttura del Comune di Zola, sia come ente erogatore di servizi
che come istituzione. La pubblicazione è stata un gran successo,
apprezzata dai ragazzi ma anche dagli insegnanti che la utilizzano a scuola
come strumento didattico. Oltre a questo, ci sono molti altri materiali
che vengono usati dai docenti a seconda delle proprie preferenze che hanno
il compito di preparare i ragazzi all’avventura del consiglio.
Come considera la figura del facilitatore all’interno del
CCR?
Posto che l’obiettivo del CCR è quello di fare in modo che
i ragazzi si sentano i veri protagonisti del Consiglio e non gli adulti,
va comunque detto che a quell’età c’è bisogno
di un certo supporto. Di qui l’esigenza del facilitatore (nel nostro
caso un pedagogista), una figura di riferimento per i ragazzi, in grado
di garantire il proprio importante contributo sia nelle attività
più istituzionali, come le riunioni del consiglio che svolgiamo
in comune, sia in quelle più informali, come gli incontri al Centro
Giovani dove si lavora sui progetti o sulla redazione del giornalino.
Il loro compito è quello di aiutare i ragazzi innanzitutto a fare
gruppo, dato che ci sono bambini di età, classi e scuole diverse.
Per ovviare alle oggettive difficoltà che si incontrano nel gestire
60 ragazzi negli anni scorsi li abbiamo divisi in gruppi specifici a seconda
dell’argomento scelto, mentre quest’anno si è deciso
di dividerli in 2 gruppi, uno per le elementari e un altro per le medie,
che comunque mantengono un rapporto di stretta collaborazione.
Progetti per il futuro?
A partire dall’autunno 2003 abbiamo dato vita a un laboratorio teatrale
che si occupasse da vicino del tema del bullismo, uno dei fenomeni maggiormente
presenti nel dibattito dei ragazzi all’interno del consiglio. Questo
laboratorio ha coinvolto 22 ragazzi che, oltre ad essere attori, sono
anche autori dei testi; sono state fatte diverse repliche dello spettacolo
nelle scuole medie ed è stato un tale successo che lo spettacolo
è stato scelto per un festival internazionale di teatro per ragazzi
che si è svolto a luglio in Bretagna dove abbiamo incontrato ragazzi
dell’ Unione Europea a loro volta con il loro spettacolo; ce l’
hanno chiesto anche molte scuole medie della zona bazzanese: Crespellano,
Bazzano…
Stiamo lavorando anche per l’autocostruzione del giardino della
nuova scuola di riale, costruita due anni fa, e tutte le classi sono state
coinvolte per la progettazione dell’intera area esterna, con l’aiuto
dei parenti dei ragazzi con i quali ci incontriamo nel weekend o nella
giornata verde. Chiaramente il nostro obiettivo è coinvolgere tutti
i cittadini nei modi più diversi e con questo stimolare il senso
d’appartenenza al territorio.
Dichiarazione di Giacomo Venturi, ex sindaco
di Zola Predosa
Martino Latartara
|