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A scuola di cittadinanza- Cittadini attivi

DAI QUARTIERI AI COMITATI, COME IMPARARE A DIVENTARE CITTADINI ATTIVI

Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, incontra al Com.Pa i ragazzi dei licei bolognesi

Una lezione particolare quella a cui hanno assistito centinaia di giovani dei licei cittadini, nella sala congressi del Com.Pa 2004. Il loro sindaco Sergio Cofferati li ha voluti incontrare al Salone della Comunicazione Pubblica, per parlare di valori, diritti e non solo.
“Se il primo momento fondamentale per la partecipazione alla vita pubblica è il voto politico - esordisce Cofferati - il secondo è sicuramente il coinvolgimento dei cittadini”.
Loro non erano ancora nati negli anni ’50, quando la Bologna dei loro nonni assunse una forma del tutto nuova, improntata sulla divisione in quartieri. Questo non fu una rivoluzione da poco per la città. I quartieri infatti, divennero il primo vero segnale di un avvicinamento attivo del cittadino all’amministrazione.
E dai quartieri degli anni ’50 a quelli di oggi, dalle associazione di volontariato ai comitati, l’importante è farsi sentire: “è impossibile scegliere, senza coinvolgere tutti, in particolare quelli che si organizzano perché hanno bisogno di parlare con noi”, ammette il neo sindaco.
La parola d’ordine diventa quindi fare insieme, cittadini attivi e amministrazione, per sperimentare continuamente nuove forme di partecipazione. “Partecipare non deve mai essere fine a se stesso - prosegue Cofferati - ma deve servire a fornire delle proposte e delle soluzioni concrete. Poter proporre è importante quanto garantire la stessa partecipazione”.
A loro, futuri cittadini attivi, chiede soprattutto di informarsi costantemente, sui loro doveri, ma anche su quali siano i loro diritti.
Perché essere informati su ciò che accade e ci circonda è il primo importante passo per sentirsi coinvolti nella vita della propria città.

Claudia Orecchioni