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A scuola di cittadinanza- Cittadini attivi
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La
dichiarazione di Gabriella Ercolini, ex sindaco di Castel Maggiore
Il
CCR (Consiglio Comunale dei Ragazzi) è nato a Castel Maggiore dalla
volontà di passare da un modello di fruizione passiva da parte
dei giovani di ciò che offre la città ad uno di partecipazione
attiva e propositiva.
La proposta relativa al progetto avanzata dall’Amministrazione Comunale
di allora è stata accettata dai Dirigenti scolastici e dopo una
campagna elettorale tenutasi con entusiasmo all’interno delle scuole
elementari e medie, in Gennaio ’99 sono stati eletti 20 consiglieri
e il sindaco dei ragazzi. Negli anni è progressivamente
cresciuta la consapevolezza da parte di molti (non solo quindi
di chi ha creduto nel progetto fin dall’inizio) che il CCR
rappresenti un’importante opportunità di dialogo, confronto,
scambio che se da un lato aggiunge un tassello al percorso di crescita
e responsabilizzazione dei ragazzi, dall’altro offre agli amministratori
strumenti per migliorare il governo della città.
Quelli che noi consideriamo bambini “da proteggere” o adolescenti
problematici “da gestire” sono cittadini a tutti gli effetti,
soggetti attivi ai quali dare giusta dignità attraverso una partecipazione
diretta alla vita della città; sono le esperienze di partecipazione
attiva come il CCR che possono educare ragazzi e adulti all’ascolto
reciproco, ma deve essere una partecipazione vera, non promossa dall’alto
e quindi priva di significato.
E’ un percorso difficile e non privo di rischi
(di manipolazione dell’esperienza, di eccessiva responsabilizzazione
dei ragazzi…) ma può comportare piacevoli sorprese.
Una di queste è rendersi conto che è diminuita la
sfiducia da parte dei giovani nei confronti dell’amministrazione
perché questi capiscono che esiste uno spazio in cui avanzare richieste
e dove, se possibile, progettare insieme. A Castel Maggiore quest’ultima
opportunità si è realizzata con la concretizzazione di un
progetto di riqualificazione di un’area verde sul nostro territorio
al quale hanno partecipato i ragazzi delle scuole, il CCR, gli insegnanti
e i tecnici comunali. Nel nostro comune questo esempio di urbanistica
partecipata, del cui frutto usufruiscono adesso tutti i cittadini,
dimostra che è possibile attraverso la partecipazione dei giovani
intervenire sulla qualità della vita urbana; tale progettazione
non deve però rimanere un’esperienza isolata, ma trovare
traduzione in una modalità definita di organizzazione e programmazione
urbanistica sul territorio.
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