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A scuola di cittadinanza- Cittadini attivi

CON L'ASSOCIAZIONE LIBERA EDUCAZIONE ALLA LEGALITA'
Roberta Bussolari, uno dei referenti dell’associazione Libera per l’Emilia-Romagna ci racconta l’iniziativa di educazione alla legalità promossa in collaborazione con l’istituto “Archimede” di San Giovanni in Persiceto.

Come referente di Libera per l’Emilia-Romagna avete dei progetti che possono rientrare nell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza?
Qui in Regione c’è la bellissima esperienza dell’istituto “Archimede” di San Giovanni in Persiceto, dove la professoressa Linea porta avanti già da vari anni con Libera delle iniziative di educazione alla legalità (questa è la dicitura presenta nel P.O.F) rivolte ai ragazzi.
Di cosa si tratta?
I ragazzi hanno partecipato a varie tappe della carovana anti-mafia, hanno visto il film “I cento passi” e a seguire hanno fatto un incontro con il fratello di Peppino Impastato e la sceneggiatrice del film. L’anno scorso c’è stato un incontro con Rita Borsellino, quest’anno invece con Caselli e 40 studenti hanno anche fatto un viaggio in Sicilia. Sono andati a visitare a Corleone i terreni confiscati alla mafia dove adesso lavorano delle cooperative sociali, poi hanno proseguito per Cinisi dove hanno incontrato la mamma di Impastato. Si sono anche gemellati con una scuola di Corleone e una di Catania e infine si sono recati sul luogo della strage di via D’Amelio dove ad aspettarli c’era Rita Borsellino.
Esistono delle iniziative di Libera anche per i più piccoli?
Libera di solito coinvolge le scuole superiori dove c’è maggiore sensibilità riguardo l’educazione alla legalità soprattutto per una semplice questione di età.
Per i bambini delle elementari però esiste un bel progetto, “l’alfabeto del cittadino”, al quale hanno partecipato varie scuole della regione: a ogni lettera corrisponde una parola chiave che rimanda a concetti come amico, cittadino, coraggio, i quali vengono rielaborati dai bambini con dei disegni che sono stati esposti. Si è trattato di un progetto strumentale per far ragionare i bambini su questi temi.
Ha trovato le scuole superiori di Bologna sensibili ai progetti e alle iniziative promosse da Libera?
Il Rosa Luxemburg ha chiesto un aiuto a Libera per organizzare delle iniziative. Non ho avuto
contatti con altre scuole bolognesi ma sicuramente svolgeranno delle iniziative.

Negli anni del suo assessorato è stato istituito ad Anzola dell’Emilia il consiglio dei ragazzi e delle ragazze. Ci può raccontare questa esperienza nello specifico?
Ad Anzola dell’Emilia abbiamo istituito il consiglio dei ragazzi presso il comune dal 2001 appoggiandoci a Camina. Il consiglio funziona così: i ragazzi delle scuole eleggono i loro rappresentanti che da noi sono 20. Possono votare dalla terza elementare alla terza media e sono eleggibili quelli che vanno in quarta, quinta, prima e seconda media. Il mandato dura 2 anni. Quindi abbiamo ragazzini che vanno dagli 8 anni fino ai 14. I candidati sono uno per classe e obbligatoriamente sono 10 uomini e 10 femmine. Si candidano in modo assolutamente libero: alle elementari i bambini sono un po’ più guidati dalle maestre attraverso delle assemblee in cui ogni candidato cerca di presentarsi mentre alle medie si fa una “propaganda” un po’ più personalizzata: i candidati creano un volantino, vengono messe a disposizione delle bacheche e 2 settimane prima del voto ognuno fa la propria campagna elettorale.
I ragazzi eletti hanno cominciato a lavorare con una persona che li segue, la facilitatrice (educatrice), e hanno cominciato a ragionare su che cosa fare in questi 2 anni di mandato. Sono stati elaborati una serie di progetti: hanno già fatto degli incontri con sindaco e giunta e con il loro aiuto cercano di portare avanti le loro iniziative.
Le istituzioni e in questo caso il comune di Anzola, sono state in grado di ascoltare i bisogni dei loro cittadini più piccoli?
Alcuni progetti riguardano delle richieste più strutturali come ad esempio la costruzione di una tettoia davanti alla loro scuola. Questo è un percorso che procede e che coinvolge alcuni settori dell’amministrazione quindi ci vuole un po’ più di tempo per realizzarlo, poi ci sono altri progetti che si riescono a realizzare in breve tempo perché più semplici come l’attività per il tempo libero.
Ad esempio?
Partendo dal presupposto che ad Anzola per la loro età c’è poco i ragazzi hanno cominciato ad organizzare un ciclo di film da proiettare il sabato sera con l’aiuto del Comune che mette a disposizione la struttura oltre a feste e altre iniziative (come una caccia al tesoro) con altri consigli dei ragazzi della regione. Talvolta è il Comune che propone delle iniziative: il 2 giugno siamo per esempio andati a Roma in occasione delle Festa della Repubblica: abbiamo visitato il Quirinale per portare avanti un progetto di educazione e di conoscenza delle istituzioni da quelle micro (il Comune, dove i ragazzi si riuniscono per il loro consiglio e, vedendo quello che succede fanno un po’ un’educazione indiretta sul suo funzionamento) a quelle macro (lo Stato).
Come ex amministratore di un comune della provincia di Bologna e come referente di Libera per la regione Emilia-Romagna nota che ci sia una differenza di gestione nel rapporto scuola- istituzione e scuola -associazione fra le piccole realtà e le medio-grandi città come Bologna?
In provincia i Comuni e anche le associazioni coinvolgono molto di più le scuole nelle loro iniziative. Quando ero assessore però cercavo di proporre alle scuole più collaborazioni possibili, sia con il Comune che con le associazioni, ma ho ricevuto anche dei rifiuti perché poi gli insegnanti non hanno più tempo per finire il programma. È sempre difficile mediare fra più proposte ed esigenze ma probabilmente le dimensioni più piccole dei Comuni di provincia consentono di avere un rapporto più diretto fra scuola ed ente locale che poi alla fine è colui che può finanziare le attività.

Il sito dell'associazione Libera


Elena Bertocco