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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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SULLA
VIA DEL DIALOGO
Inaugurato a dicembre, il Tavolo di confronto e di concertazione relativo
alla zona universitaria promosso dal Quartiere San Vitale, è un
primo tentativo di far dialogare comitati, studenti, commercianti e Istituzioni,
perché insieme elaborino una via comune sul problama degrado.
“Tenga
presente che questo è un quartiere che deve affrontare un buon
60% dell’intero problema ‘degrado’…”. Gino
Bernardi, vicepresidente del Consiglio del Quartiere San Vitale,
parla della zona universitaria, da qualche mese oggetto di particolare
attenzione dei comitati cittadini. Tanto che il Quartiere stesso ha voluto
istituire a fine ottobre una commissione speciale sulla questione sicurezza:
si tratta del “Tavolo di confronto e di concertazione relativo alla
zona universitaria”. Abbiamo chiesto di parlarcene al signor Bernardi,
cui è stato affidato il comitato di gestirlo.
Innanzitutto perché un Tavolo di confronto sulla zona universitaria?
L’esigenza di una commissione speciale nasce proprio dalla volontà
di prendere in carico ed affrontare con strumenti adeguati un problema
che tocca in modo particolare la nostra realtà di quartiere: un
degrado cittadino che persiste e per certi versi risulta anche peggiorato.
Mi riferisco non solo a problemi di arredo urbano e illuminazione, o di
inquinamento e sporcizia ambientale, ma anche alla microcriminalità,
soprattutto connessa allo spaccio, che trova proprio nella zona universitaria
un punto di concentrazione piuttosto forte. La logica del Tavolo dunque
è quella di coinvolgere diversi soggetti pubblici e privati, per
cercare di mettere a punto interventi che siano non semplicemente puntuali
e temporanei, ma integrati in un’ottica di lungo termine. L’obiettivo
in sostanza è far rivivere luoghi ora abbandonati.
Sono stati coinvolti diversi soggetti, quindi. Chi vi ha partecipato?
Si sono riunite il 2 dicembre scorso le rappresentanze di tutte le associazioni
che gravitano sul quartiere: dai comitati, tra cui quello di Piazza Verdi,
il ‘Giardino del Guasto’ e ‘Stop al degrado’,
alle associazioni di commercianti, con la 'Contrada delle Torri e delle
Acque'. Ed ancora, sindacati e istituzioni culturali, come il Teatro Comunale
e il sistema bibiliotecario d’Ateneo, di cui, tra l’altro,
la presidente Fanny Cappello è stata la sola partecipante in rappresentanza
dell’Università in quanto istituzione. Inoltre, accanto al
direttore del quartiere San Vitale, Andrea Sassi, che si occupa anche
ad interim proprio del settore sicurezza, ha partecipato il prof. Massimo
Pavarini, consulente del sindaco per le politiche relative al degrado
e alla sicurezza. E nonostante non sia stata data alla riunione del Tavolo
molta visibilità da parte della stampa, erano presenti molti cittadini,
tra cui anche studenti.
Che cosa è emerso da questo confronto, che il Tavolo stesso
auspica?
Sono emerse posizioni divergenti e anche alcune contraddizioni. Ad esempio,
la proposta di tenere le biblioteche aperte fino tarda sera si viene a
scontrare con il problema della mancanza di personale che consenta di
realizzarla. I commercianti hanno sottolineato la questione della scarsa
illuminazione, mentre i sindacati hanno ribadito la necessità di
tenere la situazione generale sotto controllo. La voce degli studenti
ha denunciato in particolare la mancanza di spazi per riunirsi, come sorta
di “alternative” ai pub o altri locali di ritrovo. I comitati,
a dire il vero, non sono rimasti del tutto soddisfatti dall’intervento
di Pavarini, dal quale si aspettavano qualche proposta o anticipazione.
Il professore, invece, ha precisato che occorre distinguere un livello
tecnico ed uno politico, nel senso che i suggerimenti tecnici che in un
primo tempo si possono raccogliere, dovranno in un secondo momento trovare
applicazione con le decisioni politiche dei vertici amministrativi.
Quale deve essere allora il ruolo del Tavolo per i processi democratici
della città legati alla partecipazione?
In effetti ci siamo chiesti in principio in che modo questo Tavolo potesse
essere di aiuto e utilità all’amministrazione comunale, dal
momento che era già stato nominato un responsabile alle politiche
sul degrado che si occupasse di questo problema. Una questione che è
stata proprio il tema di un incontro preliminare tra il presidente del
quartiere Carmelo Adagio, il prof. Patarini, consulente del Comune per
la sicurezza. Il ruolo di coordinamento e decisione spetta a Pavarini,
tuttavia il Tavolo mantiene comunque una sua funzione fondamentale per
la partecipazione della cittadinanza e il collegamento diretto del Comune
con la realtà viva del quartiere.
Le prospettive future, dunque, in quali direzioni si svilupperanno?
Alcuni soggetti hanno già mostrato disponibilità nei confronti
di possibili iniziative, ad esempio le associazioni di commercianti sarebbero
pronte a finanziare strutture quali le guardie civiche. Si può
dire che le intenzioni collaborative ci sono. Bisognerà vedere
che cosa propone ora Pavarini al sindaco, anche perché il senso
di ciò che è emerso dal Tavolo si dovrà cogliere
nelle iniziative programmatiche calate nel territorio. Queste proposte
poi dovranno venire analizzate: intendiamo perciò ritrovarci, anche
in forme più ristrette, per far sì che, indicativamente
entro febbraio, si possa giungere ad una qualche soluzione. Sono convinto
che solo con un intervento globale e un progetto a lungo termine potrà
essere ridimensionata la percezione del degrado e della paura collegata
ad esso.
LA SCHEDA
DI PROFESSIONE CITTADINO
Il tavolo di concertazione
del quartiere San Vitale
Che cos'è un tavolo
di concertazione
A ggiungi un posto al tavolo: Flow al tavolo di concertazione del 3 febbraio
19-12-2004
Chiara Mistri
partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino"
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico
2004-2005
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