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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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LA
PAROLA ALL’ASSOCIAZIONE “GIARDINI DEL GUASTO”
Milena Naldi presidentessa dei “Giardini del guasto”
nonché consigliere comunale dei Ds, ritiene che gli studenti, in
quanto “cittadini adottati” di Bologna, possano contribuire
a risolvere positivamente la questione degrado. Apertura serale di strutture
dell’Ateneo e più senso civico sono gli elementi chiave per
cercare di arginare l’incresciosa situazione della zona universitaria.
La vostra associazione come si pone di fronte al problema del degrado
nella zona universitaria?
Dobbiamo innanzitutto precisare che cosa si intenda per degrado. Credo
che ci siano svariate sfaccettature del problema: si deve parlare di degrado
quando si ha mancanza di pulizia e quindi una percezione visiva dello
sporco nelle strade frequentatissime del centro, se ne deve parlare quando
si percepisce un degrado sociale dato da ubriachi o punkabbestia che bivaccano
nelle vie. Ma si deve anche considerare il ruolo che hanno i giovani in
tutto questo.
Si spieghi meglio.
E’ evidente che dove c’è una grossa concentrazione
di ragazzi, spesso consumatori di droghe leggere (e voglio sottolineare
il termine “leggere”), sia logico che ci sia una incremento
di spacciatori!
Chiarifico il concetto: personalmente sono a favore della legalizzazione
delle droghe leggere, ma è in dubbio che al momento lo spaccio
è illegale, quindi non è assolutamente da sottovalutare
il problema del raket.
Degrado non è il ragazzo che si fuma uno spinello, ma il giro di
microcriminalità che ci sta dietro in mano a bande che sempre di
più usano bambini come spacciatori.
Nei Tavoli di concertazione del quartiere S. Vitale cui avete
partecipato si è discusso del problema degrado, prospettando un
coinvolgimento attivo anche di Università e associazioni studentesche.
Siete favorevoli a questo approccio integrato?
Vorrei fare una distinzione tra università come istituzione e università
come “popolo degli studenti”. Il “Giardino del guasto”
è sempre stato in contatto con l’Università: pensa
che ci sono anche docenti universitari all’interno dell’associazione
che fanno in modo che ci siano sempre scambi di parere, di progetti (ad
esempio le tante tesi di laurea sull’area del “Giardino”)
tra l’Ateneo e noi.
La cosa triste è che abbiamo cercato di coinvolgere sempre di più
l’Università, ma dai tavoli e dai vari incontri tra le parti
non è mai emerso niente di costruttivo.
Sembrerebbe che l’Università, così presente
in ogni ambito della vita bolognese, non sia però molto interessata
alla salute dei quartieri dove ha le sue sedi!
Già, hai ragione. Ce lo siamo chiesti molte volte anche noi.
Il punto è questo: mancano gli spazi a basso costo per gli studenti!
Sarebbe necessaria un’apertura serale di biblioteche, sale studio
e locali interni affinché si crei un luogo di aggregazione per
i giovani accessibile a tutti.
Per quanto riguarda i ragazzi invece? Avete pensato a come coinvolgerli
attivamente per rivitalizzare
via Zamboni e dintorni?
A dire il vero ci siamo trovati un po’ in difficoltà con
loro su questo argomento.
A differenza della zona del “Giardino” dove la convivenza
e l’integrazione tra studenti e associazione è ottima, quando
si parla delle zone universitarie del centro sembra che (lasciando stare
ovviamente alcune eccezioni dove incontri, discussioni e dialogo sono
sempre presenti) le associazioni studentesche siano un mondo a parte.
Incomprensioni a parte, gli studenti, comunque, sono cittadini di Bologna
e quindi è logico che si dovrebbero comportare come tali.
Si riferisce al senso civico?
E’ naturale! Gli studenti vivono in questa città, ne fanno
parte ed è giusto che la rispettino. Chi esce la sera deve essere
consapevole che passeggia in zone abitate e deve quindi avere buon senso,
rispettando chi si alza la mattina presto per andare al lavoro.Soluzioni
più radicali ci sarebbero.
Prendi per esempio le grandi città europee: hanno trasferito i
luoghi di divertimento in periferie qualificate con il vantaggio di avere
un uso più libero degli spazi e una loro riqualificazione. Noi
abbiamo un’immensa zona che è quella fieristica. Perché
non sfruttarla? Certo, queste sono solo idee, come sempre è il
dialogo che porta alle soluzioni migliori per tutti.
Allora speriamo di avere opportunità per discuterne insieme
Non aspettiamo altro.
26-01-2005
Cecilia Tosi
partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino"
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico
2004-2005
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