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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado

LA PAROLA AL COMITATO "PIAZZA VERDI"

Per Otello Ciavatti gli universitari devo essere “interlocutori costanti” perché solo grazie al dialogo tra tutti i soggetti che vivono lo spazio pubblico della zona universitaria sarà possibile arginare il fenomeno degrado.

Il vostro, signor Ciavatti, è un comitato che si batte proprio per la riqualificazione della zona universitaria. Una zona che per sua vocazione è più di ogni altra vissuta dagli studenti. In che modo, secondo lei, questi ultimi sono chiamati in causa nella questione degrado?

Noi rifiutiamo l’equazione degrado= studenti perché riteniamo che gli universitari non vadano criminalizzati: non rappresentano in sé il problema. Le responsabilità, se ci sono fenomeni di microcriminalità legati alla droga e all’alcol, vanno semmai distribuite anche tra coloro che offrono questi consumi. Una parte di colpa insomma ricade anche sui gestori dei locali, oltre che su coloro che spacciano. E non dimentichiamoci che sono spesso dei ragazzini a farlo. Contro questo fenomeno abbiamo organizzato delle campagne, coinvolgendo i bambini attraverso i loro disegni.
Coinvolgere i soggetti per confrontare i punti di vista è l’obiettivo del Tavolo di confronto e concertazione istituito dal Quartiere San Vitale dove insieme al vostro comitato e ad altre associazioni sono stati chiamati anche i rappresentati degli studenti. Un buon punto di partenza, non crede?

Sì, e tenga conto che siamo stati proprio noi a chiamare gli studenti al Tavolo di confronto. A quell’incontro gli universitari sono intervenuti rivendicando più spazi per loro e criticando la militarizzazione della zona universitaria. Hanno di nuovo sottolineato le poche iniziative sulla questione degli affitti, ma ad esempio rispetto alla droga non hanno mai preso posizione. Nonostante il loro peso economico e sociale sia consistente per la città, c’è un certo silenzio da parte degli studenti: restano piuttosto assenti. Anzi, mostrano per così dire una sorta di tolleranza verso i fenomeni di conflitto.
Quale ruolo pensa dunque che possano avere gli studenti nella ricerca di una soluzione?
Penso che gli studenti debbano essere nostri costanti interlocutori. Da una parte, il ruolo dell’Università deve andare al di là di quello puramente istituzionale: rappresenta un’importante risorsa culturale, con competenze enormi da poter e dover sfruttare. Dall’altra parte, anche se oggi vedo che non ci sono forme organizzate come un tempo, sono soprattutto le associazioni studentesche che si attivano maggiormente.
In che modo? Ci può fare qualche esempio?
Penso al collettivo della facoltà di Scienze Politiche con cui abbiamo organizzato una manifestazione contro l’inquinamento. Anche Sinistra Universitaria si è impegnata raccogliendo firme per la pedonalizzazione di Via Zamboni. C’è poi un gruppo di studenti di varie facoltà chiamato Ubik che ci ha chiesto di collaborare in iniziative volte a stimolare la riflessione critica dei cittadini.




25-01-2005

Chiara Mistri partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2004-2005


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna