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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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UN POSTO...AL TAVOLO
Prove tecniche di partecipazione al Quartiere San Vitale.
Comitati e associazioni riuniti per discutere sul cosiddetto “degrado”
della zona universitaria. Tema scottante, soprattutto a pochi giorni dalla
presentazione del controverso piano antidegrado del prof.Pavarini, consulente
del Sindaco per la sicurezza. Flow è andato al secondo
appuntamento del “Tavolo di concertazione sulla zona universitaria”
che si è tenuto il 3 febbraio scorso. Come sarà andata?
Sentite cosa ci racconta…
Eccomi
qua ragazzi! Quale vostro “investigatore” di fiducia mi sono
messo alla ricerca di ciò che si sta muovendo attorno al tema critico
che riguarda proprio una zona che ben conoscete. Ho così
scoperto che il Quartiere San Vitale pochi mesi fa ha istituito una commissione
speciale, il Tavolo di
concertazione sulla zona universitaria. "Perfetto!",
mi sono detto. Fonti accreditate mi avevano poi riferito che la seconda
riunione si sarebbe tenuta da lì a pochi giorni. Potevo farmela
sfuggire? Certo che no! Prima però decido di verificare l’informazione,
per essere sicuro di non sbagliare luogo e ora. Ma, inspiegabilmente,
all’ufficio Urp del quartiere mi guardano smarriti: nessuno sa del
Tavolo! Non pare strano anche a voi? Alla fine riesco a sapere che alle
20.30 nella Sala del Consiglio della sede del quartiere la riunione ci
sarebbe stata. E per fugare ogni ulteriore dubbio, decido che in ogni
caso la cosa migliore da fare è vedere coi propri occhi! Provare
per credere…via, dunque!
Entro nella sala e…mi sembra di essere a una tavola rotonda
internazionale! In effetti la tavola, più ovale che rotonda, c’è
e campeggia al centro della stanza. E all’ora fissata sono
già diverse le persone che la affollano. Attorno, contro due pareti,
sono disposte due file di sedie per gli “spettatori”. Vedo
che sono presenti una decina di cittadini. Prendo posto anch’io.
La sala intanto comincia ad animarsi. Vedo anche qualche volto giovane,
e questo mi fa ben sperare!
Mi giro verso il tavolo e vedo che le sedie intorno sono già tutte
occupate dai vari rappresentanti. Ci siamo! Presentandosi al microfono,
infatti, prende la parola Carmelo Adagio, presidente del Quartiere.
Dopo una breve considerazione ottimistica sul percorso che il confronto
sul tema sta seguendo, Adagio lascia spazio a Gino
Bernardi, coordinatore di questo Tavolo, che sottolinea nella
sua introduzione l’importanza dell’incontro: “dare
cioè indicazioni su quelli che devono essere gli interventi prioritari
da mettere in campo. Questi momenti di confronto dovranno nel tempo avere
una certa periodicità per avere efficacia. Credo che la condivisione
delle scelte e la mediazione siano un dovere dei cittadini, altrimenti
i conflitti non si possono governare. E per questo contiamo sull’apporto
costruttivo delle associazioni e dei comitati.”
E’ Adagio a “smistare” i vari interventi. E sono stati
davvero tanti! Per non annoiarvi troppo, allora, ho deciso di
farvi una sintesi generale delle posizioni che sono emerse. In
altre parole, il punto della situazione su quello che hanno detto gli
attori principali della questione: studenti, Università e comitati.
A dare l’inizio “alle danze” è Giuseppe
Sisti di Stop al degrado. Che avvio infuocato, ragazzi! Attacca
duramente il documento di Pavarini: “è assolutamente offensivo
e discriminatorio! Ci sono delle affermazioni di una gravità inaudita!
Per nulla democratiche!” Contro la posizione del consulente del
Sindaco alla sicurezza aggiunge anche che “Pavarini vuole una città
‘divertimentificio’! E non invece spazi per gli studenti!”
Considera invece accettabile il documento presentato da Cofferati, quanto
a metodo di lavoro.
Il suo pensiero (estremismi a parte) riassume bene o male quello che è
un sentimento comune dei comitati. L’analisi della situazione
‘degrado’ fatta dal prof. Pavarini pare proprio "non
andar giù" ai comitati. In base al “famigerato”
documento gli studenti verrebbero a Bologna solo per divertirsi e non
anche per studiare. Ma in realtà, come sottolinea per esempio Graziella
Giovannini del comitato Giardini del Guasto, "va
inserita nel piano Pavarini anche l'immagine dello studente di giorno
con le sue risorse."
"Il punto è che", le fa eco Milena
Naldi dello stesso comitato (è presiente dei Giardini
del Guasto e consigliere comunale Ds), "lì il consulente del
Sindaco ha fatto un’analisi fotografica della situazione, dandone
un suo taglio sul quale c’è però da fare una discussione
culturale." E tra me e me concordo: quale momento più
appropriato per discuterne riuniti qui attorno al “Tavolo”?
Nella serata si sono alternati poi altri interventi molti
dei quali hanno messo in evidenza come oggi siano le logiche economiche
del mercato a regolare i rapporti tra studenti, commercianti e residenti.
Una tendenza che deve essere invertita, come suggerisce per esempio Silvia
Ferraro del comitato Contrada delle Torri e delle Acque:
“E’ ora di cambiare: si deve riportare la città ad
un mix di tutte le sue componenti sociali. Non si devono fare luoghi per
determinate categorie! E’ dagli anni '80 che si è rotto un
equilibrio nella zona del centro storico. Proprio il centro ha una particolare
importanza perché è un luogo di identificazione sociale
della popolazione col suo territorio.” E altre voci rinforzano
questa visione: bisogna evitare di far diventare questo spazio
esclusivamente una zona universitaria. Non si tiene conto a sufficienza
di un'altra categoria in gioco, i bambini i quali, causa il degrado, non
è data la possibilità di vivere in sicurezza gli spazi della
città.
Se
fin qui vi è sembrato un tavolo di solo critiche non disperate:
di proposte ce ne sono state! La più interessante, perché
vi riguarda da vicino, è l’apertura delle biblioteche
universitarie anche alla sera, richiesta all'unisono da comitati,
commercianti e anche dalle associazioni studentesche che puntano proprio
il dito sulla mancanza di spazi alternativi di aggregazione,
luoghi in cui incontrarsi e stare insieme. E vogliono abbattere il luogo
comune che vede antagonisti i due soggetti, da una parte gli studenti
“invasori e fastidiosi” e dall’altra i residenti “esasperati
e insofferenti”. Le cose, dicono, non stanno così!
A dire il vero, mi aspettavo di vedere più volti giovani. Ho
saputo che sono state invitate alcune associazioni studentesche.
Ma guardandomi in giro, mi chiedo quali possano essere i motivi della
loro mancata presenza. Influenza? Periodo di esami? Oppure disinteresse?
O forse non sapevano dell’incontro? Ma poi sono state davvero invitate
tutte?? Mi stavo distraendo con queste domande e quasi rischiavo di perdermi
un intervento davvero interessante!
E’ Gianni Monte, di Chourmo e Spazio
Sociale Studentesco per il quale “Bologna deve investire
sui saperi (aiutare lo sviluppo di etichette indipendenti per esempio)
e non alimentare questo antagonismo tra ‘città di giorno’
e ‘città di notte', perché se viene meno la cultura
diffusa, viene meno un elemento fondamentale di democrazia. Bisogna individuare
allora dei criteri precisi, in modo che cadano quelle barriere di esclusione,
che impediscono di esercitare i propri diritti.”
E’ davvero convinto e appassionato! Parla poi dell’Università,
che oggi è diventata “un volano per lo sviluppo economico
del territorio. Non è più un luogo dove si vengono a formare
culture diverse!”
Gianni ha richiamato l’Università che era presente all'incontro
con la prof.ssa Paola Monari, preside di Scienze Statistiche nonché
Prorettore agli studenti. Parla chiaro la professoressa. E sembra
aver già individuato con sicurezza l’obiettivo da prendere
di mira: “Noi diciamo basta alla droga! Ci deve essere una totale
intolleranza verso questo fenomeno! E’ vero che questa è
una criminalità che non si esprime in modo forte, ma è una
delle peggiori. Teniamo anche presente che c’è un 20% di
studenti che fa uso di droghe.” E’ proprio determinata: “Dobbiamo
rendere la zona universitaria invivibile per certe categorie sociali,
dobbiamo creare un ambiente inospitale per costoro, in modo da allontanarli.
C’è una qualche possibilità di farlo se si agisce
insieme alle istituzioni.” Cita finalmente qualche dato, che nessuno
menziona quasi mai.“Abbiamo un numero come 70.000 studenti. A fronte
dei quali abbiamo un personale universitario di 7.000 persone: è
su queste che dobbiamo puntare per riqualificare, anche perché
lavorano ma senza poi trovare i servizi.” Aggiunge che possono esserci
diversi interventi da attuare per riqualificare, ad esempio attraverso
la collaborazione con i vari enti e istituti privati per organizzare eventi
culturali. Anche le proposte dell’Arstud sono da considerare. Ma
quello che secondo il nostro Prorettore è davvero importante, è
“l’impegno dell’Università ad attivare un modello,
un codice di comportamento da trasferire ai giovani, quello di un’educazione
civica.”
Cos’è emerso dunque da questo tavolo? Pare in sostanza
che il problema sia quello di riequilibrare i diritti di tutti
e rispettare regole di comportamento e di educazione civili, per cercare
una convivenza possibile. Si deve trovare un modo diverso di stare
insieme nella città. Perché gli studenti sono cittadini
tanto quanto i residenti. Inoltre non sembra affatto che ci siano solo
studenti nei locali e di certo non li si può accusare di vandalismo
se stanno semplicemente festeggiando una laurea con gli amici!
Lo spirito che ho trovato è quello di voler collaborare
tutti quanti e in questa direzione sono sicuro che si cercherà
di andare!
Alla prossima, ragazzi!
LA SCHEDA DI PROFESSIONE
CITTADINO
Sulla via del dialogo
Inaugurato a dicembre, il tavolo di confronto e
di concertazione relativo alla zona universitaria promosso dal
Quartiere San Vitale, è un primo tentativo di mettere a confronto
le voci di comitati, studenti, commercianti e Istituzioni, perché
insieme elaborino una via comune sul problama degrado.
Il tavolo di concertazione
del quartiere san vitale
Perché è stato istituito? Quali soggetti vi partecipano?
13 -02-2005
Chiara Mistri
partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino"
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico
2004-2005
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