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CHE
COS'E' UN TAVOLO DI CONCERTAZIONE?
Impariamone di più su questo strumento di democrazia partecipativa
Si può parlare di un tavolo di concertazione come di uno strumento
finalizzato alla tutela dei diritti del cittadino, che
viene proposto come sede di confronto su tematiche civiche e sociali,
per favorire la concertazione di più soggetti che intendono collaborare
in maniera permanente per perseguire obiettivi comuni di intervento e
di tutela. Un tavolo di concertazione è spesso il frutto di alleanze
e convergenze tra i soggetti interessati alla tematica trattata, che auspicano
l’emergere di accordi comuni tra le parti per il
miglioramento della qualità dei servizi.
A livello istituzionale i tavoli sono convocati dai governi per concertare
con le cosiddette parti sociali interventi di politica economica e provvedimenti
di riforma, mentre a livello della società civile essi sono uno
strumento di incontro tra soggetti che intendono far valere il risultato
dei loro accordi nella politica nazionale, regionale o locale, e proprio
per questo spesso sono indetti dalle stesse organizzazioni civiche. Alcuni
tavoli sono riconosciuti dal governo, altri no, ma sono ugualmente attivi
ed efficaci in quanto promuovono programmi comuni, favoriscono il dialogo
costruttivo tra i soggetti implicati e assicurano la massima partecipazione
ed informazione reciproca tra gli aderenti.
Che cosa può fare un tavolo? Esempi di attività
possibili sono i progetti di legge e modifiche normative, l’ideazione
di campagne a tema, le pubblicazioni, i seminari di studio e i convegni,
le sperimentazioni di nuovi servizi e la promozione di iniziative a livello
territoriale. E’ comunque auspicabile che abbiano accesso al tavolo
solo i soggetti che hanno manifestato in modo inequivocabile la volontà
di collaborare per la tutela dei diritti e che abbiano mostrato la disponibilità
ad agire insieme per tutta la durata dei programmi stabiliti, al fine
di evitare un uso strumentale del tavolo stesso.
Sebbene non parli espressamente dell’utilizzo dei tavoli di concertazione,
la legge n. 328/2000 può essere citata come esempio
di una normativa che incoraggia la “concertazione e la cooperazione”
tra i livelli istituzionali e gli altri soggetti interessati alla tutela
dei diritti, decretando che “alla gestione ed all’offerta
dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità
di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata
degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi
della cooperazione, associazioni ed enti di promozione sociale, …,
e altri soggetti privati” (art.1 – comma 5). La stessa legge
sottolinea e “promuove la partecipazione attiva dei cittadini, il
contributo delle organizzazioni sindacali, delle associazioni sociali
e di tutela degli utenti per il raggiungimento di… un sistema integrato
di interventi e servizi sociali per garantire la qualità della
vita” (art.1 – comma 1-6).
IL TAVOLO DI CONCERTAZIONE DEL QUARTIERE SAN VITALE
Elena Pataro
partecipante al laboratorio formativo "Professione
Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione
pubblica, sociale e politica-anno accademico
2004-2005
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