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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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LA
PAROLA ALL’ASSOCIAZIONE SCIPIO SLATAPER
Abbiamo incontrato Alberto Tassinari presidente dall’associazione
Scipio Slataper nata nel 2001 proprio per contrastare il progressivo degrado
del centro storico di Bologna e restituire alla bellissima zona universitaria
vivibilità e decoro. Quali le proposte dall’Associazione?
E quali i suoi rapporti con gli studenti?
Qual è secondo la vostra Associazione, che da anni si adopera la
tutela del centro storico di Bologna e della sua immediata periferia,
il quadro della situazione degrado in via Zamboni?
La questione è piuttosto complessa perché si intersecano
più problematiche: ci sono frange estreme (i punkabestia per esempio)
che non rispettano le più elementari norme della convivenza civile
(imbrattano, sporcano, fanno battaglie coi cani, rompono bottiglie) nei
confronti delle quali bisogna agire severamente. C’è poi
il fenomeno dello spaccio, più volte sollevato dalla prof.ssa Monari:
il punto è che gli spacciatori ci saranno fintanto che vi saranno
gli acquirenti. E per finire non va sottovalutato l’annoso problema
del disagio notturno causato dai fruitori di pub, discoteche, osterie…
Soffermiamoci proprio su quest’ultimo punto. Sono soprattutto
gli studenti a frequentare i locali notturni della zona universitaria.
Secondo voi ci sono dunque stili di vita in conflitto?
Noi non vogliamo affatto criminalizzare gli studenti. Anzi, siamo disponibili
a lavorare insieme a quelle realtà studentesche che sono per il
rispetto delle regole e che come noi vogliono una situazione più
vivibile nella zona universitaria. Lo scorso anno abbiamo per esempio
appoggiato la richiesta di pedonalizzazione di via Zamboni promossa dalla
Sinistra Universitaria.
Ma coi ragazzi che vivono la città di notte, disturbando il riposo
notturno dei residenti come la mettiamo?
E’ necessario, anzi assolutamente auspicabile, che i ragazzi abbiano
i loro centri d’aggregazione e i loro spazi, ma lontano dalla zona
universitaria. Che senso ha fare un centro sociale nel centro storico?
Qui abitato da famiglie che, a causa di concerti e altre attività
promosse dai giovani non riescono a dormire. Ci vuole rispetto!
E’ quindi favorevole a una zonizzazione della città?
I divertimenti in periferia?
No, non sono così drastico. Pub, discoteche, osterie animano la
città e non vanno trasferiti, ma solo regolamentati. Noi chiediamo
la chiusura base dei locali all’1 di notte con possibilità
di deroga per quei gestori che dimostrino di rispettare e far rispettare
le regole. La musica dopo una certa ora va abbassata, così come
chi esce per fumare, non può mettersi a gridare alle 2 di notte
come fosse pieno giorno. E’ una questione di convivenza!
Ma come promuovere questa convivenza?
Secondo noi uno strumento importante è il tavolo di concertazione
promosso dal quartiere San Vitale che la nostra associazione chiedeva
già dall’aprile 2002. Sono passati tre anni, ma alla fine
si è riusciti a promuovere un dialogo tra i vari soggetti coinvolti
nella questione degrado: dai comitati e le associazioni ai commercianti
della zona, dagli studenti ai residenti, dal Quartiere all’Università.
Riteniamo che proprio l’Università debba assumersi le sue
responsabilità, promuovendo proposte concrete per migliorare la
zona dove hanno sede i suoi dipartimenti. Abbiamo accolto molto positivamente
la decisione dell’Università di aumentare l’illuminazione
in via Zamboni, come ha illustrato prof.ssa Monari, prorettice agli studenti.
11-03-2005
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