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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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LA
PAROLA ALLO STUDENT OFFICE
Secondo Piergiacomo Sibiano, rappresentante dello Student Office, il problema
del degrado in via Zamboni è troppo complesso per poter essere
risolto con un semplice tavolo di concertazione tra studenti, comitati
e istituzioni. Ci vuole un intervento dall’alto: gli studenti possono
fare poco.
Ciao
Piergiacomo, innanzitutto, cos’è per te il degrado?
E’ sicuramente un grave problema, molto diversificato e di difficile
definizione. Si può definire degrado la microcriminalità
nelle strade, dallo scippo allo spaccio, ed insieme la presenza di punkabbestia
e barboni per la strada. Occorrerebbe un’analisi approfondita del
problema, per poterlo definire a fondo, ed eventualmente intervenire con
soluzioni appropriate.
La tua associazione ha mai partecipato ad iniziative volte a combattere
il degrado della zona universitaria?
Sì, recentemente abbiamo partecipato a due incontri organizzati
dal quartiere San Vitale: siamo stati invitati ed abbiamo partecipato
volentieri. Innanzitutto perché il fatto di essere stati convocati
dalle associazioni dei cittadini è sicuramente un attestato di
stima e di considerazione nei nostri confronti, e poi chiaramente si discutevano
argomenti che riguardano la città in cui viviamo, era importante
esserci. Comunque è stata la prima volta che abbiamo partecipato
ad iniziative del genere, non avevamo mai ricevuto prima inviti di collaborazione
su queste tematiche.
E cosa ne pensi di questi incontri?
L’idea di riunire tutte le parti coinvolte attorno ad un tavolo
e discutere è sicuramente un buon inizio, una premessa apprezzabile.
Ma vedo il problema troppo complesso per poter essere risolto in questo
modo, credo siano le istituzioni, le forze dell’ordine a dover intervenire,
dall’alto. Come associazione di studenti, se ci chiedono di collaborare
a determinate iniziative, per esempio organizzare eventi per le strade
del centro, sicuramente valuteremo la nostra partecipazione. Ma chiaramente,
per risolvere certi problemi, per esempio per eliminare lo spaccio da
via Zamboni, noi studenti possiamo fare poco. Ora passeggiare per la zona
universitaria significa essere continuamente sottoposti a “proposte
d’illegalità”, c’è chi vuol venderti il
fumo, chi le bici…
E tu credi che questo “mercato” sia legato alla presenza
degli studenti?
Sicuramente. Dove c’è una forte presenza di studenti c’è
l’assicurazione di più “clienti”. Per questo
sono un po’ dubbioso sulla proposta di far rivivere questa zona
organizzando eventi che attirino più gente nelle strade…
potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Più gente c’è,
e più facile che gli spacciatori trovino nuovi acquirenti. E il
degrado rimane.
Ma
in questo contesto di degrado, non credi che gli studenti, soprattutto
i fuorisede che abitano a Bologna, dovrebbero rispettare certi doveri
nei confronti della città, così come i cittadini?
Si, certo, ma a Bologna siamo 100.000 studenti, e formiamo un insieme
totalmente eterogeneo. C’è sicuramente una parte di studenti
che si interessa alla città e che ne rispetta le regole, e ce n’è
un’altra che se ne frega di tutto. E’ una situazione difficilmente
controllabile…
Probabilmente sì. Un’ultima domanda: dopo questi
primi due incontri, pensate di partecipare ancora ad iniziative volte
a combattere il degrado?
Sono stati due incontri positivi, e sicuramente l’intenzione di
continuare a collaborare e a discutere di degrado sociale c’è.
A patto però che la spinta propositiva e positiva iniziale rimanga,
e che gli incontri sul tema non finiscano per ridursi a semplici dibattici
politici. Nel caso non avrebbe più senso parteciparvi.
LA SCHEDA DI PROFESSIONE CITTADINO
Chi è lo Student Office?
.
Elena Pataro
partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino"
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico
2004-2005
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