Home Page | L'idea | il Progetto | la Redazione | Scrivici | Rassegna Stampa | Newsletter




Cittadini Attivi
Comitato è bello
Comitati e giornalisti:
idillio difficile

A scuola di
cittadinanza

Nuovi Cittadini
Apprendista Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click Servizi
Blog
Le nostre Iniziative
Archivio
Credits




Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado

DEGRADO SI', DEGRADO NO

Flow è sceso nelle strade “più studentesche” di Bologna per scoprire se chi vive ogni giorno la zona universitaria percepisce il problema del suo degrado più volte sollevato dai residenti. Quattro passi per via Zamboni a tu per tu con gli studenti: denunce, ma anche proposte. C’è chi reclama maggior controlli di polizia e chi contesta invece la militarizzazione di Piazza Verdi. Tutti ritengono però che manchino spazi e luoghi di ritrovo per giovani.


Ciao ragazzi! Oggi sono venuto a cercarvi! Avevo voglia di parlare con voi di un tema molto dibattuto ultimamente, volevo sentire cosa ne pensate di questo degrado denunciato più volte dai residenti di Bologna, e che avrebbe invaso i vostri luoghi d’incontro, i vostri punti di riferimento in città. E’ un argomento che vi riguarda da vicino, si parla dei vostri angoli preferiti, delle vostre tappe fisse, e proprio per questo vorrei sentire la vostra voce, le vostre idee!!Qual è stata la mia prima tappa secondo voi? Via Zamboni, e non poteva essere altrimenti!

Lì mi sono guardato un po’ intorno e tra la calca ho incontrato Annalisa, studentessa laureanda in Lettere e Filosofia, anni 23, pendolare in città. “Il degrado? C’è, esiste, ma è il prodotto di frange marginali di persone che possono anche non essere collegate agli studenti, gruppi che hanno soprattutto problemi sociali e di inserimento.” Pensa che le soluzioni potrebbero essere “nuove politiche giovanili, che intervengano all’origine del problema e la creazione di nuovi punti di ritrovo e di aggregazione che tolgano i giovani dalle strade.” A suo parere le iniziative che negli anni sono state messe a punto per arginare il problema (“hanno messo le telecamere, ad ondate la polizia veniva e faceva sgomberi e controlli, tutti i giorni si pulivano le strade e si inondavano per impedire alla gente di dormire lungo le vie”) si sono rivelati semplici rimedi temporanei: “dopo i controlli la gente torna, se bagni le strade sposti i barboni solo di una decina di metri”.

Ringrazio Annalisa, le faccio gli auguri per la tesi e continuo per la mia via. Faccio qualche passo e incrocio Paolo, 25 anni, studente di Ingegneria,
che ama Bologna perché è “piccola e grande insieme, permette ancora di instaurare rapporti umani, di incontrare per strada le persone che si conoscono”. E’ consapevole del degrado di Bologna, ma non lo vive come un problema. Anzi, vedere “persone che dormono per strada è come vedere una cosa viva, dà l’impressione che Bologna sia una metropoli, cosa che effettivamente non è”. Gli è capitato più volte di essere avvicinato per la strada, ma non ha paura “perché sono grande e grosso, ma capisco le mie amiche che hanno qualche timore ad uscire sole la sera”. Parlando, mi affascina con una sua personale teoria sull’argomento: “Si fa un gran parlare del dilagare della microcriminalità, e questo timore porta le persone a richiudersi sempre di più nel proprio giardinetto, lontano dal mondo. E cosa porta questo? Ad una vita noiosa! Mentre vivere, rapportarsi, stabilire contatti, e perché no, anche gli approcci lungo le strade, sono situazioni che possono nascondere un pericolo, ma portano soprattutto ad un arricchimento personale, è adrenalinico.”

Mi allontano pensando ancora alle parole di Paolo, ed ecco che mi ritrovo davanti alla facoltà di Scienze della Formazione. Con il freddo pungente che fa fuori, un giretto all’interno non mi può certo far male! E' l’occasione è buona per incontrare Roberta, 23 anni, che conferma che il problema del degrado lo vede molto bene. “Anche mio fratello di cinque anni, che è molto sveglio, se ne accorgerebbe se venisse qua! Ci sono i drogati, ci sono gli ubriaconi, ti fermano continuamente per la strada chiedendoti se vuoi del fumo, entrano in università, ci troviamo i drogati in bagno, prima ero in bagno e di fianco a me c’era uno che pisciava con la porta aperta… e poi tutta quella gente con i cani in giro, che sporcano… sì mi dà fastidio. Se questa fosse la mia città sarei proprio triste, per fortuna la sera torno al mio paese.” Roberta quasi urla la sua indignazione, e io sorrido un attimo pensando a come la vicina facoltà di Lettere ha pensato di ovviare al problema degli estranei che entravano per utilizzare i bagni: ragazzi, se dovete usare il bagno a Lettere, ricordatevi il badge, se no la porta non si apre!!!

Mi lascio alle spalle le facoltà e mi dirigo verso Piazza Verdi, uno dei luoghi considerati più “a rischio degrado”.


Elena Pataro, partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2004-2005


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna