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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado

DEGRADO SI', DEGRADO NO: DA PIAZZA VERDI A VIA PETRONI

Eccomi in Piazza Verdi. Qui incontro Francesco, 22 anni, di Viareggio: è convinto che “i prezzi dei locali di Bologna sono troppo alti, e mancano luoghi di ritrovo alternativi, per questo la gente staziona nelle strade. Mi sono accorto di diverse mobilitazioni dei comitati, sono interventi positivi ma non credo possano risolvere il problema alla radice. E non credo nemmeno la soluzione sia militarizzare Piazza Verdi, ora ci sono sempre quattro camionette della polizia che stazionano lì, e nemmeno togliere le panchine per evitare che la gente dorma per strada. E’ chiaro che il problema del degrado, soprattutto per quanto riguarda lo spaccio, è legato alla presenza degli studenti. I cittadini lo devono accettare, sono due lati della stessa medaglia: gli studenti portano ricchezza economica, culturale e sociale, ma nello stesso tempo possono creare questo genere di problemi. Se poi mancano gli spazi e sono tutti concentrati lì…”

Chi invece è rincuorato dalla presenza costante delle forze dell’ordine è Alessia, 21 anni, studentessa di Giurisprudenza. In certe zone di Bologna si sente un po’ a disagio a camminare sola, è stata spesso fermata per strada da chi voleva venderle della droga ed è stata derubata di recente sull’autobus. “il fatto che ci siano le forze dell’ordine in giro mi fa sentire sicura, mi da l’idea che, anche se il problema del degrado sociale c’è, sia comunque gestibile e controllabile”

Prendo Via Petroni e lì vedo Antonello, 24 anni, studente di Scienze della Comunicazione.
Capelli rasta, sembra dapprima titubante quando gli chiedo se posso fargli qualche domanda, poi capisce l’argomento, ed inizia a parlare a raffica. “no, non c’è degrado, semmai il degrado è tra chi lo denuncia. Si parla del degrado di Via Petroni vero? La gente è tutta concentrata qui perché non sa dove andare. Dove puoi andare a mangiare e bere con meno di un euro in tasca? Solo qui, dai pakistani. Hanno spostato tutti i centri sociali in periferia, lontanissimi. I locali che li hanno sostituiti sono troppo cari… e’ chiaro che la gente è concentrata lì, mancano gli spazi… Il problema è nella convivenza, è vero, e soprattutto nell’interiorizzazione, delle regole. Si possono mettere tutte le leggi del mondo, ma finché le norme non si interiorizzano e non diventano motivazioni, la gente non le rispetterà. Chi non rispetta le leggi e non rispetta la città, e magari piscia per strada o contro i muri delle case, lo fa perché non si sente parte della comunità. Vuol dire che Bologna non gli ha dato nulla. E poi comunque mancano gli spazi anche per pisciare, nei locali non ti fanno entrare. Uno dove la fa? Il problema è lì, mancano gli spazi, i prezzi di quelli che ci sono sono troppo alti e soprattutto manca l’interiorizzazione delle regole, perché possano essere veramente rispettate.”

I negozi dei pakistani di cui parlava Antonello sono tutti qui, in Via Petroni, uno accanto all’altro, con le loro vetrine colorate e i loro prezzi “stracciati” rispetto a quelli dei “concorrenti” negozi italiani. Marco, 26 anni, pensa che se questa concorrenza esiste è perché “i locali bolognesi negli ultimi anni sono peggiorati: prima non c’era tutto questo settorialismo! Sembra che i gestori vogliano spaccare la frequentazione notturna in “chi può entrare e chi no”, alzano i prezzi alle stelle e poi è logico che la gente sta in strada!” Marco abita a Bologna da otto anni e si è accorto che “anche la frequentazione delle strade e delle piazze è cambiata! Tempo fa c’era molta più gente che passeggiava anche fino a tarda notte nelle vie del centro o stava tranquilla in Piazza S. Stefano a chiacchierare, ora è quasi diventato impossibile: è pieno di polizia che ti controlla, ti bevi una birra e ti guardano male!” Marco è insieme ad Arianna, 23 anni, e a Matteo, 24. Chiedo loro se hanno mai pensato a quale potrebbe essere una possibile soluzione al problema del degrado. Arianna è drastica: “il Comune dovrebbe incrementare i turni di pulizia delle strade e dei portici che si trovano nelle zone del centro!”, Matteo vorrebbe che “ le soluzioni concrete e durature venissero solo dall’alto, a livello statale. Ormai è da anni che a Bologna c’è questa situazione e varie giunte non sono riuscite mai ad ottenere niente. Al massimo hanno spostato il problema da un’altra parte!”
Mentre Marco propone “le manifestazioni, i concerti i mercatini che riportano la gente nelle strade: una condivisione possibile tra mondi diversi! E poi la polizia: ci vuole senza dubbio ma non deve diventare repressiva. Dovrebbe cercare di non discriminare… come anche i gestori dei locali notturni che dovrebbero rendere più accessibili pub e bar! Sono convinto che non si debba “ripulire” la zona ma cercare il più possibile un modo per coabitare insieme”.

Elena Pataro, partecipante al laboratorio formativo "Professione Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2004-2005


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna