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Nuovi Cittadini-Malgrado il degrado
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QUESTIONE
DI FEELING
Residenti e studenti: stili di vita inconciliabili? Professione Cittadino
indaga sulla zona universitaria, uno spazio pubblico che in città
più di ogni altro li vede vivere fianco a fianco: ma in che modo?
Bologna e i suoi studenti, il rapporto tra la città e i “migranti
della cultura”: già ne abbiamo parlato nelle precedenti inchieste
di Professione Cittadino. Ma se nelle scorse indagini la nostra attenzione
è stata rivolta soprattutto ai diritti degli universitari che vivono
in città, alle tutele che Bologna deve garantire a chi sceglie
di studiare e alloggiare tra le sue mura, in questa inchiesta abbiamo
voluto approfondire il tema dei doveri che gli studenti,
come cittadini seppur temporanei di Bologna, devono condividere con i
Bolognesi, con chi in città risiede e vota, cioè con i cittadini
giuridicamente definiti. Perché vivere una città
significa godere sì dei diritti, ma rispettare anche dei doveri,
presupposto indispensabile per una convivenza degli spazi pubblici il
più possibile senza conflitti.
Abbiamo cominciato la nostra inchiesta con una ricerca delle associazioni
studentesche attive a Bologna: l’idea era quella di capire
cosa pensassero gli studenti, se sentissero il dovere di rispettare la
città che li ospitava, come si stessero comportando in funzione
di una pacifica condivisione degli spazi pubblici con i residenti. Ed
è stato proprio un rappresentante di un’associazione a fornirci
uno spunto interessante: la sua associazione stava infatti partecipando
a un Tavolo di Confronto e di Concertazione sul degrado sociale della
zona universitaria. E’ stato un buon punto di partenza, prova da
un lato dell’esistenza di una problematica che colpisce alcuni spazi
pubblici cittadini, guarda caso le aree da sempre condivise e convissute
da cittadini e da studenti (via Zamboni in primis). Ma dall’altro
lato è stata anche la conferma che, se un problema c’era,
si stava già tentando di cercare delle soluzioni attraverso il
dialogo tra le parti interessate.
Ma chi erano effettivamente le parti? Chi era interessato ad un dialogo
sul degrado di Bologna? Sicuramente i comitati, in rappresentanza
dei cittadini e dei commercianti attivi della zona, e poi le Istituzioni,
fra tutte l’Università e il Quartiere, e non ultimi gli studenti.
Noi siamo andati ad intervistare tutte le parti in causa: abbiamo contattato
alcuni dei comitati della zona e le associazioni studentesche, abbiamo
sentito le loro ragioni ed insieme le possibili soluzioni che proponevano,
siamo scesi nelle strade e, con la complicità del nostro inviato
speciale Flow, abbiamo avvicinato gli studenti che vivono la zona universitaria
sia di giorno che di notte, curiosi di scoprire se e come percepivano
il problema del degrado denunciato dai cittadini. Infine abbiamo partecipato
ad una seduta del Tavolo per vedere con i nostri occhi cosa realmente
accadeva a questi incontri e a che punto era giunto il dialogo.
E mentre la nostra inchiesta prendeva forma, ecco che il degrado si è
trasformato in argomento di cronaca, entrando nell’agenda dei mass
media locali. In questi giorni sempre più spesso nei quotidiani
si trovano notizie aggiornate sul piano stilato dal prof. Pavarini, il
consulente del sindaco per la sicurezza, sugli incontri tra i comitati
e le Istituzioni e sulle possibili soluzioni istituzionali al degrado…
Per scelta la nostra inchiesta si è mossa in un’ottica diversa
rispetto al taglio, spesso polemico, dato alla notizia dai media locali.
Abbiamo optato per un’indagine in profondità sulle
reali posizioni assunte dalle parti coinvolte nel problema e sul possibile
dialogo tra i Bolognesi, gli studenti e le Istituzioni. Com’è
nello stile di Professione Cittadino vi offriamo uno spunto di riflessione
che, arricchito dai commenti che vorrete inviare al nostro forum, possa
contribuire a delineare un nuovo modo possibile di vivere e convivere
gli spazi pubblici della città.
Elena Pataro
partecipante al laboratorio formativo "Professione
Cittadino" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione
pubblica, sociale e politica-anno accademico
2004-2005
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