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A scuola di cittadinanza- Cittadini attivi
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"UN
PASSAMANO PER SAN LUCA"
Le radici per volare: eredi
e protagonisti della storia. Un episodio della storia bolognese richiama
e tramanda lo spirito di collaborazione dei cittadini. Il portico di San
Luca diventa il punto di partenza per un progetto che coinvolge i ragazzi
spingendoli a riflettere sul senso di solidarietà civica.
Col titolo “Un Passamano
per San Luca - ancora tutti insieme per quel portico”, il 16 ottobre
2004 si è svolta a Bologna, per il secondo anno consecutivo, un'iniziativa
che ha coinvolto migliaia di scolari di ogni ordine e grado, oltre che
enti, associazioni, istituzioni pubbliche e private della città
e della provincia. Il progetto è stato promosso dal Laboratorio
Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS) in collaborazione
col Dipartimento di Discipline Storiche, la Facoltà di Scienze
della Formazione dell'Università di Bologna e il Centro Servizi
Amministrativi del Provveditorato.
Lo spunto è tratto da un episodio della storia del lungo
portico che porta alla Basilica di San Luca. Si è voluto
infatti replicare quanto avvenne il 17 ottobre 1677, quando si intraprese
la costruzione dei tratti collinari di tale portico e, in mancanza di
adeguate strade carrabili, centinaia di cittadini formarono una lunga
catena umana e si passarono di mano in mano i materiali facendoli giungere
sui luoghi in cui si sarebbe iniziata la costruzione.
Nel riproporre oggi quel gesto collettivo si è inteso richiamare
il senso civico e di appartenenza che ha reso possibile quest’opera,
sorta grazie alla partecipazione e al contributo dell'intera comunità
cittadina. Per la prima edizione del passamano di San Luca, svoltasi
il 31 maggio 2003, lungo il portico si è snodata una lunga fila
di bambini, adulti e anziani che, passandosi di mano in mano le parti
di un polittico, le hanno fatte giungere fino alla Basilica, dove sono
state ricomposte dentro la loro cornice a raffigurare tre arcate del portico.
Il passamano però è stato solo il coronamento di una serie
di attività didattiche e divulgative protrattesi per molti mesi
e tese al coinvolgimento di scolaresche e cittadinanza. “Quel gesto
collettivo si è svolto infatti a completamento di un lavoro articolato
e concorde che ha prodotto innumerevoli ricerche, manufatti e cd-rom”,
precisa il professor Rolando Dondarini, docente di Storia
Medievale e Didattica della Storia all’Alma Mater, e referente del
progetto.
Nel 2003 la prima edizione del "Passamano" è
divenuta una grande festa a conclusione di un lavoro lungo un anno a cui
hanno partecipato 2500 scolari e 15.000 cittadini, simboleggiando l'impegno
comune per la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del grande portico.
“Il progetto ha consentito di rivitalizzare quel senso di solidarietà
civica che era insito nel gesto originario del passamano” spiega
il professor Dondarini. Quest’anno il progetto è stato ulteriormente
sviluppato: “Il progetto proposto allarga l'attenzione delle scuole
dal grande portico all'intero patrimonio storico- artistico della città
e del territorio con la finalità di cercare nella storia e nelle
sue tracce le conoscenze utili a vivere il presente e a progettare il
futuro. Si potrebbe parlare di un Passamano per la storia o per Bologna”.
A una prima fase di ricerca storico-documentaria hanno fatto seguito una
fase di promozione e valorizzazione del soggetto prescelto prima e una
di proposta poi. Contestualmente il LMRS si è messo a disposizione
degli insegnanti per fornire consulenze, materiali, preparando accessi
a musei, biblioteche, aule didattiche e siti. Nel progetto è stato
inoltre previsto un forum tra scolari, cittadini e amministratori sugli
interventi di tutela e promozione suggeriti, nell'ottica di conferire
al bene affidato il significato di risorsa culturale condivisa.
Antonella Napolitano
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