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Alla ribalta: comitato per i Gardini Margherita

A parlarci del comitato per la difesa dei Giardini Margherita è la signora Santi Casali. 44 anni, donna decisa e dinamica la signora Raffaella da circa tre anni partecipa attivamente e con costanza a tutte le iniziative proposte dal comitato, mettendo al primo posto l'impegno nel sociale.

Signora Santi Casali, come mai è entrata a far parte di questo comitato?
La mia adesione al comitato e la sua nascita, sono collegati ad un evento particolare: la costruzione di una centralina dell'ENEL a circa dodici metri dalle scuole elementari a tempo pieno Fortuzzi. I lavori sono iniziati nel maggio 1999. In quegli anni io ero rappresentante dei genitori nel consiglio di circolo delle scuole elementari. In prima persona e con altri genitori ci siamo attivati per chiedere l'interruzione dei lavori o lo spostamento della centrale. Purtroppo, nonostante i nostri sforzi, la centrale è stata costruita ugualmente. Successivamente dopo numerose richieste da parte dei genitori e dei cittadini, siamo riusciti ad ottenere l'applicazione di tutte le norme di sicurezza che una centrale elettrica necessita. Contemporaneamente, nel 2001 circa, è iniziato un degrado complessivo e progressivo dei giardini Margherita.

Ci dica, come è nato il comitato per la difesa dei Giardini Margherita?
La storia del comitato si intreccia con quella del comitato genitori delle scuole Fortuzzi. In seguito alle vicende della centrale dell'ENEL noi genitori, poi tutti gli assidui frequentatori del parco, abbiamo notato un degrado della vivibilità del giardino, e così esasperati, ci siamo riuniti in un comitato per cercare di porre limite all'uso sconsiderato che se ne fa.

Quali le ragioni che hanno portato alla nascita del comitato?
 I Giardini Margherita sono un parco storico della nostra città e rappresentano da anni per tutti un luogo di ritrovo, svago e tranquillità. Negli ultimi anni tutte queste caratteristiche sono state seriamente minacciate, e lo sono ancora oggi. Sempre più spesso si assiste alla presenza di motorini liberi di circolare ovunque nelle aree riservate ai pedoni. Dobbiamo continuamente gridare ai nostri bambini di stare attenti. Ultimamente, anche le macchine sono libere di fare quello che vogliono, ed entrano nei vialetti pedonali dove l'accesso sarebbe vietato. I vigili che dovrebbero multare i trasgressori sono praticamente assenti. Inoltre sono stati aperti numerosi esercizi commerciali, è stata fatta all'interno del giardino una mostra d'auto d'epoca,  sono stati aggiunti giochi per bambini a pagamento, trasformando i giardini Margherita in un parco di divertimento stile "Disney World". Tutto ciò si discosta letteralmente dalle finalità che un'area verde pubblica dovrebbe offrire, togliendo spazio al gioco o al riposo dei tanti frequentatori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la costruzione di una enorme mongolfiera gialla, nel grande prato centrale. Il pallone è stato costruito su una base di cemento, che ha tolto spazio a chi frequenta il giardino, e oltre a ciò la presenza della mongolfiera ha interrotto la visuale che collega porta S.Stefano a San Michele in Bosco. Il giardino nell'Ottocento era stato progettato e realizzato proprio per ottenere questa visuale.

Come avete deciso di agire voi componenti del comitato, e secondo quali obiettivi?
Innanzitutto abbiamo agito raccogliendo delle firme, circa 2000. Hanno aderito moltissimi frequentatori assidui del parco, provenienti un po' da tutti i quartieri della città, bolognesi e non. Numerose firme sono state raccolte nei negozi, altre in incontri fatti nei giardini stessi. Abbiamo poi cercato di sensibilizzare i cittadini, con delle visite guidate al parco, per far conoscere la sua valenza storica e le diverse specie botaniche presenti. Un componente del comitato è architetto del verde, e ci ha aiutato in questa direzione. E' stata una esperienza interessante, finalizzata a preservare il valore del parco storico dei Giardini Margherita, fortemente voluto dai bolognesi circa cento anni fa. Oltre alla sensibilizzazione dei cittadini alla difesa del verde dei giardini, siamo contrari alla mongolfiera, e vorremmo far capire all'amministrazione quanto sarebbe importante dare l'opportunità ai cittadini di partecipare attivamente alla gestione del parco.

Le vostre richieste sono state ascoltate?
Purtroppo ancora non abbiamo ottenuto dall'amministrazione segnali concreti di miglioramento: i vigili non ci sono, i motorini sono ancora liberi di circolare. Ultimamente, inoltre, sono state sostituite le vecchie panchine del parco, a nostro avviso ancora funzionali, anziché risanare le aree di gioco piene di buche. In realtà oggi la mongolfiera non è stata ancora montata quest'anno, ma non sappiamo bene se sia una cosa momentanea o meno. Anche molti esercizi commerciali ambulanti sono scomparsi. Ma aspettiamo ulteriori miglioramenti.

Come vive il suo impegno nel sociale da cittadino attivo?
Essere impegnati nel sociale richiede veramente tanti sforzi, non è facile, soprattutto perché spesso si sacrificano la famiglia e la propria vita. I tempi, quando si ha a che fare con le istituzioni, si dilatano, non si viene aiutati, anzi ci si trova spesso a fare i conti con veri e propri muri di gomma. Le istituzioni dovrebbero aiutare i cittadini a diventare parte attiva nella vita organizzativa della propria città, invece ostacolano spesso chi come me si impegna nel sociale. Comunque le soddisfazioni arrivano, bisogna accontentarsi di piccoli risultai un po' alla volta.

per saperne di più, leggi la scheda del comitato

 

 


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna