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Cittadini attivi

Alla ribalta: Comitato ambiente s.Lazzaro Sud

Intervista ad Arnaldo Vannelli, portavoce e coordinatore del comitato che da più di vent'anni va distinguendosi come fermo oppositore a iniziative urbanistiche e ambientali, oltre che come promotore di importanti campagne a tutela della salute pubblica. Un impegno "totale", a difesa degli interessi dei cittadini sanlazzaresi e non solo.

 Quando e perché è nato il comitato ?

Il nostro comitato affonda le radici nell'esperienza degli organi collegiali scolastici, intorno al 1975. C'era la voglia da parte delle persone di sinistra di rendere la scuola più "laica", sfidando il monopolio conservatore della Democrazia Cristiana, anche se, a ben vedere oggi,  chi era meno progressista è ancora da stabilire. Da quella prima esperienza, comunque, è poi venuto fuori spontaneamente nel 1978 il nostro comitato. Esso è di tipo "volontario", nel senso che non è regolarizzato da nessun atto di tipo notarile o ufficiale, e raccoglie persone con interessi comuni. Spesso gli interessi cambiano e così le persone, salvo un nucleo di 4 o 5 elementi che fungono da coordinatori.
Quanto al perché, è presto detto: un comitato non nasce mai quando le cose vanno bene, la sua funzione è sempre oppositiva. Nel nostro caso, poi, il compito è ancora più gravoso in quanto ci troviamo a fronteggiare la classe politica alla cui area ci sentiamo di appartenere. Sarebbe molto più facile  aver di fronte la destra:  si veda quel che succede a Bologna, dove solo da quando l'amministrazione è di centro-destra i comitati hanno iniziato a farsi sentire...

 Quali sono state, negli anni, le vostre iniziative ?

Abbiamo iniziato con una raccolta di firme per impedire la trasformazione in strada di un parco cittadino, intitolato alla memoria del maestro Tabanelli, ex membro del comitato: ci sembrava fosse giunto il momento di dedicare qualcosa a chi si rende attivo nel locale. Sempre per lo stesso parco ci siamo battuti affinché non fosse destinato ad ospitare la paventata realizzazione di una linea tramviaria che avrebbe collegato San Lazzaro a Borgo Panigale. Altri duri scontri con l'amministrazione li abbiamo avuti sull'alta velocità, sul complesso alberghiero e congressuale di Villa Cicogna e sull'ipotesi della costruzione di un tunnel per unire il quartiere Cicogna al resto del paese : ci sembrava volessero "separare" le persone. Un tunnel fa questo effetto.

 Ho inteso che siete conosciuti come Comitato Pronto Soccorso Bellaria. Come mai?

Un giorno fummo chiamati per una serie di incontri sulla salute organizzati dall'amministrazione comunale. Già precedentemente noi avevamo raccolto una serie di richieste dei cittadini riguardo l'attivazione del servizio di pronto soccorso presso l'ospedale Bellaria, cosa che proponemmo alla fine degli incontri. I politici nicchiarono. A noi venne subito in mente che non eravamo stati chiamati per proporre qualcosa, ma ad avallare decisioni altrui.Ritornammo a casa e decidemmo di attivarci per una petizione popolare . Avevamo idea di raccogliere 2/3000 firme, ma una volta pubblicato sul giornale, il documento di petizione ha avuto - in tutto il potenziale bacino d'utenza, cioè la zona est di Bologna - un successo incredibile , tanto che siamo arrivati a 23000 sottoscrizioni (di cui 9000 nella sola S.Lazzaro). Ciò ha fatto sì che la cosa diventasse, naturalmente, di un interesse politico molto grande e noi ci siamo ritrovati di fronte i DS, quelli che avevamo votato. Il problema sanitario è molto sentito, ma non trova soluzione facilmente: sono in ballo, forse, interessi diversi come baronie professionali, sindacati, soldi ... Intanto, però, i politici ci guardano sempre più male, e noi, per i notevoli risvolti della vicenda, siamo stati legati al pronto soccorso Bellaria.

 Rapporti tesi, dunque. Voi avete dalla vostra 20'000 cittadini : non pensate sia naturale che la classe politica vi tema?

Noi siamo diventati , nostro malgrado, il fulcro di questa situazione; tutti quanti si rivolgono a noi, ma nessuno degli organi amministrativi sembra interessarsi al comitato: la paura è che da queste 23'000 firme salti fuori una lista civica.

 La prospettiva vi aggrada? Cosa succederà alle prossime amministrative (2004 n.d.r) e cosa è successo le altre volte?

Le altre volte è successo che ci siamo sempre fatti "infinocchiare"; una volta proponemmo (all'allora PDS) un sindaco proveniente dall'esperienza dei comitati: non fummo nemmeno presi in considerazione, ed imposero l'attuale sindaco. La cosa buffa, visto l'oggi, è che addirittura noi ci mettemmo nel comitato che sosteneva quel sindaco. Divenne così primo cittadino una persona che non conosceva nemmeno il paese. Egli ( l'attuale sindaco di San Lazzaro, Bacchiocchi n.d.r) potrà essere valutato bene o male, ma noi, spesso, non ci troviamo d'accordo, soprattutto a causa del "despotismo" con cui amministra la nostra cittadina. La colpa è, forse, del sistema. E oggi il consiglio comunale non conta più niente, quella che conta è la giunta e soprattutto il sindaco : quindi bisogna stare attenti a chi eleggiamo, occorrerebbe prima andare dal notaio. Quanto alle prossime amministrative, non so che dire, aspettiamo l'evolversi delle vicende.

 

Concludendo: cosa significa essere "cittadini attivi" ?

Molto spesso non capisci come mai delle esigenze della collettività non trovino risposte o ne trovino di paradossali presso gli enti predisposti a rispondervi; per gli amministratori dev'essere molto più facile governare dalla propria camera, come giocare col lego. Inoltre molte persone non riescono a capire che qualcuno vuole essere disinteressatamente utile alla collettività. Malgrado tutto ciò, però, va detto che è molto gratificante. Se non lo fosse non faremmo tutti questi sforzi.

Donato Masella
partecipante al laboratorio formativo Professione Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003

 

 


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna