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Cittadini attivi

Alla ribalta: Comitato Contrada delle Torri e delle Acque

Qualche anno fa un uomo entrava nel negozio di via Goito della signora Silvia Ferraro per tentare di rapinare qualche soldo. Quel giorno il negozio era affidato sua madre. Da allora la signora ha deciso di schierarsi in prima persona nella lotta al degrado e, insieme ad altri commercianti della zona, ha costituito il comitato "Contrada delle Torri e delle Acque".
"Ho parlato di quanto mi era successo con la mia amica del negozio affianco e anche lei mi ha detto di aver subito un furto.", spiega la signora Ferraro, e prosegue "Abbiamo poi scoperto che episodi simili avevano coinvolto anche il giornalaio, la fioraia.chi più chi meno tutti avevano avuto dei problemi".
 

Signora Ferraro, che cosa significa per lei lotta al degrado?
É dal '93-'94, se non da prima, che è venuto a mancare il controllo sociale e la stessa socializzazione tipica di Bologna. Insomma, Bologna è famosa in tutto il mondo per essere una città dove c'è convivialità e "manca l'estremismo". Questo perché è una città di media dimensione dove l'immigrazione è integrata e non ci sono mai stati grandi problemi.  Ma è vero anche che aver mantenuto all'interno del centro storico una situazione come quella che sopportiamo oggi ha fatto aumentare in maniera esponenziale la microcriminalità e quindi i problemi, la paura e l'insicurezza.

É sufficiente quindi affrontare il problema del degrado solo in termini di ordine pubblico?
Certo che no. Ci siamo resi conto che così facendo i problemi non si risolvono ma al massimo si spostano da una zona all'altra. 

Che cosa può portare allora la recente ordinanza comunale che vieta il consumo di alcolici, la musica e l'occupazione del suolo di piazza Verdi?
Io tutte le sere, tornando a casa alle otto, mi accorgo che è tutto uguale a prima! Son tutti lì che si fanno.non è cambiato niente.

 É quindi vano secondo lei attendersi dei risultati positivi da questa esperienza?
Il problema è che devi mettere in strada un esercito per controllare queste cose. A parte che dal punto di vista costituzionale dubito che questo genere di provvedimenti sia legittimo perché lede le libertà individuali. Ammettiamo anche di non voler fare i liberali, ma i repressivi: come fare? Tutto fumo negli occhi. Tutto quello che sta succedendo negli ultimi anni a Bologna è fumo negli occhi. Compresa la famosa istituzione del vigile di quartiere. Le persone però hanno bisogno di concretezza: del fumo negli occhi non se ne fa nulla. 

E allora dov'è che si può intervenire?
In realtà i fenomeni di spaccio sono più evidenti laddove non c'è un controllo sociale. Allora il controllo è organizzato dai residenti e dai commercianti. Ma non ci sono più residenti o si sono spostati altrove contribuendo, insieme ad altri motivi, ad allontanare il commercio. Per riportare residenti e commercianti insieme nel centro è quindi necessario riqualificare la zona.  

 La riqualificazione dunque è la strada da percorrere?
Sì, puntando sulla riqualificazione si riescono ad ottenere risultati: si allontanano le persone portatrici di degrado perché non trovino più spazio in mezzo a mamme, bambini e carrozzine. È c'è comunque spazio per tutti perché ci possono benissimo essere anche gli studenti. Il problema è che la città è una cosa armonica, non è divisa per settori! C'è chi dorme, chi vive, chi lavora, chi produce e chi studia! È per quello che abbiamo abbandonato il terreno della pura protesta contro il degrado, che ci accomunava agli altri comitati cittadini.

.con i quali però c'è accordo.
Sì, lavoriamo insieme. I rapporti sono ottimi, quando c'è da combattere una battaglia comune non abbiamo nessun tipo di problema.  Noi però siamo un comitato di commercianti e abbiamo la possibilità, che il cittadino comune non ha, di fare anche qualcosa  di concreto, di mettere in campo nostri fondi. Nel momento in cui noi facciamo un progetto di riqualificazione le spese sono a carico nostro. E poi c'è la legge 41. 

La legge 41?
La Legge Regionale 41 del '97 prevede che le associazioni di commercianti che si uniscono in base a strada, zona o quartiere, possono fare un progetto di riqualificazione urbana, concordarlo con l'amministrazione comunale e chiedere il finanziamento alla regione. Noi abbiamo presentato un progetto nel 2002.

 E il vostro progetto è stato finanziato?
Ogni amministrazione comunale ha moltissimi progetti. Noi ritenevamo che il nostro dovesse avere priorità dal momento che questa zona è da anni abbandonata. Alla fine quello che abbiamo ottenuto  l'abbiamo avuto solo grazie al coinvolgimento di tutte le associazioni di categoria e dei giornali. Certo che se anche da noi funzionasse come in Francia. 

Che cosa intende?
In Francia esiste una legge a livello nazionale secondo la quale il finanziamento per gli interventi di riqualificazione deve essere reperito tassando per l'1% gli utili della grande distribuzione. Così questa  paga pegno perché, se è vero che ha consentito di calmierare i prezzi, ha anche prodotto effetti negativi. Come spiegare altrimenti il successo di Le Pen se non facendo riferimento alla paura e all'insicurezza dei cittadini? 

Ma allora che fare per risolvere il problema senza scivolare nell'intolleranza o nella repressione?
Ad esempio, penso a come ci si dovrebbe muovere nei confronti di via del Pratello e via Zamboni.  Anche se oggi sono una concentrazione di Pub, è vero però che se sopra i pub si trovano delle abitazioni! Contro i McDonald's è stata fatta una legge che impediva di aprire nei centri storici altri di questi fast-food.

Allora pensa che la cosiddetta "ordinanza fast-food" possa essere applicata anche ai locali notturni del centro?
Dico solo che bisogna trovare un equilibrio tra le esigenze della residenza e quelle dei gestori dei locali.  Nei prossimi giorni noi produrremo una sorta di "Decalogo del bravo oste". I disco pub sono  il vero business del momento.ma la musica che diffondono ad alto volume sino a tarda notte impedisce di vivere ai residenti!

 In conclusione, il vostro è un comitato giovane ed è forse un po' presto per azzardare bilanci. Ma siete per caso già riusciti a raggiungere alcuni degli obiettivi che vi eravate prefissati?
Per settembre abbiamo in cantiere una mostra di giovani pittori ospitata nelle vetrine dei nostri negozi. Qualcosa l'abbiamo ottenuta: adesso lo spaccio da qui si è spostato tutto in via Giuseppe Petroni, piazza Aldrovandi e via S. Vitale! Purtroppo è questa la realtà.

E allora.
Allora bisogna cercare la riqualificazione del territorio, la negoziazione, una nuova forma di convivenza dal momento che siamo una piccola città che non ha certo i problemi di Milano o Torino. Non può essere così difficile, specie se si considera la nostra tradizione di socializzazione e di convivialità.    

Andrea Paracchini
partecipante al laboratorio formativo Professione Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003

 

per saperne di più, leggi la scheda del comitato

 

 


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna