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Cittadini attivi  

Comitato via Toscana e dintorni

Un quartiere di 67000 abitanti. 40000 veicoli al giorno, di cui 2000 sono mezzi pesanti. Per non parlare dei ciclomotori. Inquinamento, traffico, sicurezza e altri problemi sono i temi cui ha tentato di dare una soluzione il Comitato via Toscana e Dintorni, il cui presidente, Loriano Genovesi, ci parla dei risultati raggiunti finora e dei prossimi obiettivi.

 

Perché ha deciso di prender parte a questo Comitato?

Ho cercato di portare il mio impegno dalla fabbrica al territorio. Infatti, essendo un ferroviere ora in pensione, ho voluto continuare quello che nell’ambiente lavorativo era stato il mio prodigarsi nel combattere l’inquinamento (l’amianto nello specifico), spostando la mia attenzione verso i problemi che affliggono la zona di via Toscana, il quartiere S.Ruffillo e l’intera città di Bologna. Se nel ’92 è stata varata una legge che impedisce la manipolazione dell’amianto da parte delle persone, è perché si era venuto a creare questo grosso movimento a livello nazionale all’interno delle Ferrovie, di cui io ero uno dei promotori. Adesso ho molto tempo a disposizione e ho intenzione di impiegare questi anni in modo produttivo, cercando di costruire un mondo migliore per i nostri figli. Basando la scelta su disponibilità personale e volontà abbiamo eletto, all’interno del Comitato, persone con compiti specifici e con determinate responsabilità.

Quando e come nasce il Comitato via Toscana e Dintorni?

E’ nato nel marzo 2001 dalla volontà di far emergere le opinioni di quei cittadini che, sensibili alle problematiche ambientali, si erano incontrati in occasione di una discussione a livello di città per quanto riguardava il piano generale del traffico. Si era notata una netta discordanza tra le proposte che uscivano a livello istituzionale in materia e quello che invece esigevano i cittadini. Ci siamo tenuti in contattato anche in seguito a queste assemblee e abbiamo costituito il Comitato, dopo aver steso un programma ed aver raccolto 1300 firme di adesione. Siamo 22 persone desiderose di vivere in una città dove l’aria sia respirabile, dove sia garantita la sicurezza di coloro che si muovono a piedi o in bicicletta, dove sia rispettata l’esigenza di aree verdi.

Esistevano già dei comitati in zona e nel frattempo ne sono nati altri?

Sì, e adesso lavoriamo insieme. Abbiamo individuato problematiche comuni che riteniamo giusto e produttivo combattere assieme. Siamo “contro il nemico invisibile”, l’inquinamento, proprio come il titolo del libro cui ha partecipato anche il Comitato via Toscana e dintorni. Nel primo anno abbiamo combattuto questa battaglia a livello locale, poi ci siamo resi conto che anche se era un problema del nostro quartiere, era legato a quelli della città. C’è stato dunque un ulteriore passo di collegamento coi comitati del centro. C’è la volontà di tutte queste persone di spendere le energie che abbiamo sui temi dell’ecologia perché da ciò dipende il nostro futuro.

Altri cittadini si sono avvicinati al tema dell’inquinamento?

Sì, proprio il nostro sollevare questi problemi ha avvicinato molte persone che vogliono sapere cosa va e cosa non va, che vogliono vivere in un mondo migliore. C’è stato un crescendo continuo di interessamento e impegno cosicché ci poniamo sempre nuovi obiettivi, sempre nuovi traguardi a livello ambientale.

C’è dunque l’impegno per rendere “visibile” questo nemico.

Esatto. Vogliamo che le persone si accorgano anche della presenza di un elevato tasso di inquinamento atmosferico, “invisibile”, ma forse più dannoso di quello acustico e che facciano quindi sentire la loro voce. Generalmente che ciò che fa insorgere i cittadini è soprattutto il rumore. Per tale motivo, su strade come queste dove si superano i 75 decibel, abbiamo richiesto l’uso di un particolare tipo di asfalto, fono-assorbente, drenante, capace di ridurre notevolmente il rumore.

Su quali altri fronti si snoda la vostra battaglia?

L’obiettivo principale è quello di ridurre il traffico. Dal momento che i problemi sono molteplici vogliamo cercare di garantire la sicurezza di ciclisti e pedoni attraverso la creazione di piste ciclabili, di sottopassi illuminati e provvisti di marciapiede, adeguatamente segnalati e in cui la velocità dei veicoli sia limitata. Chiediamo inoltre la messa in sicurezza di quei ponti sul Savena che non offrono a chi vi transita la certezza del loro stato di conservazione a causa di infiltrazioni d’acqua. Necessari su questi ponti anche banchine e marciapiedi. Un altro nostro impegno riguarda il mantenimento di aree verdi come la collina che fa parte del Parco dei Gessi: si vuole salvaguardare la zona da una politica urbanistica a discapito dell’ambiente. Cerchiamo anche di far sì che le origini storiche del territorio siano mantenute, come nel caso della canaletta del 1200 di cui chiedevamo il recupero e che invece è stata cementata.

Come pensate sia possibile ridurre il traffico?Avete proposte specifiche?

Per ridurre il numero di veicoli che transitano sulle strade avremmo pensato alla realizzazione di un servizio ferroviario metropolitano con treni cadenzati sulla linea Bologna-Firenze. Richiediamo inoltre puntualità nel terminare i lavori, non come nel caso di quelli per l’alta velocità che con un ritardo di tre anni, e non ancora ultimati, contribuiscono notevolmente a incrementare l’inquinamento della zona.

C’è quindi il desiderio per Lei e per gli altri membri del Comitato di sentirsi cittadini attivi.

Esatto. Con il nostro impegno vogliamo migliorare la vivibilità di Bologna . Vogliamo vivere la nostra città. Certo che i problemi da affrontare sono tanti, ma non abbiamo intenzione di fermarci.

Sara Nonni
partecipante al laboratorio formativo Professione Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003

per saperne di più, leggi la scheda del comitato

 

 

 


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna