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Comitato via Toscana e dintorni
Perché ha deciso
di prender parte a questo Comitato?
E’ nato nel marzo 2001 dalla volontà
di far emergere le opinioni di quei cittadini che, sensibili alle problematiche
ambientali, si erano incontrati in occasione di una discussione a livello
di città per quanto riguardava il piano generale del traffico.
Si era notata una netta discordanza tra le proposte che uscivano a livello
istituzionale in materia e quello che invece esigevano i cittadini. Ci
siamo tenuti in contattato anche in seguito a queste assemblee e abbiamo
costituito il Comitato, dopo aver steso un programma ed aver raccolto
1300 firme di adesione. Siamo 22 persone desiderose di vivere in una città
dove l’aria sia respirabile, dove sia garantita la sicurezza di
coloro che si muovono a piedi o in bicicletta, dove sia rispettata l’esigenza
di aree verdi. Sì, e adesso lavoriamo insieme. Abbiamo individuato problematiche comuni che riteniamo giusto e produttivo combattere assieme. Siamo “contro il nemico invisibile”, l’inquinamento, proprio come il titolo del libro cui ha partecipato anche il Comitato via Toscana e dintorni. Nel primo anno abbiamo combattuto questa battaglia a livello locale, poi ci siamo resi conto che anche se era un problema del nostro quartiere, era legato a quelli della città. C’è stato dunque un ulteriore passo di collegamento coi comitati del centro. C’è la volontà di tutte queste persone di spendere le energie che abbiamo sui temi dell’ecologia perché da ciò dipende il nostro futuro.
Sì, proprio il nostro sollevare questi problemi ha avvicinato molte persone che vogliono sapere cosa va e cosa non va, che vogliono vivere in un mondo migliore. C’è stato un crescendo continuo di interessamento e impegno cosicché ci poniamo sempre nuovi obiettivi, sempre nuovi traguardi a livello ambientale. C’è dunque l’impegno per rendere “visibile” questo nemico. Esatto. Vogliamo che le persone si accorgano anche della presenza di un elevato tasso di inquinamento atmosferico, “invisibile”, ma forse più dannoso di quello acustico e che facciano quindi sentire la loro voce. Generalmente che ciò che fa insorgere i cittadini è soprattutto il rumore. Per tale motivo, su strade come queste dove si superano i 75 decibel, abbiamo richiesto l’uso di un particolare tipo di asfalto, fono-assorbente, drenante, capace di ridurre notevolmente il rumore. Su quali altri fronti si snoda la vostra battaglia? L’obiettivo principale è quello di ridurre il traffico. Dal momento che i problemi sono molteplici vogliamo cercare di garantire la sicurezza di ciclisti e pedoni attraverso la creazione di piste ciclabili, di sottopassi illuminati e provvisti di marciapiede, adeguatamente segnalati e in cui la velocità dei veicoli sia limitata. Chiediamo inoltre la messa in sicurezza di quei ponti sul Savena che non offrono a chi vi transita la certezza del loro stato di conservazione a causa di infiltrazioni d’acqua. Necessari su questi ponti anche banchine e marciapiedi. Un altro nostro impegno riguarda il mantenimento di aree verdi come la collina che fa parte del Parco dei Gessi: si vuole salvaguardare la zona da una politica urbanistica a discapito dell’ambiente. Cerchiamo anche di far sì che le origini storiche del territorio siano mantenute, come nel caso della canaletta del 1200 di cui chiedevamo il recupero e che invece è stata cementata. Come pensate sia possibile ridurre il traffico?Avete
proposte specifiche? C’è quindi il desiderio per Lei e per gli altri membri del Comitato di sentirsi cittadini attivi. Esatto. Con il nostro impegno vogliamo migliorare
la vivibilità di Bologna . Vogliamo vivere la nostra città.
Certo che i problemi da affrontare sono tanti, ma non abbiamo intenzione
di fermarci. Sara Nonni
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Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica
in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università
di Bologna
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