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Alla ribalta: comitato Non sfrattate Pinocchio

Il comitato "Non sfrattate Pinocchio" salva Sala Borsa dalle privatizzazioni
PINOCCHIO E LE BUGIE: MA QUESTA VOLTA NON E' LUI A MENTIRE
La realizzazione del progetto Sala Borsa ha il sapore amaro della promessa non mantenuta. A spiegarci il perché è l' ingegnere Mario Alvisi portavoce del comitato "Non sfrattate Pinocchio"

SIGNOR ALVISI COME NASCE IL COMITATO "NON SFRATTATE PINOCCHIO"?
Avevo sentito dire che il comune voleva sostituire 150 mq della Sala Borsa dedicati alla biblioteca per ragazzi con una scala mobile. Questo è stato il motivo che ha spinto me e altri cittadini a riunirci in un comitato: volevamo capire meglio come e perché il comune volesse fare questo intervento secondo noi non giustificato.


PERCHE' NON RITENEVATE VALIDO TALE PROGETTO?
Perché dietro tale intervento c'era un progetto più ampio che prevedeva la trasformazione di Sala Borsa in un centro commerciale e questo avrebbe sminuito l'edificio sia da un punto di vista culturale che architettonico. Inoltre volevano abbandonare l'innovativo progetto ideato da Umberto Eco: si sarebbe finito per adibire a negozi quelli che invece dovevano essere spazi in cui i cittadini non solo potevano consultare libri ma anche incontrarsi per confrontare le proprie opinioni.

MA I MOTIVI DELLA VOSTRA PROTESTA SONO MOLTEPLICI
Sì, il progetto della trasformazione di Sala Borsa in un Centro Commerciale è, secondo noi, fallimentare anche per altri motivi. Sala Borsa è un bene architettonico con vincoli strutturali ben precisi: la costruzione di negozi e ristoranti al suo interno ne deturperebbe la struttura autentica. Inoltre per motivi di sicurezza vi può accedere solo una data quantità di visitatori, chiaramente questo limite non sarebbe rispettato se l'edificio diventasse un centro commerciale. La nostra protesta si incentra anche su altro punto: abbiamo scoperto che per il cambio di destinazione d'uso dell'immobile Sala Borsa il comune ha agito senza i dovuti permessi e quindi senza i permessi della Sovrintendenza, dei vigili del fuoco... Sono stati proprio i vigili del fuoco a bloccare la costruzione sia della scala mobile che dell'intero progetto con fini commerciali.

COME MAI?
Hanno ritenuto che il progetto non rispondesse alle norme di sicurezza. Hanno riscontrato scarse uscite di sicurezza e un'alta infiammabilità dell'edificio. Non era quindi possibile introdurre attività commerciali e private (quali ristoranti e bar) che prevedono l'utilizzo di cucine.

QUALI SONO STATE LE RISPOSTE CHE IL COMUNE HA FORNITO AL COMITATO?
All'inizio siamo stati presi per il bavero e addirittura offesi pubblicamente, ma non ci siamo persi d'animo. Purtroppo ci sono state delle promesse non mantenute: quando abbiamo contestato i 150 mq tolti alla biblioteca per ragazzi risposero che avrebbero messo a disposizione altri spazi, cosa che invece non è mai avvenuta!

CON LA CONTROPARTE ISTITUZIONALE I RAPPORTI SONO QUINDI STATI TESI. E CON LA CITTA'? VI SIETE SENTITI AIUTATI E SOSTENUTI?
Sì, un grande sostegno c'è venuto da Roberto Grandi, prorettore all'Università di Bologna, che al tempo in cui venne approvato il progetto iniziale era assessore alla cultura. Abbiamo inoltre avuto consensi dall'intero panorama culturale della città. Anche l'attuale opposizione ci ha sostenuto. Ma sono stati soprattutto i cittadini a mobilitarsi per la Sala Borsa: il nostro comitato ha raccolto più di 9000 firme tra luglio e agosto, un periodo tra l'altro in cui la città non è molto popolata da studenti che invece avrebbero potuto dare un ulteriore apporto alla nostra causa.

LEI CREDE CHE L' APPOGGIO DA PARTE DELL' OPPOSIZIONE ABBIA INFLUITO NEL DIALOGO CON L'AMMINISTRAZIONE E CON LE AUTORITA'? NON SI CORRE UN RISCHIO QUANDO LA POLITICA ENTRA IN QUESTIONI DI TIPO SOCIO-CULTURALI?
La politica entra in ogni genere di questione: ciò che bisognerebbe evitare è la partitocrazia. Io ritengo che la destra governi con un' ottica da piccolo proprietario e amministri i beni pubblici come se fossero beni propri: è poco disponibile al dialogo, lo blocca subito. Ci tengo a precisare che la nostra non è un' azione partitica. Noi difendiamo Sala Borsa per quello che rappresenta per la nostra città contro una decisione che poteva anche provenire dalla sinistra.

OLTRE ALLE SODDISFAZIONI CI SARANNO ANCHE DEI SACRIFICI CHE UNA PERSONA COINVOLTA COME LEI IN UN COMITATO DOVRA' FARE...
Dal punto di vista personale ci sono grossi impegni ma credo sia vero ciò che diceva John Fitzgerald Kennedy e cioè che se ognuno di noi non si occupa di politica scoprirà prima o poi che la politica si occuperà di lui. Se uno vuole ottenere qualcosa bisogna che si dia da fare in prima persona. Tramite il comitato ci battiamo non per interessi personali ma collettivi, ci muoviamo per il bene dei cittadini e per il bene del territorio che amiamo.

IL COMITATO E' DUNQUE UN VALIDO STRUMENTO PER FAR SENTIRE LA PROPIA VOCE?
Sì, nei comitati ognuno può dare il proprio contributo e partecipare in modo attivo. Io faccio parte di più comitati e posso garantire che all'interno dello stesso comitato possono esserci persone di svariati colori politici che si danno da fare perché credono nell'obiettivo che il comitato si prefigge.

Ilaria Saudella
partecipante al laboratorio formativo Professione Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003

per saperne di più, leggi la scheda del comitato

 


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna