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SCHEDA NOME:
Gli Orti di Orfeo La costituzione del Comitato Il
Comitato "Gli Orti di Orfeo" nasce nell'aprile del 2002 ed è costituito
da un gruppo di cittadini bolognesi residenti nella case che si affacciano
nell'area verde compresa nel quadrilatero via della Braina, via Dè Coltelli,
via Orfeo e via Rialto, che hanno a cuore la tutela e la conservazione
di questo spazio verde e si oppongono alla costruzione, proprio lì, di
un parcheggio sotterraneo, considerandolo una speculazione privata arrogante,
inutile e dannosa. La composizione del Comitato riflette la composizione
sociale del quartiere: ne fanno parte piccoli proprietari e inquilini,
generali in pensione e studenti, avvocatesse e impiegati, casalinghe e
insegnanti, mamme e nonni. Gli obiettivi Opporsi
alla costruzione di un parcheggio sotterraneo nell'area sottostante gli
Orti (quadrilatero formato da via della Braina, via Dè Coltelli, via Orfeo
e via Rialto). Scopo da raggiungere per mezzo di varie attività Le attività Ø Raccolta firme Ø La stampa in 4000 copie di una cartolina indirizzata al sindaco Ø Una festa di strada organizzata nel giugno 2002 Ø Realizzazione di magliette con il logo del comitato e una frase famosa Ø Un pranzo sotto i portici in occasione della giornata europea senz'auto Ø Un calendario dell'anno 2003 dedicato agli Orti Ø La stampa di un foglio informativo che da voce ai membri del Comitato
Altre informazioni L'area degli Orti è stata definita "un documento vivente di primaria importanza in quanto eccezione al sistema seriale degli orti di lottizzazione storica" (cfr. "La storia verde di Bologna",1990 ) e costituisce l'ultimo esempio superstite e ancora intatto di orto storico ex conventuale nel centro di Bologna. Con
i suoi alberi da frutto, con la vecchia peschiera, con il pozzo costituisce
un luogo di grande fascino e insieme un polmone di verde per la città.
L'area è tutelata dal Piano Regolatore Generale 1985 (art.66 e 67), ma
ciò nonostante è ora minacciata dalla completa distruzione con effetti collaterali quali: - Alterazione irreversibile della struttura morfologica e idrologica dovuta allo scavo e asporto di migliaia di metri cubi di terreno per una profondità di almeno 10/12 metri; - Danni immediati agli edifici circostanti ( per la maggior parte vecchie costruzioni alcune delle quali prive o quasi delle fondamenta) per i lavori di cantiere e danni differiti per le pressioni laterali esercitate dal peso dell'enorme invaso di cemento; fenomeno che, per inciso, si sta già verificando in alcuni edifici di piazza VIII Agosto; - Danni irreversibili al sistema idrologico del sottosuolo nel quale si trovano antichi pozzi, cisterne private e derivazioni minori dell'Aposa, con il prevedibile abbassamento della falda ed il suo inquinamento; - Danni al sistema naturale di smaltimento delle acque piovane che, impedite nel loro deflusso, filtreranno in scantinati e seminterrati; - Completo rivoluzionamento del microclima dell'area, che verrebbe compromesso dalla presenza sotterranea di un grande complesso vuoto sul quale (e non dappertutto) rimarrebbero 20/30 centimetri di terra riportata; - Inquinamento dell'aria dovuto alle griglie ed alle prese d'aria del sotterraneo attraverso le quali passeranno i gas di scarico, i vapori e le polveri di decine di auto in continuo movimento; - Danni alle vie del quadrilatero citato, strette e disagevoli, derivanti dal traffico di automezzi pesanti e disagi al traffico pubblico e privato di tutto il circondario. Il
Comitato "Gli Orti di Orfeo", che al momento della sua costituzione raccoglieva
770 firme, ora ne conta più di 3500. Le adesioni esterne non si sono fatte attendere. Tra le più significative quella di Italia Nostra (Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione) che definisce la proposta "un salto indietro di oltre quarant'anni nelle politiche urbanistiche per il centro storico di Bologna". Un'altra adesione importante e preventiva era venuta dalla Conferenza dei servizi chiamata a valutare in prima battuta la richiesta dell'ente proprietario. Nel verbale redatto il 29 giugno 2001 i tecnici (del Comune, della ASL e della Soprintendenza) rilevano "forti elementi di criticità in quanto la corte [.] costituisce un'irriproducibile area verde avente sia caratteristiche di storicità, sia rilevante impatto sulla qualità del tessuto urbano circostante". Secondo il Comitato e il buon senso ci sarebbero tutti i requisiti per bloccare sul nascere qualsiasi velleità costruttoria, ma per il Comune e per la Soprintendenza ai beni architettonici e al paesaggio dell'Emilia non è così: nessuno vuole dire "no" e tutti si trincerano dietro l'attesa messianica del progetto di fattibilità. Passano i mesi e il progetto non si vede. L'unica
novità rilevante viene dalla Soprintendenza ai beni architettonici e al
paesaggio dell'Emilia che, nell'autunno 2002 su richiesta motivata di
Italia Nostra e del Comitato, vincola l'ex convento e gli Orti ai sensi
del Testo unico sui beni culturali. E' una decisione importante, una garanzia
necessaria che però non mette gli orti al riparo da manomissioni. Arriviamo dunque all'oggi. Il Comitato continua a svolgere la sua
funzione di presidio attivo. Ma la battaglia degli "Orti di Orfeo" richiede
la partecipazione di tutti, soprattutto per uscire dalla dimensione dell'opposizione
ed elaborare un progetto alternativo: una volta sancito che la proposta
di un parcheggio sotterraneo è errata, come restituire gli orti ad un
uso collettivo in un modo rispettoso per gli orti stessi, per i cittadini
e per la proprietà? Proprio l'apertura del problema a tutti i cittadini
e il dialogo tra di loro può essere il mezzo per capire e attuare. Degno di nota è proprio lo spirito dei membri
del Comitato che riescono ad unire la una giusta causa con uno spirito
di festa aperto a tutti, come dimostra anche solo l'idea dell'inaugurazione
fatta con una festa di strada. Punto di ritrovo del Comitato è la sala biliardo del bar Mike e Max (all'angolo tra via de'
Coltelli e via Orfeo), da anni cuore pulsante e presidio alternativo dell'isolato.
Le riunioni aperte a tutti si tengono di regola il mercoledì dalle 18
in poi. Queste iniziative in strada sono molto importanti per il Comitato perché permette loro di radicarsi sul loro territorio, di incontrarsi con tutti gli abitanti del quartiere e curiosi e interessati in genere e come già si sa, l'incontro tra persone crea sempre qualcosa di nuovo. Vite e interessi diversi si uniscono e si ritrovano anche solo per una festa e poi da lì può partire di tutto. Senza dubbio l'uscire dalla propria casa permette di "acquistare consapevolezza" dei propri vicini e quindi delle risorse ed esigenze delle persone. Da questo punto, con un po' di voglia ed entusiasmo, si possono creare le iniziative più divertenti, impegnate o desiderate. Ai membri del Comitato le feste
sono servite tanto per rendersi conto delle potenzialità del quartiere.
Hanno scoperto musicisti, artisti, poeti, grafici. Davvero una miniera
d'oro che non lasceranno rinchiusa dietro una porta, ma che uscita allo
scoperto anche solo per una volta, ora è pronta per mettersi all'opera.
Nei progetti di queste persone c'è la creazione di un'associazione culturale
che possa offrire un'alternativa alle proposte del comune. Noi aspettiamo
con ansia.
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Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica
in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università
di Bologna
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