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REPUBBLICA 05/03/2002
I FUORI SEDE
Studenti, migliora il rapporto per l'80%
sono una risorsa
Col modificarsi della città, si modifica anche la percezione che
i bolognesi hanno degli studenti fuori sede. Questi ultimi sono sempre
meno visti come una perturbazione e sempre più, al contrario, catalogati
sotto la voce "fonte di reddito". Il peso degli 80 mila frequentatori
delle aule dell'ateneo non è mai stato considerato negativamente
dai bolognesi al punto che nel '99 il 74% degli intervistati dai sondaggi
dichiarava che gli studenti portavano in città ricchezza e cultura
oltre alla vivacità di una popolazione giovane. Il 26%, tuttavia,
dichiarava che la presenza degli universitari era un fattore di congestione
ed affollamento dei servizi: in definitiva, un grave disagio per i bolognesi.
Opinione che non si è molto modificata nel 2000 salvo un punto
percentuale a favore degli studenti risorsa per la città (75%)
contro un 25% che ancora li riteneva una palla al piede per chi deve muoversi
tra uffici, ambulatori e nel traffico cittadino. Nel 2001, la tendenza
a una visione positiva dello studente è proseguita con maggiore
velocità. Chi li ritiene una risorsa anche culturale è il
79%, la stragrande maggioranza dei bolognesi. Solo il 15% è rimasto
fermo nel definirli un ostacolo per i residenti, mentre spunta un 6% di
indecisi che non sanno catalogare gli 80 mila dell'ateneo. Fra questi,
a giudizio dei ricercatori, la maggioranza è costituita da persone
che, solo alcuni anni, stigmatizzava la presenza degli studenti come un
danno. Con il progressivo orientamento del baricentro dell'economia bolognese
verso i servizi a scapito di altre attività, il grande giacimento
di ricchezza rappresentato dai giovani aspiranti alla laurea è
sempre più visto come un cespite di reddito per una città
che fa dell'immobile un punto di forza. (v.v.)
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