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la REPUBBLICA 05/03/2002

EXTRACOMUNITARI
Con il passare degli anni l'immigrato fa meno paura

Sempre più elementi indispensabili per far marciare l'economia bolognese e sempre meno fonte di criminalità. La ricerca ha toccato anche il capitolo extracomunitari e, in un mercato del lavoro che sempre più chiede manodopera, il lavoratore straniero è percepito in modo progressivamente meno ostile. Anche in questo caso si parte dalla situazione del '99 quando il 65% dei bolognesi pensava che gli extracomunitari fossero una fonte di criminalità dando ad essi un giudizio molto severo. Tre anni fa, solo il 22% li considerava una risorsa produttiva indispensabile per far marciare l'economia di casa nostra. E solo il 13% riteneva che gli stranieri fossero un elemento apportatore di vivacità culturale in città. La situazione si è molto modificata nel 2000, anno in cui è aumentata la quota dei bolognesi ostili agli extracomunitari in quanto apportatori di criminalità (66%). In contrazione anche la percentuale di cittadini che vedeva un elemento di vivacità culturale la presenza di stranieri (dal 13% al 10%). Si era, invece, ampliata di due punti percentuali la quota di coloro che pensavano all'immigrazione come ad una risorsa per il sistema produttivo. L'anno scorso, i bolognesi che accusavano gli extracomunitari di portare malavita sono scesi per la prima volto sotto la metà degli intervistati (48%). Il 39% ha visto in questi lavoratori l'ingranaggio indispensabile per far girare le nostre fabbriche in un clima dove la piena occupazione aveva spazzato via l'elemento concorrenziale con la manodopera locale. La percentuale di bolognesi che ha visto vivacità culturale nella presenza degli immigrati è risalita al 13%. (v.v.)