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la REPUBBLICA 16/12/2000

E dal profilo emergono cinque categorie di bolognesi, alcune in pace altre in ansia: voi a quale pensate di appartenere? I soddisfatti prevalgono, ma di poco, sugli scontenti nell'inchiesta di 'Professione cittadino'
In cerca della felicittà
È il lavoro a guastare la serenità dei bolognesi A star meglio è chi ha una carriera davanti e chi è ormai arrivato Quarantenni in ansia Ma l'infelicità più preoccupante è quella muta e nascosta dei pensionati soli Sicura o pericolosa, moderna o arretrata? La città cambia se la tua vita cambia Oltre 400 cittadini raccontano se stessi sul lettino dello psicanalista

Si è felici quando si ha un buon futuro davanti, o anche dietro. Si sta male quando il futuro non arriva, o è già arrivato e non ce ne siamo accorti. Ma una cosa soprattutto non ci fa dormire: il lavoro. Se manca, se non ci piace, se ne aspettiamo uno migliore. Oppure ci illumina le giornate, se ci piace, se ci ha lasciato una vita da pensionati ricca di relazioni. Tutto il resto, la città, il traffico, gli altri, sono variabili relative. Accade a Bologna. Forse accade ovunque. La felicità obbligatoria è una chimera inseguita dai grandi filantropi ma anche dai grandi dittatori, con esiti deludenti per i primi e terrificanti per i secondi. Misurare la quantità e la distribuzione della felicità in una città può sembrare altrettanto vano. Ci hanno provato, per Repubblica Bologna, i ricercatori di Professione cittadino, nell'indagine di cui oggi presentiamo i risultati, mettendo a sedere idealmente sul lettino dello psicologo 417 cittadini bolognesi, che tra luglio e agosto scorsi hanno accettato con simpatia (e li ringraziamo per questo) di rispondere a domande insolite e forse indiscrete sulla propria fiducia nella vita. È un angolo nuovo e diverso sotto cui spiare, in realtà, un modo di vivere la città. E ha permesso di scoprire che c'è una relazione diretta fra il grado di contentezza per la propria condizione individuale e i sentimenti più o meno fiduciosi e amichevoli nei confronti dell'ambiente in cui si vive, degli altri cittadini, dello scenario delle nostre giornate. Non c'è una sola Bologna, insomma. Altrimenti dovremmo dedurne che questa è una città sicura e insicura, grande e piccola, provinciale e moderna. "Da che punto guardi il mondo tutto dipende…": i ricercatori (l'équipe guidata dai docenti universitari Furio Camillo, Chiara Berti, Alberto Cazzola, con la collaborazione di Silvia Bonori, Barbara Calvo, Silvia Mucci, Angela Rinaldi e di Agorà Consulting) hanno scoperto almeno cinque punti da cui si può guardare Bologna. Cinque categorie a cavallo fra il sociale e l'umorale, che trovate descritte nel dettaglio in questa pagina. Nel complesso, i soddisfatti prevalgono di misura sugli insoddisfatti. Ma nessuno dei due fronti è compatto. Sembra comunque che per godersi la città si debba essere liberi dall'ossessione del lavoro, della carriera, della rincorsa ai propri obiettivi. Idealmente stretti da un felice abbraccio troviamo così gli studenti fuori sede, fuori corso e forse anche un po' fuori di testa, i manager arrivati al capolinea della carriera, le casalinghe giovani, piene di vita e niente affatto disposte a rimanere tutto il giorno ai fornelli. Dall'altra parte, invece, si piangono reciprocamente sulle spalle i non più tanto giovani insoddisfatti del proprio lavoro, frustrati, sovrasfruttati e sotto pagati, e i pensionati silenziosi, costretti in casa dall'assedio di paure reali o esagerate dall'età, comunque ben attenti a non muovere una foglia perché ogni cambiamento potrebbe essere in peggio. In mezzo, una categoria tutto sommato non infelice, ma neppure soddisfatta: gli speranzosi, irrequieti ragazzi certi che il futuro manterrà promesse sostanziose. Le classi sociali dei marxisti rigorosi non combaciano con questa classificazione, per un quarto scherzosa e tre quarti seria. Si può essere figli di operai spensieratamente parcheggiati all'università, operai trentenni in attesa di mettersi in proprio, operai quarantenni frustrati dal non esserci riusciti, capisquadra cinquantenni soddisfatti della carriera, operai pensionati chiusi in un miniappartamento assediato dalla notte. I politici che inseguono "target" invecchiati, gli amministratori che parlano "ai cittadini" forse potrebbero introdurre nei loro conti la variabile "dipende da che punto…".

Nel grafico, la distribuzione percentuale delle cinque categorie di bolognesi, secondo il loro grado di soddisfazione nella vita. L'indagine "I bolognesi e la felicità" è stata realizzata attraverso 417 interviste telefoniche nel luglio agosto del 2000 dall'équipe di "Professione cittadino" per conto di Repubblica Bologna. Dal punto di vista scientifico l'indagine presenta un errore statistico di più o meno 2,5% per frequenze complessive, con un grado di fiducia del 95%. Ulteriori informazioni e dati più completi possono essere trovati al sito Internet www.professionecittadino.it.
MICHELE SMARGIASSI