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la REPUBBLICA 25/05/2001

I risultati di un sondaggio di 'Professione cittadino' tra i clienti degli IperCoop
Volontari, per piacere
Bolognesi disponibili ad impegnarsi, ma non su tutto I problemi più segnalati sono salute, sicurezza e traffico: ma proprio su questi c'è meno voglia di offrire il proprio contributo personale Sport, cultura e tempo libero attirano invece la voglia di fare All'ultimo posto l'offerta di aiuto per l'accoglienza agli stranieri

Volontari? Volentieri. In grande maggioranza, bolognesi s'impegnano a impegnarsi. Gratuitamente, per il bene della città. Ma solo se l' impegno è piacevole e gratificante: svago, cultura, tempo libero, sport. Su altre e forse più urgenti necessità sociali, l'assistenza ai più deboli, la salute, la sicurezza, prevale ancora la delega alle istituzioni: "ci pensi il Comune". È il tono generale dell'ultima indagine di Professione cittadino, associazione impegnata per il miglioramento della convivenza civile a Bologna; ma la regola ha per fortuna molte eccezioni. Tra le 1016 persone che hanno accettato (nei giorni 2224 febbraio scorsi) di rispondere a un semplice questionario distribuito davanti alle casse di alcuni IperCoop della città, molti non solo vorrebbero impegnarsi per gli altri, ma l'hanno già fatto. E questo, l' avere o no avuto già esperienze di volontariato sociale, è la vera linea di confine che distingue i bolognesi "partecipativi" da quelli "deleganti", al di là dell'apparente concordanza di idee sui problemi che più meritano di essere affrontati. Sulla gerarchia delle necessità, in effetti, il giudizio è quasi unanime, tant'è vero che è perfino difficile tracciare una classifica fra le preferenze degli intervistati, ai quali era richiesto di dare un voto scolastico a dieci argomenti di possibile impegno personale. Il risultato (vedi grafico) vede al primo posto la salute e la prevenzione, all'ultimo l'accoglienza agli immigrati, ma tutti nell'arco di un'ampia sufficienza (dal 7 al 9 e mezzo). Di più: la stragrande, plebiscitaria maggioranza dei compilatori del questionario (98%) ha annunciato di essere pronta ad impegnarsi in qualche modo per "migliorare la qualità della vita pubblica e sociale". Ma in quale modo? "Nell'ambito per cui sono più sensibile", ha risposto l'80%. Sì, ma quale? Di fronte a questa domanda i bolognesi si dividono. E si scopre che chi segnala come problemi urgenti da affrontare quelli che riguardano la sicurezza e la salute (40%) o la città (traffico, degrado: 24%) in realtà non sono disposti a spenderci del loro tempo, ma semplicemente chiedono più attenzione da par te dell'autorità competente. Più attenti ai problemi della salute gli anziani, i pensionati e le casalinghe, a quelli del traffico e del degrado i giovani professionisti. Accomunati tutti dal non aver mai fatto parte di gruppi o associazioni di volontariato. Viceversa, chi è già stato volontario in passato continuerebbe volentieri, e si dedicherebbe anche a impegni più altruisti: come l'assistenza all'immigrazione (18%), tema indicato soprattutto da professionisti, insegnanti, laureati, con una decisa prevalenza di donne. Un'altra, analoga quota (18%) si dedicherebbe all'organizzazione del loisir: tempo libero, sport, cultura; e sono, ovviamente, gli studenti, ma anche i pensionati, insomma i cittadini che di tempo libero proprio ne hanno parecchio e vogliono condividerlo. Propensione all'impegno alta, ma tematicamente limitata. Città generosa del suo tempo, ma non del tutto altruista. L' indagine svolta nei centri commerciali Coop, quindi in un luogo dedicato al consumo, ovviamente non ha pretese scientifiche, avendo raccolto fra l'altro solo risposte volontarie. Ma un po' delle contraddizioni di Bologna, volonterosa e pigra, generosa ed egoista insieme, vengono a galla con trasparente sincerità.
MICHELE SMARGIASSI