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COMITATO
FASCIA BOSCATA
Abbiamo incontrato Piero
Vannucci, uno dei fondatori del comitato Fascia Boscata, nato nel 2002
per rivendicare la creazione di un parco pubblico nel quartiere S.Donato,
a difesa del diritto fondamentale e prioritario alla salute sancito dall’art.32
della Costituzione.
Come e perchè è nata la vostra associazione? Qual è
il problema che vi proponete di risolvere?
La nostra associazione è nata per iniziativa spontanea di nove
cittadini per rivendicare la creazione del Parco Pubblico S. Donnino nell’area
compresa fra via S. Donato, Viale Europa, l’asse ferroviario e la
tangenziale in S. Donnino. In particolare si contesta il fatto che sia
stata disattesa la realizzazione di un’area verde attrezzata prevista
nel P.R.G. del 1991 di tutela ambientale. Il progetto aveva appunto lo
scopo di attenuare gli effetti nocivi alla salute quali inquinamento atmosferico
e acustico prodotti dall’azione congiunta della tangenziale, della
ferrovia e del caotico traffico della via S. Donato, del distretto fieristico,
della recente costruzione Multisala Medusa; traffico che negli ultimi
anni si è incrementato in misura esponenziale rendendosi responsabile
di disturbi all’apparato respiratorio, stress, disturbi dell’udito
e del sonno specie nella stagione estiva quando si rende necessario tenere
aperte le finestre.
Circolano da anni voci insistenti che i proprietari dei terreni vogliano
chiedere e ottenere una variazione urbanistica che consenta di edificare
e/o di realizzare parcheggi nall’area verde. Dunque sta cercando
per ora di mantenere almeno lo status quo con divieto di diverso utilizzo
dell’area. Il nostro comitato vuole dunque dare voce forte ai cittadini,
essere un riferimento al problema ed essere interlocutore autorevole presso
l’Amministrazione comunale.
Nello specifico, cosa proponete con il vostro progetto?
Intendiamo proporci come gestori del parco pubblico S.Donnino per farlo
diventare uno spazio ricreativo per tutti, aperto anche ad iniziative
di tipo socio-culturale. Ad esempio sarebbe interessante organizzare una
mini maratona per bambini, una bandiga di primavera e una di fine estate,
la festa dell’albero (piantare un albero ogni volta che nasce un
bambino). Sappiamo che per i mezzi che abbiamo è un progetto ambizioso,
ma riteniamo responsabilmente doveroso impegnarci per realizzarlo.
Qual è la situazione attuale?E quali sono i progetti particolari
che porterete avanti prossimamente?
Ora siamo in una situazione di stallo, ma è già un grande
risultato essere riusciti a tener testa ai proprietari dello spazio verde.
Adesso stiamo preparando un’ assemblea pubblica per giovedì
14 aprile prossimo, nel corso del quale riferiremo sulla situazione e
chiederemo agli Assessori competenti di informarci sui possibili sviluppi
a breve e medio termine.
Può elencarmi alcune delle principali azioni effettuate dal comitato?
A marzo 2003 il comitato riesce ad ottenere l’appoggio del Consiglio
di Quartiere e quella di 786 cittadini attraverso una raccolta di firme
e riesce a far parlare della sua iniziativa da Il Resto del Carlino, Il
Domani, S. Donato Informa, Emilianet, Bologna & Bologna, Ciao Radio.
Successivamente ottiene incontri con esponenti di La Tua Bologna, DS,
Margherita, Rifondazione Comunista.
Assieme a Legambiente organizza La festa “Cento strade per giocare”
a cui è invitata la cittadinanza, ne parlerà anche il TGR
con un servizio sull’iniziativa; a maggio il comitato è in
Piazza Nettuno con Legambiente con l’Albero della Speranza ed uno
striscione, molti cittadini sottoscrivono la rivendicazione del Comitato.
Accolgono una biciclettata ecologica di WWf e Legambiente nell’area
del futuro parco.
A chi vi rivolgete e quali strumenti utilizzate per farvi conoscere e
per far sì che i cittadini siano coinvolti? Trova positivo
che i cittadini partecipino attivamente per il bene della collettività?
Il comitato è aperto alla partecipazione di tutte quelle persone
che ne condividono gli scopi, senza distinzione di sesso, età,
ceto, convinzioni religiose e politiche. La nostra azione ha fatto e fa
uso di comunicati stampa per giornali, radio e TV locali, volantinaggio,
passaparola, cartellonistica, assemblee pubbliche a cui invita gli abitanti
della zona, il presidente del quartiere, i rappresentanti di forze politiche,
associazioni e circoli, petizioni.
In che modo vive la partecipazione?
La partecipazione va vissuta come un impegno, come possibilità
di esercitare il diritto di ognuno alla democrazia.
Miriam Pelusi
maggio2005
Per
saperne di più, leggi la scheda del comitato
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