aprile
2004
"Portare un fiore a Monte Sole sarà il conforto dell'essere
insieme pur nel dolore del ricordo e per noi che abbiamo, per alcuni
osando, unito tutte le vittime, di tutte le barbarie avvolgendo la loro
memoria in una bandiera di pace, la presenza di bambini e ragazzi sarà
un segno di speranza".
Con queste parole Paola Parenti, ideatrice
e promotrice del sito di giornalismo civico professionecitadino.it,
ha sintetizzato l'obiettivo della giornata del 25 aprile, pensata per
non lasciare cadere l'occasione di una riflessione articolata sui problemi
della memoria in connessione alla nostra esperienza quotidiana. Un occasione
guidata da artisti e personaggi che sul problema della memoria hanno
da tempo imbastito una riflessione.
Una giornata piena di spunti di cui
fare, appunto, memoria.

|
|

LA CITTADINANZA DELLA MEMORIA
il commento di Paola Parenti
Letta la lettera di Mattia Fontanella su la Repubblica',
spiega Paola Parenti, 'pensai subito che 'un libro contro l'odio e contro
le barbarie' non dovesse rimanere il gesto individuale di un singolo.
Ero sicura che, come me, tanti bolognesi si erano sentiti in sintonia
con lui. Mi sembrava davvero una sfida appassionante, anche alla luce
delle analisi svolte da Professionecittadino sul legame affettivo tra
Bologna e i suoi cittadini, riuscire a coniugare l'impegno civico in senso
stretto con una grande dimostrazione d'amore per la città.'
Impegno civico e amore per la città, quale filo conduttore?
Il libro, il libro da depositare al termine della manifestazione del 2
agosto sulla lapide. Un gesto concreto per dare forma e sostanza ai sentimenti.
Un modo per partecipare con profonda intensità emotiva alla commemorazione
della strage e per aggiungere una motivazione anche individuale alla presenza
in piazza.
Concretamente come hai appoggiato l'idea lanciata da Mattia Fontanella?
Gli ho telefonato e ho contattato i partner d'informazione che collaborano
con Professionecittadino, primo fra tutti la Repubblica, che già
aveva pubblicato la sua lettera. Ho verificato la possibilità da
parte del giornale di sostenere un'eventuale mobilitazione ad ampio raggio.
E mobilitazione fu.
Sì, all'indomani del 2 agosto vi è stato un crescendo d'intensità
di sentimento. Tante telefonate, tanto calore da parte di amici e conoscenti.
Qualcuno cominciò anche a spedirci dei libri. L'iniziativa 'un
libro contro l'odio e contro le barbarie' stava decollano, benché
lanciata solo qualche giorno prima, segno che era in profonda sintonia
con gli umori della città.
Paola Parenti non si era dunque sbagliata. E il merito
del successo dell'iniziativa, coronata con la formazione di un comitato
d'onore permanente, va a lei, oltre che naturalmente a Mattia Fontanella.
'Ma', fa sapere, 'per portare avanti altre iniziative, come quella realizzata
lo scorso dicembre e chiamata 'I natali della memoria', ci è indispensabile
l'aiuto di tanti bolognesi.'
Chi fosse interessato a collaborare col comitato della memoria, che già
sta mettendo in cantiere la prossima iniziativa del 2 agosto, può
contattare Paola Parenti
paolaparenti@professionecittadino.it
|
|

IL DOVERE DI RICORDARE
la parola a Mattia Fontanella
Perché hai
lanciato l'idea di portare un libro sulla lapide della stazione?
Tutto è nato da un'esigenza personale: alla manifestazione del
2 agosto volevo esserci, ma esserci a modo mio. Per me partecipare in
modo profondo alla commemorazione voleva dire deporre sulla lapide un
libro, perché un libro è la sintesi di noi stessi. Scegliere
un volume dalla mia biblioteca e portarlo sul luogo della strage mi sembrava
un gesto di profonda partecipazione emotiva.
Un gesto personale che tanti cittadini hanno condiviso. Come mai?
Ho messo su carta questo mio desiderio di essere presente con il cuore
al 2 agosto e l'ho spedito a la Repubblica. Quella lettera, pubblicata
sul quotidiano, ha avuto un riscontro inaspettato. Tanti amici, che condividevano
la mia profonda inquietudine e la mia voglia di manifestare in modo profondo,
mi hanno contattato, desiderosi di deporre come me un libro sulla lapide.
La tua idea stava dunque contagiando altri bolognesi.
Bolognesi intellettuali, bolognesi politici, ma soprattutto bolognesi
comuni. Il 2 agosto furono più di 2.000 i libri raccolti. Nella
sala d'attesa della stazione dove 22 anni fa la bomba fece un cratere
c'erano con me altri membri del comitato ad accogliere chi portava il
proprio libro.
Il Comitato nacque quindi proprio in quell'occasione?
Sì, all'indomani del 2 agosto, con la partecipazione delle associazioni
che riuniscono chi ha vissuto sulla propria pelle gli eventi luttuosi
della storia recente di Bologna. Loro li ricordano perché li hanno
incisi come un marchio indelebile. Ma tutti noi abbiamo il dovere di ricordare
e le nuove generazioni soprattutto. Mentre raccoglievamo i libri, due
ragazzi di 15 e 16 anni, di passaggio a Bologna, mi hanno chiesto: ma
perché fate questa manifestazione? Che cos'è successo il
due agosto?
Tu parli del dovere di ricordare, ma come? in che modo?
Il ricordo va riattualizzato, senza retorica, ma coinvolgendo le persone
nel profondo, a livello emotivo, come credo siamo riusciti a fare con
la raccolta dei libri in occasione della manifestazione del due agosto.
|