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BOLOGNA
COME ESPERIENZA DI VITA
Cosa vuol dire essere cittadini? Cosa implica e quali sono le caratteristiche
necessarie che fanno sentire ognuno di noi parte integrante di una comunità
o di una determinata città? E soprattutto come si vive la cittadinanza
in una realtà diversa da quella di origine? A parlarci della sua esperienza
di cittadina "fuori sede" è Maria, 23 anni, proveniente dal paese di Acquaviva.
Maria quando sei arrivata a Bologna e perché?
Sono arrivata a Bologna nel '99 per motivi di studio, avevo deciso di
frequentare l'università lontano da casa per fare un'esperienza diversa.
In realtà ho scelto prima la città e poi l'università che volevo frequentare.
Mio padre da giovane era stato a Bologna e me ne aveva parlato sempre
bene, quindi mi incuriosiva vedere in prima persona come si vivesse qui
e come fosse veramente questa città per cui decisi di partire.
Hai incontrato delle difficoltà al tuo arrivo?
All'inizio sì, ho dovuto cercare casa e non è stato semplice. Nei
primi mesi ho viaggiato, ero ospite a casa di parenti in un paesino vicino
Bologna ma è stata dura, passavo le giornate tra una lezione ed un appartamento
da vedere, non mi fermavo mai, ho camminato veramente tanto in quel periodo.
Inoltre nei primi tempi mi sono sentita piuttosto sola, anche perché dovendo
cercare casa non avevo tempo di intrattenere rapporti di amicizia con
nessuno. Direi che le difficoltà maggiori le ho incontrate per trovare
casa e durante la mia prima esperienza di convivenza con altre studentesse.
Vivevo con ragazze più grandi di me che già lavoravano, quindi avevamo
ritmi diversi dal mio e la loro attenzione era proiettata sul lavoro,
sul tempo libero. Trovavo difficoltà a vivere con loro. Per poter studiare
stavo fuori casa tutto il giorno, uscivo la mattina e tornavo la sera,
rimanevo all'università fino a che non chiudeva, oppure frequentavo le
aule studio. Ricordo quell'anno come molto duro. Non ero affatto serena:
cercavo di tornare a casa appena finivano i corsi, o andavo a trovare
mia sorella che studia a Milano. In quel periodo frequentavo molto delle
ragazze del mio paese, spesso andavo da loro, era un modo per sentire
meno nostalgia di casa. Poi sono riuscita a trovare un altro appartamento.
E come è andata?
Nella seconda casa le cose sono andate decisamente meglio. Vivevo con
altre studentesse, e riuscivo a studiare e concentrarmi senza dovere essere
costretta ad uscire da casa. In quell'anno ho dato veramente tanti esami,
ho conosciuto molta gente, amici di facoltà, e mi sono sentita realizzata.
Sempre quell'anno ho conosciuto il mio ragazzo, che è di Bologna, e da
quel momento ho vissuto la città diversamente.
Come ti ha accolto la città e come sono stati i rapporti con i Bolognesi?
La città mi ha accolta bene, anche se nei primi mesi ero un po' scoraggiata,
non vivevo serena in appartamento e cercavo di tornare a casa appena potevo.
Le persone di Bologna mi sono sempre sembrate cordiali. I primi rapporti
li ho avuti alle fermate degli autobus con le persone più anziane, quando
chiedevo informazioni sulla direzione da prendere, erano e sono sempre
molto gentili.
Parla del tuo rapporto con la città.
Bologna mi piace, sicuramente è ben organizzata, offre numerosi servizi.
All'inizio ho dovuto imparare a fare i conti con i biglietti dell'autobus,
gli abbonamenti, le cartine geografiche, per capire dove ero e dove dovevo
andare. Vengo da un paese di circa30mila abitanti, ma ci conosciamo tutti
quindi se cammino per strada mi fermo spesso per parlare con qualcuno.
La città da l'impressione di vivere in un'altra dimensione. Non ho avuto
l'occasione di verificare l'efficienza di alcuni servizi come quello sanitario,
ma l'università mi è parsa ben strutturata. Non ho incontrato particolari
difficoltà per gli aspetti amministrative, i servizi funzionano bene.
Il mio rapporto con la città è cambiato quando ho conosciuto il mio ragazzo,
che è di Bologna, e con lui ho cominciato a vivere la città guardandola
da una prospettiva differente. Sono entrata nella vita della città in
tutto e per tutto.
In che modo?
Innanzitutto ho visto da vicino cose di cui avevo solo sentito parlare,
come ad esempio i colli, ho conosciuto gente del luogo e ho iniziato a
frequentare locali per "bolognesi", ho avuto modo di vedere posti che
non erano raggiungibili dalle linee urbane. Ho iniziato poi ad interessarmi
alla cronaca locale, alle iniziative comunali, mi sono avvicinata di più
a Bologna dal punto di vista civico.
Come è stato confrontarsi con una cultura diversa dalla propria?
E' stato molto interessante, ho scoperto cose diverse, sono riuscita ad
entrare in sintonia con un'altra realtà. Ora capisco un po' di dialetto
locale, sento la città più vicina a me, ma nonostante tutto sono rimasta
molto legata alle mie origini.
Oggi a distanza di quattro anni ti senti cittadina Bolognese?
A dire il vero no, sono legata alla mia terra di origine e mi sento cittadina
Acquavivese. Ho sempre considerato la mia permanenza a Bologna come un'esperienza,
sono venuta qui per studiare e vedere cosa c'era, ma un domani mi farebbe
piacere riavvicinarmi al mio paese soprattutto perché lì c'è la mia famiglia,
i miei parenti. Per me contano molto gli affetti, penso che essi siano
una variabile importantissima quando si tratta di scegliere il posto in
cui costruirsi una vita propria.
Miriana Tizzani
partecipante al laboratorio formativo Professione
Cittadino presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, a.a.2002-2003
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