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Piazza
Maggiore, Sala borsa, Piazza
Nettuno
La piazza come luogo d'integrazion
Inchiesta a cura
di
Francesca Chitoni
I motivi della pacifica convivenza
Integrazione e multiculturalismo
in Piazza Maggiore
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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INTEGRAZIONE E MULTICULTURALISMO IN PIAZZA MAGGIORE
Sarà perché piazza Maggiore è sempre stata considerata
una "cosa pubblica", un bene comune da salvaguardare e da
condividere tant'è che qui è un vero e proprio melting
pot di razze ed età.
Sono proprio i gruppi considerati generalmente marginali (anziani, studenti
fuorisede ed immigrati) quelli che frequentano maggiormente la piazza
centrale della città, usufruendone appieno.
"Ci troviamo sempre qui in piazza quando non lavoriamo - dichiara
una donna ucraina (35 anni, badante) e prosegue - Tutte sappiamo
che quando abbiamo il giorno libero dal lavoro veniamo qui e quindi
è facile che si trovi sempre qualche amica con cui passare il
tempo". E conclude: "E' un bel posto dove incontrarsi, anche
perché ci sono spesso degli spettacoli e c'è sempre tanta
gente". Gli immigrati apprezzano anche Sala Borsa e usufruiscono
dei servizi offerti: "Qui trovo anche libri nella mia lingua -
dichiara un ragazzo albanese (26 anni, lavoratore regolare) e
continua - E poi è anche un bel posto dove passare il tempo quando
non devo lavorare: mi piace".
Accanto agli immigrati, che davvero non ci saremmo aspettati di trovare
in così gran numero, ci sono molti anziani che utilizzano
la "piazza coperta" della Sala Borsa per discutere dei temi
più vari. Un gruppo di pensionati tra i 73 e i 76 anni
dichiara infatti di sfruttare, più che i servizi offerti dalla
Sala Borsa, proprio la piazza coperta: "Quando fa freddo, d'inverno,
si sta meglio a parlare qui dentro, anche se la piazza esterna è
sicuramente più bella; e poi ha tutta un'altra storia",
dice uno di loro.
Quanto agli studenti, essi si servono sia dello spazio interno
alla biblioteca come punto d'appoggio per lo studio, sia della presenza
di computer per svolgere delle ricerche, sia, infine, del prestito di
libri, film e CD musicali per lo svago o per lo stesso studio. "Veniamo
spesso per prendere del materiale a prestito: libri o altro, perché
così risparmiamo soldi! E poi c'è un'ampia scelta",
dichiarano due ragazzi (27 anni, studenti fuori sede a Bologna).
Un altro importante fattore di integrazione è la presenza della
connessione ad Internet tramite wireless, fornita gratuitamente
dal comune di Bologna, che permette proprio alle categorie più
"marginali" di usufruire della connessione alla rete: sono
molti, infatti, gli studenti fuorisede che non hanno la possibilità
di navigare in Internet dalla loro abitazione e che ritengono molto
utile questa possibilità offerta dal comune, il quale risulta
sensibile al tema molto attuale del digital-divide. "Vengo sempre
qui a connettermi con il mio portatile, perché a casa non ho
la connessione", dichiara uno studente fuori sede (21 anni;
di Napoli); "E poi mi risulta davvero comodo, perché io
abito qui vicino", conclude.
Francesca
Chitoni, partecipante al laboratorio formativo
"Giornalismo civico-Etnografia urbana" della laurea specialistica in
Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica- a.a 2006-2007
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