|
Cittadini Attivi
Comitato
è bello
Comitati
e giornalisti:
idillio
difficile
A
scuola di
cittadinanza
Nuovi Cittadini
Apprendista
Cittadino
Studenti
senza polis
Malgrado
il degrado
Click Servizi
Blog
Le nostre Iniziative
Archivio
Credits
Piazza
Maggiore, Sala borsa, Piazza
Nettuno
Inchiesta a cura di Sofia Assirelli, Alessandra
del Monte,
Francesca Chitoni, Enrico Plateo, Silvia Daniele
Le
piazze del cuore di bologna: problematiche di un luogo non problematico
Una panoramica sulla
piazza: il groviglio di Nettuno o Istantanea Petroniana
Quale destino per Sala Borsa?
Le due anime di piazza maggiore
tra reale e virtuale
La piazza come luogo
d'integrazione
|
|
|
Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
|
IL GROVIGLIO DEL NETTUNO: L' ISTANTANEA PETRONIANA
Migliaia e migliaia di persone che in piazza maggiore passano, s'incrociano
e decidono da dove iniziare la giornata.
Passi
per Piazza Maggiore e noti già la differenza con Venezia: se
infatti il serenissimo selciato di piazza san Marco è invaso
dai piccioni, lo spazio petroniano è popolato di genti. Sebbene
di queste ultime apprezziamo subito il fatto che non lasciano fastidiosi
ricordini sui passanti, vogliamo saperne di più a proposito delle
loro altre abitudini.
Innanzitutto la piazza si contraddistingue come luogo
di passaggio. L'ombelico bolognese è invaso da studenti, in zona
soprattutto per dirigersi in Sala Borsa e per usufruire, o come ci dice
qualcuno "scroccare", dell'attualissimo servizio internet
wireless. Scuse valide anche per fermarsi a fare quattro chiacchiere
con gli amici seduti sui gradini della Sala Borsa. Sul calar della sera
le nobili motivazioni di studio vengono meno e gli studenti si ritrovano
qui per spostarsi subito verso aperitivi, cene e serate folleggianti
in generale.
Abbondano anche fisionomie straniere sui gradini di Palazzo
Re Enzo. Sebbene molti siano timorosi e poco propensi a scambiare quattro
chiacchiere con noi, alcuni cedono alla tentazione di farsi intervistare.
Ci dicono che qui è così tranquillo che vivono questo
luogo quasi come un maniero protetto da esternalità negative
e da qualsiasi tipo di problemi con gli altri, per questo lo hanno eletto
come loro punto di ritrovo. Stesso discorso vale per le numerosi badanti
provenienti dalle ultime acquisizioni europee (Romania, Bulgaria, etc)
che si trovano a gruppetti e affollano la piazza soprattutto nei pomeriggi
domenicali, forse attratti dal suggestivo Beppe Maniglia, o, a detta
loro, dalla bellezza dei luoghi e dal clima sereno che vi si respira.
Ma osservando la Piazza per giorni e giorni dalla mattina alla sera
non ci sono sfuggiti nemmeno alcuni passanti simili ai manager della
city d'oltre Manica e che si affrettano a camminare ancorati saldamente
alle loro valigette in pelle concedendosi lo snobbismo di non avere
assolutamente tempo per scambiare qualche impressione con noi. Impossibile
sarebbe poi non notare i numerosi gruppi di anziani disseminati nell'area
a vigilare sulle dinamiche che prendono piede. Potendo poi godere del
tempo libero che l'età concede loro, non si limitano a guardare,
ma commentano, espongono opinioni e si confrontano l'uno con l'altro
come ad una tribuna politica on air sui tempi che hanno più a
cuore, favoriti dal luogo, dall'abitudine dell'incontro e, se fortunati,
da clementi condizioni metereologiche.
La piazza appare dunque come un groviglio di percorsi, che si intrecciano
sia a livello fisico, sia a livello comunicativo.
Enrico Plateo,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico - etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica - a.a. 2006-2007
|