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Le
due anime di piazza maggiore tra reale e virtuale
Inchiesta a cura di, Enrico Plateo, Silvia Daniele
Un'oasi
felice fra tradizione e innovazione: Piazza Maggiore
Oltre la contraddizione dei termini.
Iperbole wireless: una tecnologia per vivere
la piazza
Iperbole wireless: un "cantiere in costruzione"
al servizio del cittadino
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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UN'OASI FELICE FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE: PIAZZA
MAGGIORE
Centro simbolico della città, creata nel
XIII secolo in seguito all'esigenza di uno spazio da adibire a mercato,
nel corso dei secoli piazza Maggiore si è sviluppata fino ad
assumere l'aspetto attuale, tanto familiare alle centinaia di persone
che ogni giorno la attraversano, vi stazionano, la osservano, la "utilizzano"
.
Proprio
questo "uso" emerge dalle parole di chi piazza Maggiore la
vive quotidianamente: uomini e donne in carriera, anziani, famiglie,
scolaresche, universitari, turisti. Persone diverse eppure accomunate
dall'idea che la piazza sia un loro spazio, dove passare frettolosamente
oppure fermarsi, darsi appuntamento, mangiare, studiare,insomma vivere.
Uno spazio di tutti e proprio per questo ancor di più proprio.
E' il caso di Francesca, studentessa, che spesso si trova con
i suoi amici in piazza e che nelle belle giornate viene qui "per
connettersi ad Internet", ma anche di Sandro, pensionato,
che si trova qui con altri suoi coetanei "a fare quattro chiacchiere
invece di restare in casa" e di Marco, papà, che
"porta a passeggio il bimbo quando non fa troppo freddo".
Piazza Maggiore, ieri come oggi, attrae e catalizza verso sé
tutti quelle persone, cittadini e non, che subiscono il richiamo ancestrale
di questo luogo che, oltre alle indubbie attrattive estetiche, offre
svago e servizi. Manifestazioni, concerti e comizi sono i classici esempi
di come la piazza funga da tramite, da canale fisico di comunicazione
tra il pubblico e il privato, tra Istituzioni e residenti. Da quasi
un anno, inoltre, questo luogo è divenuto anche spazio virtuale,
luogo di incontro non solo reale, ma anche telematico. La connessione
wireless, oggetto della sperimentazione comunale in corso, rende disponibile
gratuitamente, a residenti iscritti alla rete civica e a universitari,
contenuti on-line da qualunque punto della piazza (e da altre zone del
centro storico), unendo tecnologia e tradizione, facendo coincidere
il luogo fisico con lo spazio virtuale.
In questi pochi metri quadrati di terra, ai quali si è storicamente
dato valore di piazza principale della città, si può ritrovare,
senza nemmeno rendersene conto, uno specchio della società contemporanea
(per lo meno di una parte locale di essa): una collettività che
vive gli spazi pubblici tra passato e futuro, che se ne appropria, sfruttando
tutto quello che essi mettono a disposizione, che si tratti di spazio
materiale per incontrarsi e discutere o di etere per "navigare",
senza perdere le funzioni tradizionali della piazza, ma rispondendo
positivamente a quelle nuove. Una società fatta di persone che
proprio tramite l'"utilizzo" della piazza si riscoprono cittadini
e si sentono parte attiva di una comunità, che attraverso lo
spazio pubblico (fisico e virtuale) socializza valori e partecipa alla
vita della città.
Silvia Daniele
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico-Etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica- a.a 2006-2007
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