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Inchiesta a cura di Sofia Assirelli, Alessandra del
Opinioni
dalla piazza coperta sulla piazza coperta
Opinioni sulla piazza coperta dalle piazze
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Per una decisione argomentata: un approfondimento
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Intervista a Mauro Alvisi
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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TRE "C" PER SALA BORSA: CULTURA, CONVIVIALITA',
COMUNICAZIONE
Opinioni sulla piazza coperta dalla piazza coperta
Da una parte c'è chi dice "Mi sembrava vergognoso
che una biblioteca fosse stata trasformata in un centro
commerciale". Ma dall'altra c'è chi ribatte "E' vergognoso
che abbiano chiuso la libreria." Certamente la piazza coperta
di Sala Borsa e gli spazi che la circondano suscitano emozioni,
rabbia e voglia di esprimere un'opinione. Ma dalle interviste fatte
sul luogo emerge un conflitto: c'è chi si scaglia contro la gestione
privata dello spazio pubblico e si rallegra di questa "liberazione",
e chi invece a questa libreria ci era già affezionato ed è
addolorato per la sua chiusura. Opinioni differenti, contrastanti, eppure
entrambe le parti difendono gli stessi valori: la cultura, la comunicazione,
la convivialità. Com'è possibile che vi siano allora queste
due visioni opposte?
La differenza sta nel significato che le persone attribuiscono
allo "spazio pubblico": c'è chi intende uno
spazio che è di tutti e che non dev'essere colonizzato dal profitto
di nessuno (e in quest'ottica la "commercializzazione" della
piazza coperta non può essere accettata) e chi intende in senso
lato un luogo accessibile, di aggregazione e libertà, "uno
spazio gestito dalle persone che lo frequentano" come afferma uno
studente di Ingegneria di 24 anni. In questo senso anche la libreria
poteva essere considerata uno spazio pubblico o comunque "un privato
positivo, un buon punto d'incontro".
E allora, che farne oggi di questi spazi? Alcuni vorrebbero
che tutto fosse riportato a com'era durante la gestione di Bellentani:
"per lo spazio libero proporrei una libreria, anzi, quella libreria",
dice una studentessa diciannovenne, e non è l'unica. Però
una studentessa di Scienze statistiche e uno studente di Giurisprudenza
sottolineano un importante aspetto forse troppo tralasciato in queste
discussioni: la scarsa compatibilità tra libreria e biblioteca
non è solo da imputare a questioni ideologiche, ma anche e soprattutto
economiche: "la libreria ha fallito, forse per la concorrenza con
la biblioteca o forse per la concorrenza con le altre, numerose librerie
di Bologna. Che senso avrebbe riproporre questo modello dopo i risultati
ottenuti"?
La maggior parte delle persone intervistate però, propone che
vengano ampliati gli spazi della biblioteca, aumentando le aule studio
e i laboratori per i computer. Per la piazza coperta nello specifico
si prospettano conferenze, mostre, allestimenti. Aspetto importante,
segnalato da tutti, è che la nuova gestione permetta alle
persone di parlare, incontrarsi, chiacchierare. Sono soprattutto
i pensionati che esprimono questo bisogno, orfani della piacevole abitudine
di vedersi tutti i giorni alle cinque al bar di Sala Borsa.
Tra le proposte più originali spiccano una ludoteca associata
alla libreria ragazzi, un'auto-gestione da parte di associazioni giovanili
per un divertimento alternativo, una biblioteca aperta 24 ore su 24.
Oppure, come suggerisce un lavoratore di 46 anni, "sarebbe bello
creare un luogo dove poter condividere l'amore per i libri, dove non
solo le persone prendono i prestito i libri, ma anche li portano",
insomma una biblioteca open source all'insegna del book-crossing. E
perché non adibire alcuni spazi all'autoformazione linguistica
o alle tv del mondo come alla biblioteca del centro Pompidou di Parigi,
visto il carattere multietnico della frequentazione?
Le idee non mancano. Ovviamente c'è bisogno di qualcuno che le
ascolti.
Sofia Assirelli,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico - etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica - a.a. 2006-2007
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