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Quale destino per Sala Borsa?
Inchiesta a cura di Sofia Assirelli, Alessandra del

Opinioni dalla piazza coperta sulla piazza coperta

Opinioni sulla piazza coperta dalle piazze virtuali

Per una decisione argomentata: un approfondimento

Per una decisione argomentata: punti di vista particolari

Intervista a Mauro Alvisi

Intervista a Roberto Grandi

Intervista a Massimiliano Mazzanti

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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari

TRE "C" PER SALA BORSA: CULTURA, CONVIVIALITA', COMUNICAZIONE

Opinioni sulla piazza coperta dalla piazza coperta


Da una parte c'è chi dice "Mi sembrava vergognoso che una biblioteca fosse stata trasformata in un centro commerciale". Ma dall'altra c'è chi ribatte "E' vergognoso che abbiano chiuso la libreria." Certamente la piazza coperta di Sala Borsa e gli spazi che la circondano suscitano emozioni, rabbia e voglia di esprimere un'opinione. Ma dalle interviste fatte sul luogo emerge un conflitto: c'è chi si scaglia contro la gestione privata dello spazio pubblico e si rallegra di questa "liberazione", e chi invece a questa libreria ci era già affezionato ed è addolorato per la sua chiusura. Opinioni differenti, contrastanti, eppure entrambe le parti difendono gli stessi valori: la cultura, la comunicazione, la convivialità. Com'è possibile che vi siano allora queste due visioni opposte?

La differenza sta nel significato che le persone attribuiscono allo "spazio pubblico": c'è chi intende uno spazio che è di tutti e che non dev'essere colonizzato dal profitto di nessuno (e in quest'ottica la "commercializzazione" della piazza coperta non può essere accettata) e chi intende in senso lato un luogo accessibile, di aggregazione e libertà, "uno spazio gestito dalle persone che lo frequentano" come afferma uno studente di Ingegneria di 24 anni. In questo senso anche la libreria poteva essere considerata uno spazio pubblico o comunque "un privato positivo, un buon punto d'incontro".

E allora, che farne oggi di questi spazi? Alcuni vorrebbero che tutto fosse riportato a com'era durante la gestione di Bellentani: "per lo spazio libero proporrei una libreria, anzi, quella libreria", dice una studentessa diciannovenne, e non è l'unica. Però una studentessa di Scienze statistiche e uno studente di Giurisprudenza sottolineano un importante aspetto forse troppo tralasciato in queste discussioni: la scarsa compatibilità tra libreria e biblioteca non è solo da imputare a questioni ideologiche, ma anche e soprattutto economiche: "la libreria ha fallito, forse per la concorrenza con la biblioteca o forse per la concorrenza con le altre, numerose librerie di Bologna. Che senso avrebbe riproporre questo modello dopo i risultati ottenuti"?

La maggior parte delle persone intervistate però, propone che vengano ampliati gli spazi della biblioteca, aumentando le aule studio e i laboratori per i computer. Per la piazza coperta nello specifico si prospettano conferenze, mostre, allestimenti. Aspetto importante, segnalato da tutti, è che la nuova gestione permetta alle persone di parlare, incontrarsi, chiacchierare. Sono soprattutto i pensionati che esprimono questo bisogno, orfani della piacevole abitudine di vedersi tutti i giorni alle cinque al bar di Sala Borsa.

Tra le proposte più originali spiccano una ludoteca associata alla libreria ragazzi, un'auto-gestione da parte di associazioni giovanili per un divertimento alternativo, una biblioteca aperta 24 ore su 24. Oppure, come suggerisce un lavoratore di 46 anni, "sarebbe bello creare un luogo dove poter condividere l'amore per i libri, dove non solo le persone prendono i prestito i libri, ma anche li portano", insomma una biblioteca open source all'insegna del book-crossing. E perché non adibire alcuni spazi all'autoformazione linguistica o alle tv del mondo come alla biblioteca del centro Pompidou di Parigi, visto il carattere multietnico della frequentazione?

Le idee non mancano. Ovviamente c'è bisogno di qualcuno che le ascolti.


Sofia Assirelli, partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico - etnografia urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica - a.a. 2006-2007

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna