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INCHIESTA Piazza Santo Stefanmo
A cura di Paola Benassi e Beatrice Bellucci

Come vivono i giovani la piazza delle sette Chiese?

Piazza Santo Stefano dall'alba al tramonto

La parola ai residenti

Il grande fratello vi guarda

Intervista al Presidente del Quartiere Santo Stefano

Nuova sanità: progetto di mediazione.


Piazze: i salotti con-divisi degli universitari

PIAZZA S. STEFANO: DAL TRAMONTO ALL'ALBA

Gli studenti scelgono piazza S. Stefano per la sua bellezza e per l'atmosfera che trasmette. Di giorno sono solo di passaggio, ma alla sera s' incontrano, fanno nuove amicizie e si divertono a costo zero.

Quanti appostamenti ha fatto il vostro Flow nella piazza. Di giorno ero seduto sui muretti a guardarvi, e voi sempre così di corsa. Che noia far passare le prime ore del mattino, troppo silenzio. Così, tra un passante e l'altro mi leggevo i giornali della città, ma i conti non tornavano. C'erano articoli che associavano a piazza S. Stefano parole come degrado, latrine a cielo aperto, e frastuono di bonghi percossi fino all'alba. Gli studenti che avevo visto fino a quel momento non avevano fatto niente di tutto ciò. Nelle ore di pranzo li avevo visti sedersi al sole, mangiare e chiacchierare. Li avevo visti darsi appuntamento davanti alla chiesa, abbracciarsi, passare in bici, e ascoltare musica con le cuffie nelle orecchie.

Mi dissi che dovevo andare più a fondo alla questione, così mi avvicinai a due ragazze: Roberta e Veronica, studentesse di antropologia.
Cosa fate di solito quando venite in questa piazza, e perché vi trovate qui?
"Di giorno, avendo il dipartimento vicino, tra una lezione e l'altra, veniamo in piazza per rilassarci, e mangiare qualcosa. La scelta della piazza è in primo luogo per la sua posizione, ma anche perché a differenza di altri posti, per esempio piazza Verdi, è più contenuta, senza auto. Un ambiente raccolto, senza punkabbestia, e dalla bellezza indescrivibile. Nelle sere estive la piazza si riempie, cambia faccia. Ci portiamo da casa una birra, o una bottiglia di vino, così si risparmia, e ci intratteniamo chiacchierando o ballando".
Saluto le ragazze. Hanno fretta, devono ritornare a studiare. Certo, che le loro informazioni mi sono state provvidenziali. La piazza cambia vestito alla sera: da luogo di passaggio, a luogo di svago, aggregazione.

Detto questo cambio le ore della mia osservazione: il venerdì sera diventa il mio obiettivo.
Alessio, neolaureato in lettere, è la prima vittima di Flow. Appoggiato al muretto, senza pensare alla serata fredda, nebbiosa, chiacchiera con l'amico mentre sorseggia una birra: "Vengo sempre: mattina, pomeriggio e sera. Incontro amici, faccio due chiacchiere, bevo qualcosa, oppure scatto due foto. Ogni occasione è buona per trovarmi in compagnia, perché in questa piazza, grazie alla sua bellezza, trovo quella tranquillità che mi serve".
Hai mai assistito a litigi tra studenti e residenti? Inoltre, secondo te, cosa si può fare o non fare in un luogo pubblico?
"Pur essendo un assiduo frequentatore non mi è mai capitato di assistere a dei litigi. Cosa si può fare?! In teoria si può fare tutto, in pratica non bisogna disturbare le altre persone, ossia chi ci abita, e chi ci lavora. Bisogna assumere un comportamento accorto ed educato, per il rispetto di tutti".
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Marco, studente di ingegneria delle telecomunicazioni:
"Vengo in piazza perché è un ottimo luogo d'incontro per socializzare, ci sono altri studenti, persone tranquille, rispetto ai frequentatori di piazza Verdi. Non per niente, in tutti questi anni di frequentazione non ho mai assistito a episodi di scontro, anche perché non credo che ci abitino molte persone. Per tutti questi motivi ogni sera d'estate mi ritrovo con gli amici, prevalentemente a bere, mentre d'inverno vengo ogni tanto, solo il fine settimana".

Massimo, studente di medicina:
"La piazza rappresenta per me un luogo di ritrovo, più contenuto rispetto a piazza Maggiore, e allo stesso tempo vicino a via Zamboni. E' il posto perfetto per le sere estive: c'è molta gente, si gioca, e ci si diverte.
Questa piazza è un ottimo luogo pubblico: è aperto, c'è spazio per tutti. Naturalmente affinché sia tale è indispensabile divertirsi nel modo più tranquilla e indicato possibile".

Giorgio, studente di Biologia:
"Quando mi ritrovo nella piazza parlo e incontro persone, è una mia meta quasi giornaliera, perché è in una posizione strategica: vicina al centro e all'università. In questo modo riesco a raggiungere questi due estremi con facilità".
Hai mai assistito a litigi tra studenti e residenti?
"Potrei raccontarti un aneddoto che ho vissuto in prima persona. Una sera, ho espletato un mio bisogno in una di queste vie. Un residente, giustamente, mi ha ripreso. Reazione legittima, ma nemmeno io ero in torto, perché non essendoci bagni pubblici nelle vicinanze non avevo scelta".

Fabrizio, studente di medicina:
"Nella piazza trovo l'atmosfera giusta, è bella, accogliente, e a differenza di altre piazze solo qui mi metto a suonare. In questo ultimo periodo ci vengo meno frequentemente, ma quando mi fermo chiacchiero, bevo una birra e suono la chitarra".
Hai mai assistito a litigi tra studenti e residenti?
"No, non ho mai assistito ad alcuno scontro".

Giada, studentessa.
"Questa è la mia piazza preferita, mi piace la sua struttura, i ciottoli. Alla sera cambia, si riempie di gente e di suonatori di bonghi. Insomma, è proprio l'ambiente che mi piace, l'atmosfera giusta per incontrarsi con gli amici"
Hai mai assistito a litigi tra studenti e residenti?
"No. Magari, risse fra persone, studenti. Per quanto riguarda i residenti, invece bisogna citare piazza Verdi con le famigerate secchiate".


Paola Benassi partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico/Etnografia Urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007




 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna