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INCHIESTA
Piazza Santo Stefanmo
A cura di Paola Benassi e Beatrice Bellucci
Come
vivono i giovani la piazza delle sette Chiese?
Piazza Santo Stefano dall'alba al tramonto
La parola ai residenti
Il grande fratello vi guarda
Intervista al Presidente del Quartiere Santo Stefano
Nuova sanità: progetto di mediazione.
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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P IAZZA
SANTO STEFANO: LA PAROLA AI RESIDENTI
Piazza Santo Stefano è scelta dagli
universitari come luogo di ritrovo per la bellezza architettonica e per
la sua tranquillità, tuttavia i residenti della zona lamentano
un uso improprio del luogo da parte di alcuni ragazzi.
Da alcune interviste rivolte agli studenti universitari risulta che essi
reputano Piazza S. Stefano una delle piazze più tranquille di Bologna,
preferita rispetto alle altre per l'assenza di auto, per la struttura
stessa della piazza che si presenta raccolta e per il fatto di non essere
degradata come altre zone della città. Inoltre da alcune interviste
è emerso che spesso i giovani frequentatori della Piazza credono
che nella zona abitino poche persone.
In realtà i residenti ci sono e lamentano un abuso dello spazio
pubblico nella Piazza da parte di alcuni giovani, i quali, soprattutto
nei mesi primaverili, vi sostano fino a tarda notte, trascorrendo il tempo
a suonare il bongo. Non si può parlare a pieno titolo di degrado
in Piazza S.Stefano, ma le testimonianze dei residenti rivelano il problema
del chiasso notturno.
"Il problema più grande - spiega Albertazzi, residente e membro
del Comitato residenti di Piazza Santo Stefano - è il disturbo
della quiete pubblica, che è un reato in quanto va contro il diritto
alla salute sancito, nell'articolo 32, dalla nostra costituzione".
E aggiunge: "In quella piazza ci vive della gente di tutte le età:
ci sono dei bambini che alla notte dovrebbero dormire, ci sono delle persone
anziane, ci sono persone malate, c'è della gente che lavora".
Ma da cosa nascono queste aggregazioni giovanili così
numerose tanto da divenire un problema per il riposo dei residenti?
Un residente della Piazza, che vuole però restare anonimo,
ci offre una chiara panoramica della situazione che dal '98-'99 è
venuta creandosi in città: "Alla fine degli anni '90 - esordisce
il residente - iniziano questi primi fenomeni di 'aggregazione stradale',
quindi una modalità di divertimento diversa, non più all'interno
dei locali, non più nei pub, non più nei posti tipici che
noi da studenti frequentavamo."
Il motivo principale di questo nuovo tipo di incontro tra ragazzi è
da ricercare in ragioni di natura economica, "il costo della vita
a Bologna è alto - continua il residente - è difficile andare
per locali, è difficile divertirsi. Stare per la strada è
più facile: questo è un dato di fatto. Ma quando ci sono
solo gli studenti il problema non si pone, non danno fastidio a nessuno,
il problema nasce con il fenomeno della massa, del branco, dell'autoesaltazione".
L'uso e l'abuso che spesso i ragazzi fanno della piazza non è
quindi frutto di azioni di protesta, alla base di tutto vi è
probabilmente la mancanza di senso civico e una difficoltà a stabilire
cosa è lecito o non lecito fare in un luogo pubblico.
"Le piazze sono fatte per essere vissute - sostiene Albertazzi -
ma non per suonare il bongo; c'è, a mio avviso, un problema di
comunicazione e di informazione nei confronti di quelli che sono i fruitori
della piazza".
La piazza nasce come luogo di incontro e di discussione. Si tratta di
un punto di ritrovo, ma bisogna comportarsi nel rispetto degli altri.
"La situazione di Piazza S. Stefano non è facile - asserisce
il Parroco della Basilica di S.Stefano - vi è un uso improprio
di uno spazio adibito all'incontro e spesso chi la frequenta non rispetta
gli altri con urla, schiamazzi e sporcizia". "Per quanto riguarda
il rumore - conclude il Parroco - con la bella stagione si sente quasi
tutte le sere, bisognerebbe dare ai giovani anche altri spazi dove
incontrarsi, ma il vero problema è la mancanza di rispetto".
"La civiltà - come sottolinea un residente da noi intervistato
- è alla base del convivere tra le persone. Il luogo pubblico deve
essere conservato da tutti, è un luogo in cui tutti devono partecipare
alla manutenzione, alla gestione e alla conservazione. E' questo che sfugge
oggi completamente a Bologna. Anche suonare uno strumento o sporcare i
vicoli va contro la manutenzione e la fruizione".
In questi anni sono state tentate molte strade per arginare il fenomeno
che tuttavia persiste e si ripete ciclicamente con l'avvento della bella
stagione mettendo a confronto studenti e residenti nella definizione dello
spazio pubblico e delle pratiche d'uso ad esso riferite.
Maria
Grazia Coronas partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico/Etnografia
Urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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